Ibis Ripley, la saga continua

Combina geometrie moderne, sospensione progressiva, leggerezza e capacità di ospitare gomme da 2,6": è la Trail bike definitiva?

19 giugno 2019 - 9:09

Era il 2011 quando Ibis presentò la Ripley, un progetto nuovo nel mondo delle Trail bike. Aveva una doppia anima: arma da XC ma anche divoratrice di sentieri. Vantava un’agilità sorprendente per una 29er dell’epoca, unita a una grande efficienza di pedalata. La versatilità era la sua migliore dote, così poteva capitare che, mentre Brian Lopes la portava nella top 15 in Enduro, altri rider sempre in sella a una Ripley vincevano gare epiche di centinaia di chilometri.

GEOMETRIE MODERNE

La nuova Ripley segue la strada aperta dalla sua antenata. È passata attraverso un profondo aggiornamento per adeguarla alle moderne geometrie “long”, “slack” e “steep” e il telaio, tutto nuovo, è allo stesso tempo più rigido, più leggero e progressivo. Come l’originale, mantiene l’escursione da 120 mm abbinata a una forcella da 130 mm e alle ruote da 29”. Progettata partendo da un foglio bianco la nuova Ripley ha l’angolo sterzo più aperto (ora è 66.5°), il tubo sella avanzato di 3° (ora 76°) e un reach allungato di circa 45 mm su tutte le misure (475 mm sulla L).

PIÙ LEGGERA

Sono stati anche tolti circa 295 g dal telaio, accorciando il carro di 12 mm, aumentando la rigidità e migliorando la progressività della sospensione, mantenendo però le incredibili capacità di pedalata. Nonostante tutti questi cambiamenti, la Ripley rimane la stessa elegante, giocosa, veloce, leggera e versatile Trail bike che era in precedenza.
Una importante novità è avere abbandonato la soluzione del doppio eccentrico poiché, pur essendo un sistema efficace, occupava troppo spazio nel tubo sella. Passare dal doppio eccentrico ad un sistema uguale a quello della Ripmo ha permesso una notevole riduzione di peso.

SCORREVOLEZZA ETERNA

La possibilità di poter utilizzare un reggisella telescopico da 170 mm sulle taglie M, L e XL è confermata. Nuovo invece il passaggio dai cuscinetti alle boccole, uno dei punti cruciali di questo progetto: i cuscinetti non durano a lungo in aree con grandi carichi e minime rotazioni, come nei link bassi dei telai o sui clevis (gli archetti su cui è infulcrato l’ammortizzatore). In Ibis hanno scelto di usare boccole IGUS sigillate ermeticamente al posto dei cuscinetti in quelle parti del telaio, il che significa intervalli di manutenzione allungati, una maggiore rigidità e un ulteriore sgravio sul peso finale. La Ripmo è stata completamente esente da problemi, quindi la Ripley condividerà con la sorella maggiore la garanzia a vita sulle boccole del telaio.

Disponibile nei due colori Blue Steel e Matte Braaap, la nuova Ibis Ripley è proposta come frame kit a 3.380 euro oppure come bici completa in sei differenti allestimenti a partire da 4.899 euro per arrivare fino a 9.899 euro.

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