Pinarello, Gios, Cinelli e Wilier hanno sfornato nuovi modelli che vanno a rimpolpare la nostra già nutrita lista delle gravel che popolano il mercato. Se l’arrivo di soluzioni tecniche sempre più specifiche e il diffondersi della fibra di carbonio danno quella piacevole sensazione di segmento in fermento, il moltiplicarsi dell’offerta renderà ancora più difficile la scelta degli appassionati

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  IL RITORNO  

Nessuna invenzione ma una riscoperta. Quel movimento nato sulle strade sterrate che collegano le fattorie del Midwest degli Stati Uniti ha infatti soffiato sulla brace di un ciclismo “storico”, quello che per decenni ha visto Tour e Giro disegnati su strade che l’asfalto nemmeno lo sognavano. E da un paio di anni il fuoco arde di nuovo anche da noi.
Se le grandi case si sono attivate solo dopo aver avuto conferma che il fuoco non fosse di paglia, molte delle bici del panorama Gravel (nonché le prime) arrivano da brand di nicchia o poco più che artigiani.

COME SONO FATTE

Perché tutto questo entusiasmo? Perché, scremato dalla inevitabile euforia “modaiola”, questo modo di vivere la bici è destinato a durare. Perché le Gravel sono biciclette che si lasciano pedalare quasi dappertutto; capaci di portarti in vacanza, di correre una gara di Ciclocross e di fare tutto ciò che sta nel mezzo. Sono robuste e confortevoli, ma anche veloci.
Sono biciclette disegnate ad-hoc per essere stabili e affrontare lunghe distanze, non per essere super agili e reattive, anche se i modelli più evoluti sono molto migliorati anche in questo ambito… Hanno interasse lungo, baricentro basso e posizione di guida rialzata; movimento centrale più basso, tubo sterzo più lungo e angoli più aperti. Molto nel loro design è ispirato alla possibilità di affrontare le più disparate superfici in ogni condizioni meteo e di fondo: il passaggio dei cavi è interno o comunque al riparo da fango e sporco, montano freni a disco, possono ospitare gomme di almeno 40 mm e il manubrio consente una posizione più rilassata e miglior controllo su terreni tecnici. Se i modelli più artigianali e quelli top dei big brand hanno prezzi impegnativi, la maggior parte delle Gravel sono alla portata di tutte le tasche e sufficientemente belle da incuriosire e ingolosire chi è aperto all’idea di sedersi su un camaleonte a due ruote.

QUALE SCEGLIERE

Gravel bike, Endurance bike, Adventure bike… Chiamatele come volete, ma preparatevi a ridefinire il vostro concetto di bicicletta e, soprattutto, a riscoprire il significato di “avventura”. Ora che il mercato sta pian piano affollandosi, scegliere la Gravel adatta alle proprie esigenze richiede un po’ di pazienza ma, di contro, la prescelta sarà alla fine quella che più vi farà felici.

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