Le migliori bici Gravel per pedalare su ogni terreno

Hanno geometrie confortevoli, gomme larghe, freni a disco e un nome figo. In più, sono in grado di portarti dappertutto e di farlo velocemente. Ecco le nostre preferite

31 gennaio 2019 - 15:10

Le Case continuano a sfornare nuovi modelli che vanno a rimpolpare la nostra già nutrita lista delle gravel che popolano il mercato. Se l’arrivo di soluzioni tecniche sempre più specifiche e il diffondersi della fibra di carbonio danno quella piacevole sensazione di segmento in fermento, il moltiplicarsi dell’offerta renderà ancora più difficile la scelta degli appassionati…

IL RITORNO

Nessuna invenzione ma una riscoperta. Quel movimento nato sulle strade sterrate che collegano le fattorie del Midwest degli Stati Uniti ha infatti soffiato sulla brace di un ciclismo “storico”, quello che per decenni ha visto Tour e Giro disegnati su strade che l’asfalto nemmeno lo sognavano. E da un paio di anni il fuoco arde di nuovo anche da noi.
Se le grandi case si sono attivate solo dopo aver avuto conferma che il fuoco non fosse di paglia, molte delle bici del panorama Gravel (nonché le prime) arrivano da brand di nicchia o poco più che artigiani.

COME SONO FATTE

Perché tutto questo entusiasmo? Perché, scremato dalla inevitabile euforia “modaiola”, questo modo di vivere la bici è destinato a durare. Perché le Gravel sono biciclette che si lasciano pedalare quasi dappertutto; capaci di portarti in vacanza, di correre una gara di Ciclocross e di fare tutto ciò che sta nel mezzo. Sono robuste e confortevoli, ma anche veloci.
Sono biciclette disegnate ad-hoc per essere stabili e affrontare lunghe distanze, non per essere super agili e reattive, anche se i modelli più evoluti sono molto migliorati anche in questo ambito… Hanno interasse lungo, baricentro basso e posizione di guida rialzata; movimento centrale più basso, tubo sterzo più lungo e angoli più aperti. Molto nel loro design è ispirato alla possibilità di affrontare le più disparate superfici in ogni condizioni meteo e di fondo: il passaggio dei cavi è interno o comunque al riparo da fango e sporco, montano freni a disco, possono ospitare gomme di almeno 40 mm e il manubrio consente una posizione più rilassata e miglior controllo su terreni tecnici. Se i modelli più artigianali e quelli top dei big brand hanno prezzi impegnativi, la maggior parte delle Gravel sono alla portata di tutte le tasche e sufficientemente belle da incuriosire e ingolosire chi è aperto all’idea di sedersi su un camaleonte a due ruote.

QUALE SCEGLIERE

Gravel bike, Endurance bike, Adventure bike… Chiamatele come volete, ma preparatevi a ridefinire il vostro concetto di bicicletta e, soprattutto, a riscoprire il significato di “avventura”. Ora che il mercato sta pian piano affollandosi, scegliere la Gravel adatta alle proprie esigenze richiede un po’ di pazienza ma, di contro, la prescelta sarà alla fine quella che più vi farà felici.

3T Exploro Flatmount

Ecco la seconda generazione di Exploro, caratterizzata dalla compatibilità con pinze flatmount e dalla forcella Fango, riprogettata. Un gioiellino che racchiude soluzioni raffinate e tanta tecnologia. Il telaio è un monoscocca in fibra di carbonio con il down tube da 50 mm, dimensione commisurata alle maggiori sezioni delle gomme, in grado di deviare i flussi di aria sul profilo delle borracce per chiudersi oltre il tubo sella, da 25 mm, sulla ruota posteriore. Anche il tubo sterzo, il cannotto sella e i foderi obliqui condividono questa impostazione mentre i foderi bassi hanno una sezione tradizionale ma un disegno asimmetrico, che permette di contenere la lunghezza del carro in soli 415 mm ed è compatibile con lo standard GravelPlus, ossia può ospitare gomme road da 700c, gomme Gravel/Ciclocross da 700c con sezione fino a 40 mm e gomme mountain/road da 650b con sezione fino a 2,1″, mantenendo il medesimo ingombro. Entrambi i perni sono passanti, da 12 mm dietro e 15 mm all’anteriore.
Exploro Flatmount (che affianca il modello Postmount) è disponibile sia come kit telaio/forcella/reggisella, declinato nelle versioni LTD e Team, che differiscono per il peso (-190 grammi a vantaggio della prima), il prezzo (4.400 euro contro 3.200 euro) e il colore (Nero opaco con logo grigio e Nero con logo rosso); Exploro Postmount è disponibile anche come bici completa, montata SRAM Rival, a 3.990 euro.

Bergamont Grandurance Elite

Il marchio tedesco, entrato nell’orbita Scott nel 2016, è molto attivo in tutti i settori della bici e per il Gravel propone una intera famiglia realizzata su una piattaforma declinata in fibra di carbonio (Elite ed Expert) e alluminio (6.0 e 5.0). Il suo nome: Grandurance, un mix fra Gravel ed Endurance, già spiega la sua indole. I modelli più pregiati vantano un leggero telaio in fibra di carbonio HSC (High Strength Carbon), forcellini con asse passante 12×142 mm, forcella Grandurance Carbon con cannotto conico in fibra di carbonio, asse passante da 12×100 mm e attacchi per i parafanghi. La geometria è caratterizzata da una lunghezza del carro di 425 mm e BB drop di 70 mm; in taglia 55 cm, l’angolo sterzo è 71,5° e quello sella 73,5°, stack e reach rispettivamente 581 mm e 383 mm. La versione Elite è montata Shimano 105 con ruote BGM, mentre la Expert è abbinata a Shimano Tiagra.

Bianchi Allroad

 

Ecco la proposta di Bianchi, il cui nome già dice tutto. La Allroad ha telaio in alluminio con attacchi per montare i portapacchi sulla forcella e sul carro. I freni sono a disco e i mozzi hanno misure classiche e QR. Monta pneumatici da 35 mm ed è disponibile in due allestimenti che differiscono per trasmissione (Shimano 105 a 11 velocità l’una e Tiagra a 10 velocità l’altra), comando dei freni (idraulico o meccanico) La forcella è Bianchi Alu 6061/Carbon. La guarnitura è 50/34 con cassetta 11-32. Fra tutte le Gravel della nostra galleria è l’unica dotata di reggisella telescopico di serie. Prezzi: 2.250 euro per la 105 e 1.750 euro per la Tiagra.

BMC Roadmachine X

La X che mancava nella famiglia delle Roadmachine, biciclette pensate per l’Endurance. La nuova arrivata ha telaio in tubi di alluminio a triplo spessore, idroformati, realizzato con tecnologia TTC (Tune Compliant Concept) Endurance per massimizzare la capacità di assorbimento verticale e, di conseguenza, il comfort e la precisione di guida.
La forcella è in fibra di carbonio, il passaggio tubi è interno, le pinze freno hanno attacco flat-mount e sono previsti attacchi per portapacchi e parafanghi.
Il peso del telaio in taglia 54 è 1.270 g, 420 g pesa invece la forcella.
Il montaggio prevede una configurazione 1×11 con SRAM Rival e dischi da 160 mm; le ruote sono Mavic Allroad Disc UST, con gomme WTB Exposure da 34 mm.
Disponibile nelle sei taglie 47/51/54/56/58/61 cm, costa 2.199 euro.

Cannondale Slate

Si distingue per la presenza della forcella ammortizzata e per il diametro delle ruote: monta infatti una versione della monobraccio Lefty realizzata ad-hoc, chiamata Oliver, con 30 mm di escursione. Le ruote sono invece da 27,5″ e possono calzare pneumatici che possono arrivare a 42 mm; nello specifico la scelta è caduta sui WTB Resolute tubeless. Il telaio è lo SmartForm C1 Premium Alloy e la geometria è studiata per fare della Slate una buona arma da asfalto e una divertente bici off-road. Due le versioni disponibili, Slate Force 1 (3.499 euro) e Slate Apex 1 (2.899 euro), entrambe montata SRAM monocorona da 44 con cassetta 11-42, con freni a disco idraulici e possibilità di montare il gruppo elettronico Shimano Di2. Se volete sapere cosa ne pensiamo leggete la nostra prova.

Canyon Grail

La caratteristica più innovativa della Grail è il design del cockpit, una sorta di doppio manubrio di cui il traversino inferiore è collegato all’attacco. La parte superiore dell’Hover Bar, sospesa, sfrutta l’elasticità della struttura in fibra di carbonio e il suo profilo per offrire un livello di ammortizzazione che assorbe le vibrazioni trasmesse dal terreno. La Grail è disponibile in sei modelli completi – tutti con telaio in fibra di carbonio di cui uno specifico da donna – allestiti a crescere con gruppo Shimano 105, Ultegra e Ultegra Di2. Le taglie coprono dalla 2XS alla 2XL (le due più piccole con ruote da 27,5″) e i prezzi partono da 2.199 euro per la CF SL 7.0 fino ai 4.599 euro della CF SLX 8.0 Di2. Ma esiste anche il frame kit (con il telaio in versione SLX, la più raffinata, da2,3 kg con forcella, cockpit e reggisella) dedicato a chi preferisce il fai da te. In questo caso si spendono 2.599 euro.
Per i viaggiatori Canyon ha realizzato, insieme a Topeak una linea di borse che trasforma la Grail in una compagna inarrestabile di avventure.

Carrera Caedanha

La prima volta di Carrera è con telaio in fibra di carbonio, così per gradire… La geometria è specifica per affrontare uscite anche lunghe su fondi e terreni che possono avvicinarsi al tecnico, con avantreno allungato e stack maggiore per una posizione più sollevata. A un down tube di sezione variabile, che diviene quasi triangolare in corrispondenza del tubo sterzo così da garantire maggior rigidità e precisione di guida, si abbina un orizzontale che si schiaccia a diventare quasi una balestra verso il tubo sella per offrire capacità di assorbimento delle sollecitazioni trasmesse dal retrotreno.
È montata con gruppo Shimano Ultegra e la nuova accoppiata ruote e gomme Mavic, queste ultime da 40. Ah, il nome non è un omaggio alla Catalogna ma il termine con cui, in dialetto bresciano, si chiamano le strade di campagna su cui passano i trattori…

Cinelli King Zydeco

“A quando la gravel in carbonio?” Ora la domanda che molti si ponevano ha una risposta. La King Zydeco è figlia di un progetto specifico e lo si nota osservando il disegno del telaio, caratterizzato dalla gobba sul top tube e dai foderi bassi che si innestano sotto la scatola del movimento come un prolungamento del tubo obliquo. Realizzato in fibra di carbonio monoscocca, pesa 1.000 g in taglia M, è compatibile con i gruppi elettronici e può alloggiare sia ruote da 700 sia da 650, con gomme rispettivamente fino a 42 e 2,1″. La forcella è la Futura Cross di Columbus da 1-1/8” per 1-1/2”, in fibra di carbonio, con attacchi per il portapacchi e 550 g di peso. Le geometrie sono piuttosto spinte ma il telaio dovrebbe avere caratteristiche di comfort anche per percorrere lunghe distanze, come è solito fare chi pratica il bike packing. È disponibile solo come frame kit.

Cinelli Zydeco

Nata per il ciclocross ma modificata per un utilizzo Gravel, la Zydeco ha telaio in alluminio Columbus Zonal con tubi a triplo spessore. La geometria “Pro Cyclocross” e la forcella CX Carbon/Alloy con cannotto conico sono state ottimizzate per ospitare gomme fino a 700×42. I freni sono a disco con rotori da 160 mm e comando meccanico, e la trasmissione conta su un gruppo Shimano 105 con nuova guarnitura compact FSA Omega (50/34) e pacco pignoni ora 11-32. Come gomme, la scelta è caduta sulle Kenda Flintridge 700 x 40. Una curiosità: il tubo orizzontale è sagomato (Ergo Shoulder Section) in modo da caricarsi in modo più agevole la bici in spalla per superare gli ostacoli. Red l’ha strapazzata all’isola d’Elba.

Giant TCX Advanced SX

Sono due modelli con telaio in fibra di carbonio e due in alluminio quelli che compongono la famiglia Ciclocross/Gravel firmata Giant. In realtà il modello top (TXC Advanced Pro) è espressamente dedicato a chi frequenta i campi di gara del Ciclocross, mentre alla Advanced SX sono stati smussati gli spigoli a favore di uscite più lunghe e di un superiore comfort in sella. Ha telaio e forcella in fibra di carbonio Advanced-grade con perni passanti da 12 mm, tubo sella D-Fuse (sezione a D progettata per assorbire le vibrazioni) con serraggio integrato nel top tube, tubo sterzo OverDrive 2 conico (1-1/2” inferiore e 1-1/4” superiore).
Monta trasmissione SRAM Apex 1×11 e ruote Giant P-X2 con coperture Maxxis Rambler tubeless. Costa 2.199 euro, che diventano 2.599 per la versione Pro (trasmissione SRAM Rival 1x11c e forcella full carbon) e scendono a 1.899 e 1.299 per i modelli in alluminio, TCX SLR 1 e 2.

Gios Foxes’ Land

Il legame dello storico marchio piemontese con l’off-road risale ai tempi in cui Eric De Vlaemink (fratello del più famoso Roger), inanellava titoli iridati nel Ciclocross ma è tornato d’attualità ora che il Gravel ha riportato a galla un modo di pedalare che rispecchia l’idea di bicicletta di Aldo e Marco Gios. Con l’arrivo dei gruppi a disco Campagnolo (partner storico) ecco dunque il momento di dare vita a Foxes’ Land, omaggio a Volpiano, la terra delle volpi… Telaio in acciaio Columbus Zona per il triangolo principale, forcella in fibra di carbonio Columbus Futura Gravel e carro sempre Columbus, sagomato per ospitare pneumatici fino a 40 mm. Lo sterzo è conico da 1″-1/8 per 1″-1/4 con serie sterzo esterna. La geometria nasce dal Cross ma è evoluta con angoli sella e sterzo più aperti, carro più lungo e attacco per il disco. Unico richiamo al passato (peraltro motivato tecnicamente) è il passaggio cavi sopra alla scatola del movimento, con passafili brasati al telaio, per ridurre gli attriti e l’usura. Il colore è rigorosamente Blu Gios e il telaio è realizzato su misura.

GT Grade Al X

Per lei, GT ha coniato una nuova categoria di biciclette: Enduroad… La Grade è disponibile in due versioni, quella top ha telaio in fibra di carbonio e la entry-level in lega di alluminio con tubi idroformati. Entrambe adottano la classica geometria GT a triplo triangolo con funzione di assorbire e dissipare le vibrazioni trasmesse dal terreno e montano una forcella in fibra di carbonio con cannotto conico. La Grade Carbon Expert è allestita con gruppo Shimano 105 (guarnitura 52/36 e cassetta 11-32), freni a disco idraulici con rotori da 160 mm. Di serie monta gomme Schwalbe Spice 700x30C, ma può ospitare coperture ben oltre i 35 mm. Un solo colore e sei taglie 51, 53, 55, 56, 58, 60.

Ibis Hakka MX

Appena presentata, ha già fatto molto rumore. Se fosse un’auto sarebbe una cross-over, ma visto che è una bici la si può considerare una Gravel con buona predisposizione per l’off-road, capace anche di essere veloce su asfalto. Offre la possibilità di montare doppie ruote: in versione 27.5” può ospitare gomme Mtb fino a 2.1” o road plus fino a 47 mm mentre con le 700c la forbice spazia da 23 a 40 mm. Il telaio permette di montare trasmissioni 2X o 1X, il passaggio cavi è interno e si può realizzare ogni montaggio, Di2 compreso. I freni a disco sono flat-mount, compatibili con rotori fino a 160 mm. Non poteva mancare sulla Hakka, il famoso “hand job”, una sorta di biglietto da visita di Ibis, qui convertito a punto di fissaggio del parafango posteriore.
Il frame kit con forcella Enve CX Disc costa 2.390 euro, la bici montata SRAM Rival costa 3.990 euro, mentre per avere Shimano Ultegra e ruote IBIS D30 si sale a 7.290 euro.

Lapierre Crosshill 500

Novità dalla Francia, la Crosshill ha telaio in alluminio con foderi a balestra e forcella in fibra di carbonio, compatibile con pneumatici sino a 50 mm di sezione e sganci rapidi da 12 mm. Ha trasmissione Shimano 105 con passaggio cavi esterno e utilizza freni a disco idraulici con rotori da 160 mm anteriormente e 140 mm posteriormente. Alla guarnitura compact 50/34 si accompagna una cassetta pignoni 11/32. Agli amanti dell’avventura sono dedicati gli attacchi per i portapacchi anteriore e posteriore.

Niner RLT 9 RDO

Il nome parla chiaro: RLT è l’acronimo di Road Less Traveled… È proposta nei tre materiali, alluminio, acciaio e, ultimo arrivato, fibra di carbonio. Quest’ultima versione presenta diverse innovazioni come assenza del ponticello sui pendenti, foderi orizzontali più corti, scatola movimento più bassa e tubo orizzontale più sloping per consentire maggior sbraccio al reggisella (e conseguente assorbimento), tutto finalizzato a spingere sulle performance. Il passaggio cavi è completamente interno, il reggisella è da 27,5 mm, i freni a disco sono flat mount con rotore da 140 mm al posteriore. Sebbene la RLT 9 RDO nasca per essere soprattutto una bici molto veloce, gli attacchi per i portapacchi e i parafanghi lasciano intendere che la si possa anche caricare per partire per un’Avventura con la “a” maiuscola..

Norco Search XR Carbon

È l’evoluzione della Carbon, con la sigla XR che sta a indicare una spiccata attitudine al fuoristrada, ottenuta grazie a un telaio con nuove geometrie e compatibilità con ruote da 27,5″ (nel modello Force 1 addirittura 26″). Più corta di carro ma più lunga di interasse, rispetto alla Carbon, con lo sterzo che si apre leggermente, ne condivide la tecnologia “ARC Endurance”, con foderi, tubo verticale, cannotto e forcella disegnati per assorbire le vibrazioni. Dimensioni e spessore dei tubi variano in  base alla taglia, il passaggio cavi è interno, i freni sono a disco con comando idraulico e i forcellini sono a perno passante da 12 mm. Ha attacchi per i parafanghi, i portapacchi e tre supporti per portaborraccia; può ospitare gomme da 700x28c a 700x45c, oppure 27,5″x2,1″.È disponibile con tre allestimenti: SRAM Force 1 a 4.799 euro (con reggisella telescopico), Shimano Ultegra a 4.149 euro, SRAM Apex 1 a 2.999 euro ma la si può avere anche come frame kit a 1.949 euro. Se il carbonio non vi piace, potete cantare fuori dal coro e scegliere la versione XR-S in acciaio (tubi Reynolds 725), disponibile in frame kit a 899 euro o nei due montaggi SRAM Rival e Shimano 105.

Open U.P.P.E.R.

Andy e Gerard sono una bella coppia. Dalle loro idee hanno preso forma molte fra le più belle biciclette firmate BMC e Cervélo e, come tutti i sognatori, un giorno hanno capito che alla loro vita mancava qualcosa. Il destino ha voluto che si incontrassero e mettessero in comune la voglia di fare cose nuove e le loro competenze. Il risultato si chiama Open, un marchio che in pochi anni si è guadagnato fama di esclusività e prestazioni.
Il nuovo telaio U.P.P.E.R. si affianca a U.P., del quale è una sorta di upgrade alleggerito, in quanto utilizza un diverso lay-up delle fibre e una differente forcella (Open U-Turn, peraltro già montata su New U.P.) nonché freni a disco flat mount e perni in fibra di carbonio (anche in questo caso come già su New U.P.).
Ne condivide geometria, soluzioni tecniche e luce ruota, che permette di montare sia 700x40c sia 27,5″x 2,1″. Per darvi un’idea delle differenze, il peso di U.P. in taglia M è 1.100 g + 460 g di forcella, che diventano 1.040 g + 390 g per New U.P. e 880 g + 370 g per U.P.P.E.R. I prezzi? Rispettivamente 2.600, 3.200 e 4.500 euro.

Pinarello Grevil+

Anche se non ci fosse il logo sul down tube, la paternità non sarebbe in discussione. Il DNA Pinarello traspare un po’ ovunque dalle linee sinuose di telaio e forcella. Lo slogan “Full Gas Everywhere” già dice tutto di questa gravel, pensata per divertirsi ovunque, possibilmente in velocità… Le versioni sono due, Grevil+ e Grevil, entrambe accomunate dalle soluzioni tecniche del telaio ma diversificate nel materiale utilizzato: Torayca T1100G per la prima e T700 per la seconda. Il telaio, nato da un foglio bianco, è asimmetrico nel carro (con i foderi di destra ruotati verso il basso), nel tubo obliquo, nella scatola del movimento e negli steli della forcella, soluzioni alle quali Pinarello si affida per rendere la pedalata più efficiente e ottimizzare la risposta del telaio.
Il passaggio dei cavi è interno e c’è la possibilità di montare ruote da 700×42 e 650×2,1″. Due sono le varianti cromatiche per la Grevil+ e tre per la Grevil, entrambi i modelli sono disponibili nella sola configurazione frame-kit.

Ridley X-Trail Carbon Force 1

Da un marchio belga che mastica fango e Ciclocross ci si può immaginare una sensibilità particolare verso questo mondo. La piattaforma X-Trail è la più flessibile fra i telai Ridley ed è in grado di disimpegnarsi con sicumera fra Road, Ciclocross e Gravel grazie alla geometria All-Road, che combina il meglio di strada e off-road. Il telaio è in fibra di carbonio unidirezionale HM/HR, forcella compresa (Oryx Disc TA con cannotto in carbonio), con passaggio cavi interno, attacchi freno flat-mount, assi passanti da 15 e 142×12 mm e attacchi per i parafanghi integrati. Può montare gomme fino a 36 mm ed è disponibile in sei taglie dalla XXS alla XL.
Le colorazioni sono tre e gli allestimenti quattro: al top la X-Trail Carbon Force 1 (con ruote DT Swiss R23 DB), a seguire X-Trail Carbon Ultegra (ruote Fulcrum Racing 5 DB), X-Trail Carbon Rival 1 (ruote DT Swiss E1800 Spline DB) e X-Trail Carbon 105 (ruote Fulcrum Racing Sport DB).

Ritchey Outback

Acciaio, ovviamente… I classici tubi Ritchey Logic a triplo spessore “direzionale” con passaggio cavi  esterno e l’attacco per le pinze post-mount. La geometria è orientata alla velocità e alla stabilità sulla maggior parte dei terreni. Ha scatola del movimento più bassa per una maggiore agilità fuoristrada, interasse allungato, spazio per montare pneumatici fino a 40c, freni a disco idraulici, reggisella da 27,2 mm e nuova forcella Ritchey Carbon Gravel con cannotto diritto da 1-1/8″ e perno passante da 12 mm. Disponibile solo come frame kit (telaio/forcella/serie sterzo) nelle taglie dalla XS alla XL, è compatibile anche con trasmissioni 1×11 velocità. Il peso è di poco superiore ai 2 kg in taglia L e il prezzo tocca i 1.499 euro. I colori che si sono affiancati al turchese del lancio sono giallo e lo storico blu Ritchey.

Salsa Warbird Carbon

Da quando Ross Shafer, nell’82, ha deciso di mettere in piedi Salsa, la direzione è stata subito chiara: qualsiasi strada purché verso l’avventura… La Warbird, soprattutto in versione Carbon, è la massima espressione racing del gravel. Se la Parigi-Roubaix è la nonna delle gare gravel, la Dirty Kanza 200 è la nipote: 320 km quasi tutti sterrati da bersi d’un fiato, superando guadi e trappole di fango. Per vincerla bisogna pedalare per 13 ore alla media di quasi 25 km/h! La Warbird Carbon ha telaio in fibra di carbonio HM e carro realizzato con tecnologia Class5 VRS, un sistema di riduzione delle vibrazioni basato sul profilo e l’orientamento dei foderi. Forcella Warbird Carbon con cannotto conico e perno passante da 15 mm, passaggio cavi interno, attacchi freno postmount, compatibilità con 1×11 e gruppi elettronici, passaggio ruota fino a 44 mm. Può essere allestita con tre portaborraccia e ha attacchi nascosti per parafanghi.
È disponibile in tre allestimenti: Carbon Ultegra a 4,299 $, Carbon Rival a 3.299 $ e Carbon Apex 1 a 2.499$.

Santa Cruz Stigmata

Un nome storico per il marchio californiano, ma con una interpretazione quanto mai moderna. La Stigmata è pensata per percorrere lunghe distanze e farlo anche velocemente… Un pacchetto telaio/forcella realizzato in fibra di carbonio (forcellini compresi), con luce per coperture fino a 41 mm, scatola movimento PressFit 30, passaggio cavi interno (anche per i freni a disco idraulici) e compatibile con i gruppi elettronici. Attacchi freno postmount, perno passante da 15 mm all’anteriore e da 142×12 mm dietro, cannotto sella da 27,2 mm, carro compatto da 142 mm e peso contenuto sotto gli 8 chili. Disponibile nelle taglie 52, 54, 56, 58, 60 e in due nuovi colori rosso e bianco, è disponibile come kit telaio (2.299 $) o con montaggio SRAM Rival (3.599 $), SRAM CX 1 (4.399 $) e Shimano Ultegra (4.599 $).

Scott Addict Gravel

Cresce la famiglia delle Addict Gravel che ora presenta tre modelli con telaio in fibra di carbonio (HMX per la Addict Gravel 10 e HMF per la 20 e la 30). In comune hanno la geometria gravel race, i forcellini sostituibili, i componenti Syncros, gli pneumatici Schwalbe G-One 700×35 e i freni a disco idraulici. Il passaggio cavi è interno, con possibilità di montare gruppi elettronici, i perni ruota sono passanti e la forcella, anch’essa in fibra di carbonio, ha cannotto conico. La versione top Addict 10 monta un gruppo 1×11 SRAM Force 1 con guarnitura da 42 denti e cassetta 10-42. Le ruote sono le pregiate DT Swiss CRC 1400 Spline DB e il peso è sotto gli otto chili…
La Addict 20 è montata Shimano Ultegra (guarnitura 50/34, cassetta 11-34) mentre la Addict 30 utilizza Shimano 105 (guarnitura 50/34, cassetta 11-32), per entrambe ruote Syncros RP2.0 Disc.

Specialized S-Works Diverge

La Diverge Carbon è tutta nuova. Il telaio in fibra di carbonio FACT 9r (FACT 11r per la versione top S-Works) è stato alleggerito e ha una spaziatura maggiore per gli pneumatici e ora può ospitare sezioni fino a 42 mm. Anche la geometria è stata ridisegnata e la impostazione di tipo Ciclocross si è trasformata in Open Road, una sorta di versione stradale della moderna geometria Trail della Mtb. Il movimento centrale è 50 mm più in basso rispetto alla Diverge precedente, l’angolo sterzo è più aperto, i foderi bassi più corti così come l’interasse. Una bici che promette divertimento sui terreni morbidi e performante su strada, agile e precisa. Caratteristica che la contraddistingue dalla maggior parte delle altre Gravel è la presenza del dispositivo Future Shock, un sistema ammortizzante con molla progressiva che fornisce 20 mm di assorbimento al manubrio. Sono inoltre previsti tre montaggi per il portaborraccia, attacchi per portapacchi e parafanghi. Le versioni sono tre: Diverge Comp Carbon a 3.290 euro (Shimano 105), Diverge Expert Carbon a 4.190 euro (SRAM Force 1) e l’esclusiva S-Works Diverge (Shimano XTR Di2 elettronico, ruote in carbonio e reggisella telescopico) a 8.990 euro.

Surly Straggler

Solo acciaio per il marchio che ha fatto della “forma che segue la sostanza” il suo mantra… Il triangolo principale della Straggler è realizzato con tubi a doppio spessore Cromoly 4130, saldati a TIG; particolari i forcellini, che sono orizzontali con uscita anteriore, per regolare la lunghezza della catena e permettere anche l’allestimento single speed. In acciaio anche la forcella, con testa a congiunzioni e foderi a spessore variabile, che ha luce a sufficienza per ospitare pneumatici fino a 42 mm. La trasmissione è Shimano Tiagra, con guarnitura 36/46 e cassetta 11-32, i freni sono Avid con dischi da 160 mm e comando meccanico. Ovviamente non mancano gli attacchi per i portapacchi e i parafanghi. Costa 1.990 euro.

Titici Flexy Gravel

Forte della grande esperienza nel mondo del Mountainbiking e della soluzione “PAT” (Plate Absorber Technology, un brevetto dell’azienda italiana), che caratterizza la costruzione del tubo orizzontale, non è stato difficile per Titici disegnare una bicicletta adatta ad affrontare terreni anche impervi con prestazioni e comfort elevati.
Il pregiato telaio è in fibra di carbonio, fasciato, con sterzo conico, tubo sella da 27,2 mm, movimento centrale press-fit 86 e può essere realizzato anche su misura.
Il passaggio dei cavi è interno, i freni a disco hanno attacco flat-mount e i perni sono ovviamente passanti, da 12 mm. Proposta di serie in due montaggi 1×11 e 2×11, rispettivamente SRAM Force (ruote Fulcrum Racing 4 Carbon Db) e Shimano Ultegra (ruote 3T Discus C35 Pro Alu) il secondo, è comunque compatibile anche con montaggi elettronici eTap e Di2.

Trek Checkpoint SL 5

Nasce la prima Trek specifica per il Gravel. Sfrutta la tecnologia Isospeed, soluzione che svincola il tubo verticale dai foderi per assorbire le vibrazioni trasmesse dal terreno, e adotta i forcellini Stranglehold a scorrimento orizzontale, che permettono il montaggio single speed e la personalizzazione dell’interasse. Declinata nelle due versioni con telaio in fibra di carbonio OCLV 500 (la top SL 5 costa 3.079 euro e il kit telaio 2.049 euro) o alluminio serie Alpha 200 (ALR 5, 1.899 euro) ha pinze freno flatmount, perni passanti da 12 mm, protezione Carbon Armour per il down tube e reggisella Ride Tuned.
Il montaggio è Shimano 105 (guarnitura 50/34 e cassetta 11-34) con passaggio cavi interno. I cerchi Bontrager TLR (tubeless ready) possono ospitare gomme da 45c, mentre i numerosi supporti su telaio e forcella permettono di montare parafanghi, 3 porta borraccia e portapacchi per farne una perfetta bicicletta da viaggio.

Wilier Jena

Mancava nel catalogo Wilier una bicicletta Gravel con telaio in fibra di carbonio da affiancare alla Jaroon, dedicata a chi predilige l’acciaio.
Il telaio è monoscocca in fibra di carbonio 60TON, realizzato in 5 taglie (dalla XS alla XL), caratterizzato da geometrie racing/comfort. Il tubo di sterzo con un angolo più aperto garantisce qualità e stabilità di guida anche sui terreni più impegnativi, il carro invece è disegnato per rispondere in modo attivo alle sollecitazioni verticali, assorbendo buona parte delle vibrazioni generate dalle asperità del terreno. Può montare sia ruote da 700 (con gomme fino a 44) sia 650 (con gomme fino a 1.95”). Sul telaio ci sono supporti per porta borraccia, borse, portapacchi o parafanghi. La nuova Jena costa a partire da 2.800 euro, montata Shimano 105 disc per raggiungere i 4.600 euro in versione Ultregra Di2, oppure come frame kit, a 2.200 euro.

Wilier Jaroon

 

Per lei, telaio in tubi Cr-Mo a spessori differenziati dotato di forcellini per perno passante da 12 mm; il tubo sterzo è conico e alloggia una forcella monoscocca in fibra di carbonio con asse passante, il reggisella ha diametro da 27.2 mm per un maggiore comfort e l’impianto frenante è idraulico. Ha un manubrio specifico con 12° di flare out e può ospitare pneumatici fino a 42 mm, ma ha una sorella particolare, la Plus, che monta ruote da 29″ con gommone da 3″. Il telaio è stato predisposto con attacchi per parafanghi e portapacchi. Disponibile in due colorazioni, fra cui lo splendido Ramato Wilier, e due allestimenti SRAM Rival 1×11 (2.600 euro) e Shimano 105 (2.200 euro).

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