Il progetto Cannondale Synapse risale al 2002 e, a guardare com’era fatta la Warrior sembra di essere proiettati in Jurassic Bike… Aveva telaio in alluminio e guarnitura con la tripla, che la diceva lunga sulla filosofia che la ispirava. Nel 2006 prima e nel 2009 poi, ci furono due step evolutivi importanti nei quali furono introdotte alcune delle soluzioni presenti anche sul nuovo modello, su tutte la tecnologia SAVE e il sistema di integrazione Si.

Sviluppata per affrontare le Classiche del Nord, sulla nuova Synapse tutti gli aspetti che ne hanno fino ad oggi delineato il carattere sono stati amplificati: quello Racing, grazie a un peso estremamente contenuto (950 grammi in taglia 56), a una grande rigidità del carro e a una geometria che non sacrifica sull’altare del comfort un’impostazione sufficientemente aggressiva per spingere forte.
Quello Endurance, figlio dell’applicazione del concetto SAVE anche al nuovo manubrio SystemBar e al cannotto reggisella da 25,4 mm.
E quello dell’ecletticità, con i freni a disco flat mount, i mozzi con perni passanti, luce per ospitare gomme fino a 32 mm e possibilità di montare la trasmissione 1×11.

Fedele alla tradizione, Cannondale adotta la filosofia System Integration (Si) dello sviluppo contestuale di telaio e componenti (come scatola movimento BB30 Cannondale, guarnitura e ruote Hollowgram…) in modo da creare un insieme integrato le cui tutte le parti siano funzionali allo scopo ultimo. Anche con riguardo al sistema di micro sospensione Synapse Active Vibration Elimination (SAVE), l’integrazione è massima, con triangolo posteriore, forcella, reggisella e manubrio SystemBar che fanno della nuova Synapse la più alta bandiera del Si.

Soprattutto il SAVE, che dal primo esemplare in fibra di carbonio è il cuore del progetto Synapse, ha raggiunto una più alta efficienza grazie anche alla realizzazione del manubrio semi-integrato (passateci il termine) SystemBar e del nuovo reggisella da 25,4 millimetri. In modo particolare il manubrio, mai se ne erano visti di simili in Cannondale, che permette di godere dei benefici di un manubrio integrato e della capacità di assorbimento, ma senza pagarne i compromessi: consente infatti una regolazione di 8 gradi di inclinazione, oltre a differenti opzioni di lunghezza (+6°/70-100 mm e -6°/80-130 mm). Inoltre è provvisto di un sistema di attacco doppio per un computer Garmin e una luce Fabric Lumaray, soluzione che dimostra un’attenzione in più per chi guarda alla bici con orizzonti più ampi.

Il telaio della Synapse riprende i consolidati concetti di asimmetria di forcella, foderi e tubo sella e li adatta anche alla presenza dei freni a disco, per meglio rispondere alle differenti sollecitazioni ricevute. Entrambi i perni sono passanti (100×12 mm l’anteriore e 142×12 mm il posteriore), l’attacco del deragliatore può essere rimosso per montare la trasmissione monocorona e nel tubo obliquo è ricavato un alloggiamento per il JB del Di2.

La geometria Endurance Race è pensata per bilanciare comfort ed efficienza derivanti da una posizione più in piedi ma non troppo raccolta per non rinunciare al necessario feeling race e con il crescere delle taglie crescono anche, con dolce progressione, stack e reack. Rimanendo in ambito taglie, anche sulla Synapse è stato introdotto il Size-Optimized Design, che prevede non solo layup delle fibre e dimensioni dei tubi del triangolo differenti, ma anche diametro del tubo sterzo e del cannotto della forcella diversi e tre offset specifici per poter garantire le stesse sensazioni di guida a prescindere dalla misura del telaio.

I modelli in gamma sono 13, di cui 4 con telaio HM, 3 da donna e 3 SE (che sconfina nel gravel, con passaggio ruota fino a 42 mm), tutti con freni a disco. Hanno prezzi compresi fra i 2.399 euro della Carbon montata Shimano 105 e i 9.999 euro della HM montata Shimano Dura Ace Di2.