Cannondale SystemSix 2019. La più veloce al mondo

2 luglio 2018 - 21:07

“La resistenza aerodinamica è la maggiore forza contro la quale tutti i ciclisti devono lottare, che si tratti di professionisti, amatori o semplici appassionati poco cambia”.
Questa è la verità che ha guidato gli sforzi dei progettisti Cannondale per aiutare i ciclisti a dare maggior senso ai loro sforzi e due sono gli strumenti attraverso i quali è stata disegnata la nuova SystemSix: la fluidodinamica computazionale (CFD o Computational Fluid Dynamics, metodo che utilizza l’analisi numerica e algoritmi per analizzare i problemi di fluidodinamica) e la galleria del vento. Con il primo si studia il perché di un certo comportamento mentre con il secondo lo si quantifica e rende “visibile” per poi riuscire, in un circolo virtuoso di studi e prove, a definire la soluzione migliore.


GRANDI PROMESSE
In Cannondale devono proprio essere convinti di aver fatto un buon lavoro perché, senza finta modestia, affermano che la nuova SystemSix è “la bicicletta da corsa conforme alle normative UCI con meno resistenza aerodinamica, più efficienza e più veloce sul mercato”. E a supporto di questa dichiarazione portano numeri ed esempi che lasciano il segno…
Comparando SystemSix e SuperSix EVO, a parità di condizioni, hanno calcolato che un ciclista di 62 kg, che esprime una potenza di 350 W, risparmierà 10 secondi su una salita come l’Alpe d’Huez (diventano 19 secondi per un ciclista che ne pesa 75 ed esprime 300 W). Altra situazione: su uno sprint di 200 m affrontato a 1000 W la SystemSix scava sulla EVO un gap di 7,2 m. Ancora: su una discesa del 5% pedalata con una potenza di 200 W, la SystemSix raggiunge i 60,6 km/h mentre la EVO si ferma a 53,1 e richiede uno sforzo aggiuntivo di 100 W per ottenere la stessa velocità.
Infine, pedalando in pianura in scia a 48 km/h si risparmiano 30 W, che senza protezione diventano 50 W, con un risparmio di 3″ al chilometro. Chi invece è più lento e difficilmente supera i 30 km/h può comunque contare su un risparmio del 10% rispetto ai 140 W necessari se si pedala su una EVO.


OLTRE LA SOMMA DEI SINGOLI ELEMENTI
Il progetto SystemSix è nato su un foglio bianco, come risultato di un design basato su sei elementi: telaio, forcella, reggisella, manubrio, attacco manubrio e ruote, che lavorano in sintonia come se si trattasse di un sistema unico.
L’utilizzo dei freni a disco ha permesso ai progettisti di liberare la matita senza dover sottostare ai limiti imposti dai classici caliper. In questo modo hanno potuto concentrarsi sulla riduzione dei flussi che si concentrano tra telaio e ruote. I profili alari tronchi utilizzati per i tubi, la forcella e il reggisella permettono di ottenere flussi d’aria uniformi anche con angoli di incidenza notevoli e dunque di minimizzare la resistenza aerodinamica.

RUOTE E INTEGRAZIONE
L’importanza delle ruote è fondamentale in un’ottica di penetrazione all’aria, così come l’integrazione del maggior numero di componenti. Cannondale ha lavorato molto su questo aspetto e il risultato più evidente sono le nuove ruote HollowGram KNØT64 e il SystemBar KNØT.
Per quanto riguarda le ruote, il progetto è figlio di un brevetto HED e il risultato è un sistema che lavora in modo ottimale con pneumatici da 26 mm, abbinando il comfort e i vantaggi di un maggior volume d’aria con l’efficienza aerodinamica di un set ruote fra i più veloci al mondo.
Il SystemBar KNØT è invece un manubrio con attacco integrato che, alle caratteristiche di rigidità e aerodinamicità di un sistema monolitico offre le possibilità di personalizzazione di un sistema classico grazie agli 8° di regolazione dell’inclinazione, alla possibilità di cambiare la lunghezza dell’attacco e la larghezza del manubrio.

MISURATORE DI POTENZA INTEGRATO
Coma già Specialized con la S-Works Tarmac Disc, anche Cannondale ha scelto di dotare la SystemSix – e alcuni dei suoi modelli top – di powermeter. La decisione, con naturale (e ben lecito) sapore di marketing, è motivata dalla volontà di offrire al più probabile utilizzatore di una bicicletta con queste caratteristiche, uno strumento di allenamento di cui ha bisogno. Inoltre, la convenienza in termini economici, permetterà anche a chi non vi si è mai avvicinato, di conoscere e prendere confidenza con i misuratori di potenza.
Cannondale ha scelto Power2Max per disporre di un sistema modulare, di tipo spider, compatibile Android/iOS, pronto da attivare.
Altre caratteristiche uniche del progetto SystemSix sono il sistema Speed Release con perni passanti a sgancio rapido, la possibilità di più opzioni di fissaggio del porta borraccia e un passaggio interno dei cavi che, oltre a rendere il design estremamente pulito e (ancora una volta) aerodinamico, li rende facilmente accessibili per la manutenzione.

POCHE DIVAGAZIONI, TANTE TAGLIE E UN OCCHIO ALLE DONNE
SystemSix sarà disponibile in due versioni, che differiscono per le fibre di carbonio con cui è realizzato il telaio (il più pregiato è HM, ad alto modulo, come già accade per i modelli top di Cannondale) e cinque allestimenti (uno specifico con misure da donna), nelle taglie 47, 51, 54, 56, 58, 60 e 62.
I prezzi partono da 3.999 euro per la entry-level SystemSix Carbon Ultegra e toccano i 10.499 euro per la top di gamma SystemSix HM DuraAce Di2.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

EMTB Adventure, bici e gastronomia sul Garda Trentino

Ibis Ripley, la saga continua

Shimano RX8, la piuma del Gravel