Prova GT Grade Carbon Pro

Fra le bici di questa categoria all-round la GT Grade Carbon Pro è al top. Riesce a essere efficace in ogni situazione soprattutto in off-road. Inoltre, il rapporto qualità/prezzo è notevole.

Ho sempre apprezzato GT per la sua capacità di osare e innovare: dal primo telaio Triple triangle della mitica Zaskar, al sistema di sospensione iDrive. Se quest’ultima era una soluzione efficace ma troppo complicata per poter sopravvivere negli anni, il telaio a triplo triangolo è ancora oggi il marchio di fabbrica di GT e caratterizza anche la famiglia delle Grade. Grade che è stata una delle primissime bici Gravel presentata da uno dei big brand e che, dal 2014, è lì a dirci che GT ci ha subito creduto e investito. La famiglia è composta da due versioni di ingresso, con telaio in alluminio (prezzi a partire da 1.099 euro) e tre in fibra di carbonio (da 2.499 euro). Il modello della nostra prova è la top di gamma Carbon Pro, che costa 3.399 euro (non abbiamo scritto male, costa proprio così…). È montata con trasmissione Shimano GRX 800, guarnitura monocorona Praxis Zayante Carbon-S da 42 denti e cassetta 11-42 a 11 velocità. Le ruote sono Stan’s NoTubes Crest MK3, tubeless ready, con gomme WTB Nano TCS Light, 700 x 40c e freni GRX 800 con dischi da 160 mm. La GT Grade Carbon Pro è dotata anche di reggisella telescopico TransX YSPI01 da 50 mm di escursione per 27,2 mm di diametro.

Assorbimento e rigidezza

La Grade attuale è l’evoluzione datata 2020 del modello precedente. Una ottimizzazione in termini di geometria (un po’ più aggressiva) e di costruzione del telaio. Il telaio della Carbon Pro è sempre in fibra di carbonio e porta in dote il Triple triangle, ma migliorato grazie alla soluzione Floating stays. Significa che i foderi non sono solidali al tubo sella ma vanno a innestarsi nel top tube, così da svincolare il tubo sella dalle sollecitazioni trasmesse dal terreno. Foderi che sono realizzati con un processo produttivo particolare, chiamato DFD Tech: non si tratta infatti di tubi ma di una struttura composita in fibra di vetro e fibra di carbonio molto sottile e leggera, in grado di consentire oltre 10 mm di deformazione longitudinale.

L’anima in fibra di vetro dei foderi ha una resistenza similare alla fibra di carbonio, ma un modulo molto inferiore e quindi una maggiore libertà di flettere. Esternamente presenta un rivestimento in fibra di carbonio che serve a proteggerla.

Non solo comfort

Anche tubo sella e tubo orizzontale sono disegnati per contribuire al comfort del telaio della Grade. Il primo ha una sezione irregolare, che si schiaccia e assottiglia come una balestra sopra l’attacco del collarino del deragliatore e prosegue così fino alla scatola del movimento. E, proprio come una balestra, flette leggermente per migliorare l’assorbimento delle vibrazioni e isolare il biker. Anche il top tube ha una sezione ampia ma schiacciata sviluppata per lavorare in sintonia con i foderi, abbinando rigidità laterale e flex verticale. In quanto all’efficacia della struttura in termini di trasferimento della potenza, a garantire la necessaria rigidezza ci pensano le dimensioni generose dei foderi bassi e della scatola del movimento centrale. Ultima considerazione riguardo al telaio, l’ampio passaggio ruota permette di montare gomme da 42 mm, con le classiche ruote da 28”, e addirittura da 47 mm, se si utilizzano ruote da 27,5”.

Peculiarità della Grade Carbon Pro, condivisa con le altre due versioni con telaio in fibra di carbonio Expert ed Elite, è la forcella con flip-chip in corrispondenza dei forcellini. Una soluzione che permette di variare il trail da 55 mm a 40 mm.

Stradale sì, però…

In sella si percepisce subito che l’impostazione è piuttosto stradale, ma non estrema come sulle bici race gravel di ultima generazione. Sportiva sì, ma comoda, dunque. Comoda quanto basta per potersi permettere di stare in sella per molto tempo e molti chilometri: la nostra taglia 55 ha valori di stack e reach pari rispettivamente a 590 mm e 394 mm, foderi da 445 mm, front/center da 623 mm e interasse da 1.043 mm, con angoli sterzo e sella di 72,3° e 74,5°.

Inoltre la Grade è molto leggera (980 g il telaio e 8,95 kg la bici completa, con reggisella telescopico…) caratteristica che si apprezza sia quando si vuole fare velocità sul piatto (la trasmissione è 1x ma ben rapportata), sia quando lo sguardo punta in alto e la strada sale inesorabile e costante. Anche in discesa è piuttosto efficace: interasse e angoli la aiutano a essere stabile in velocità e precisa nelle traiettorie.

Che sia una bici “avventurosa” lo testimoniano anche i numerosi attacchi sul telaio e sugli steli della forcella, che permettono di allestirla per il bikepacking. In quest’ottica è da valutare il passaggio esterno dei cavi, pensato per rendere più facili eventuali riparazioni fai da te.

A proposito di bikepacking, la soluzione della forcella con il flip-chip in corrispondenza del perno ruota serve proprio a rendere la Grade ben guidabile anche a pieno carico. Ribaltando infatti la posizione standard del chip si interviene su rake e avancorsa della forcella, aumentando il primo e riducendo il secondo di 15 mm. Una variazione che compensa l’aumento e la distribuzione dei pesi per non perdere in maneggevolezza. Non si tratta dunque di una soluzione pensata per cambiare anima alla bici, poiché la posizione dell’asse della ruota varia quasi esclusivamente in orizzontale, quanto per conservare le doti di guidabilità e la risposta in curva.

Se il gioco si fa duro

Se su asfalto piace, è quando si mettono le ruote fuori dall’asfalto che la Grade convince. Considero l’off-road il terreno di elezione delle bici Gravel, quindi reputo molto importante la loro efficacia in questa situazione di guida. E l’efficacia della GT è valutabile su più livelli. La funzionalità dell’accoppiata Triple riangle/Floating stays è davvero percepibile e si traduce in trazione e comfort nell’off-road più scorrevole. Il divertente arriva quando si comincia a giocare duro, soprattutto sulle discese più tecniche. L’impostazione in termini di geometria e bilanciamento, il reggisella telescopico e la possibilità di montare anche ruote da 27,5” e gomme da 47 mm fanno della Grade una fun bike quasi inarrestabile, anche se avrei preferito un manubrio con un flare più accentuato. Agile, rapida, precisa e reattiva, è un continuo invito a giocare e osare.

Il limite della GT Grade Carbon Pro rimane solo nelle gambe di chi pedala e nella guarnitura da 42, un po’ eccessiva per il fuoristrada serio. Però, se per il primo impedimento c’è poco da fare, per sostituire una guarnitura ci vuole molto poco.

Foto Martina Folco Zambelli/HLMPHOTO