All’appello delle Bonneville del nuovo corso mancava una delle grandi protagoniste della storia recente di Triumph. Per il suo carattere eclettico, la Speedmaster è infatti stata una delle Modern Classic più apprezzate.
A Hinckley la avevano catalogata come Cruiser ed era la entry level di una famiglia di cui facevano parte la Thunderbird da 1.700 cc e la Rocket III da 2.300 cc, che più o meno raddoppiavano e triplicavano la sua cubatura…

PARENTE STRETTA DELLA BOBBER

Dunque, eccola. Nata da una costola della Bobber, ne condivide buona parte del corredo genetico, a partire dal motore 1.200 cc High Torque da 106 Nm a 4.000 giri e 77CV a 6.100 giri (il 10% in più rispetto alla Bonneville T120), che tanto è piaciuto a una larga fetta di motociclisti che ne hanno decretato il rapido successo di vendite.

Alla Bobber la unisce l’avantreno con ruota da 19″, doppio disco da 310 mm con pinze Brembo a doppio pistoncino, forcella KYB con steli da 41 mm ed escursione da 90 mm e faro da 5″ full LED con funzione DRL.
Anche il forcellone a gabbia con ammortizzatore nascosto sotto la sella è un elemento condiviso, così come gli scarichi corti a fetta di salame, il mozzo posteriore dal classico look a tamburo e il vano della batteria con fascia di chiusura in acciaio. Confermata anche la presenza del cruise-control azionabile con un solo pulsante.

SEGNI DISTINTIVI

La sua personalità è invece sottolineata dal serbatoio più capiente – 12 litri contro 9 – dalle pedane avanzate, dal manubrio in stile beach bar da 770 mm e dal telaietto posteriore con configurazione biposto (ma la sella del passeggero è asportabile…). Anche alcune quote della ciclistica sono state ridefinite per adattarsi alla differente impostazione e alla eventuale presenza di un passeggero: l’altezza sella cresce da 690 a 705 mm, l’angolo di sterzo scende di mezzo grado a 25,3° mentre l’avancorsa aumenta di 3,5 mm e si fissa a 91,4 mm a fronte di un interasse che si mantiene a 1.510 mm.
Inevitabile anche un aumento del peso che cresce di 8 kg e raggiunge quota 245,5 kg.

130 ACCESSORI E DUE KIT

Eclettica era la sua progenitrice, eclettica è anche lei e non poteva essere diversamente. Oltre al solito ricco catalogo di accessori – siamo a quota 130 -, in Triumph hanno pensato a due allestimenti completi che esaltassero le anime estreme della Speddmaster: Highway è la versione touring e Maverick quella hot-rod.
All’opulenza della prima, con parabrezza regolabile, selle comfort, schienalino, borse in pelle e vezzi cromati si contrappone l’essenzialità e l’aggressività della seconda, che affida la voce agli scarichi Vance & Hines e il look al manubrio sportivo, alla sella monoposto trapuntata e alle finitrure rigorosamente nere.

La nuova Speedmaster è disponibile in tre colorazioni: Jet Black, Cranberry Red (molto bella nella configurazione Maverick con sella marrone, ndr) e l’elegante bicolore Fusion White/Phantom Black.