4a Monferraglia Uinter Sor Mani Ediscion

2 dicembre tempo di camino accesso e riposo sotto le coperte di lana grossa della nonna, a meno che non ci sia da sfidare la sorte e il tempo alla guida del "motorello": indispensabile compagno della Monferraglia

22 novembre 2012 - 18:11

E’ più facile non credere che credere a quello che vi stiamo per raccontare: primo fra tutti il tetto delle iscrizioni, inizialmente bloccato a 500 partecipanti e letteralmente “bruciato” in pochi giorni dalla data di apertura della quarta edizione della Monferraglia.

Per chi ancora non conoscesse la Manifestazione consigliamo di fare una piccola divagazione nel mare nostrum del web e cercare i video delle precedenti edizioni… valgono più del fiume di parole scritto da penne autorevoli che hanno partecipato alle precedenti edizioni.

La prossima edizione della Monferraglia, Uinter Sor Mani Ediscion, partirà la domenica mattina,  la bruma sarà ancora pesantemente adagiata sulle colline monferrine, il freddo pungente e insidiosamente penetrante sotto i cappottoni d'ordinanza e il sole avrà fatto tutto tranne che mostrarsi, eppure saranno in molti già con i motori caldi attrezzati secondo le inflessibili regole imposte dell’organizzazione di Hanselmo Hans Haldi e della sua squadra. Il dictat è noto; se non hai i baffi SEI FUORI;  se non hai il cappottone lungo che si incastra nei raggi della ruota posteriore facendoti cadere SEI FUORI ; se non hai il motorello cinquanta monomarcia SEI FUORI; se non sei disposto a sacrificarti nei tratti hard rischiando l’unghia dell’alluce per ipotermia SEI FUORI… e via discorrendo.

Nel caso non fosse chiaro la Monferraglia Uinter Sor Mani Ediscion si preannuncia la più tecnica e probante di tutte le edizioni considerate le difficoltà che cavalieri e cavallerizze in sella a Califfoni e tutti modelli a singola marcia,  incontreranno nel percorso. 50 km  forse qualcuno in più; quello che è certo è il luogo della partenza nella piazza del mercato di Cerrina Valle e il ristoro a fine giro ma, visto l’epilogo della Spring Ediscion e l'affidabilità di certi mezzi a motore, possiamo ipotizzare che molti non arriveranno nemmeno alla fine del primo tratto asfaltato.

RIDE? No PEDAL!

Prima di raccontarvi di quello che potrebbe accadere alla USME – Uinter Sor Mani Ediscion – abbiamo rivissuto con piacere quando scritto della SE – Spring Ediscion – e  trovato nell’articolo alcune foto che ben raccontavano del percorso vissuto in quella piovosa domenica di primavera. Ora abbiamo per le mani le foto che anticipano quello che  capiterà la prossima domenica e come un bambino con le “figu” della Panini,  assaporiamo il gusto delle impervie salite, delle sdrucciolevoli discese e delle impestate prove hard che i più temerari affronteranno.

Noi di RED Live ci saremo armati di motorello ufficiale, un prezioso e moderno Peugeot Vogue attrezzato di tassello a media scolpitura e monocilindrico dopato da Mr. Polini, giusto per non farci trovare impreparati aggredendo la mulattiera. In sella Marco Sormani, baldo giovane dal sorriso americano e dal fitto vello sul viso, che racconterà da dentro la pancia della Monfa quello che gli capiterà passo dopo passo, metro dopo metro. Denomitatore comune dei tutti i pezzi offroad sarà la profonda careggia scavata dal continuo passaggio di mezzi a quattro ruote motrici impegnati nella vana caccia di uccell d’autunno.

Ecco cosa troveranno i baffuti e pedalanti protagonisti della quarta edizione che sintetizziamo in una serie di scatti fatta durante la tracciatura del percorso dal deus ex machina della Monfa: Hanselmo!

La liscia pietra a vista che incontreranno i monferragliari nel Bosco del Gesso è uno dei primi segnali che la Uinter entrerà nel vivo della sua fisicità. Serviranno quadricipiti d’acciaio, ginocchia ben oliate e scarpe antiscivolo per evitare il pericolosissimo “ritorno di pedale”, quello che si pianta deciso sullo stinco e lascia sottopelle l'ematoma policromico e dolorante.

La Tagliafuoco di Nivola varrà quanto una camera iperbarica; i motorellari avranno modo di ossigenare alveoli bruciati dal freddo e dal gigantesco sforzo della pedalata in salita tutt’altro che assistita nel precedente Bosco del Gesso. Non potrà essere solo fatica la Uniter o no?  

Non mancheranno tratti dall’indiscussa poesia in cui la vista, l’unica parte dell’essere umano non "provata" dalla manifestazione, trarrà il massimo beneficio. A tutti i partecipanti consigliamo di fermarsi  a osservare il Castello delle favole, l’inconfondibile Pantone Monferraglia Uinter e non ultimo l’ingresso del sentiero di Piancerreto.

Ormai giunti al cinquantesimo chilometro, e speriamo che siano in molti ad arrivarci, all’orizzonte si staglierà la tecnologica Torre dei sospiri che annuncerà, presupposto che il profumo di agnolotti non vi abbia ancora raggiunto, l’approssimarsi della zona ristoro e quindi del traguardo.

In tutto questo c’è l’impegno della Quizzaglia alla quale è proibito sottrarsi… ma non vi anticipiamo le domande per creare giustamente un poco di suspense!

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