Mercato due ruote: la fase 2 chiude a -10,35%

I motori si sono riaccesi ma recuperare il terreno perso sarà un’impresa ardua. Il settore chiede aiuto alle istituzioni.

Nel contesto di crisi, il primo mese di riapertura delle concessionarie raccoglie qualche timido e marginale segnale di vitalità. Un risultato ottenuto grazie alle generose politiche commerciali messe in campo dalle Case costruttrici, a chi acquista ancora per passione e alla crescente propensione dei cittadini a scegliere le due ruote come soluzione efficace di mobilità della “ripartenza”.

-37,8% SUI PRIMI 5 MESI

BMW R18Tutto questo – ha commentato Paolo Magri, presidente di ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori) – è comunque insufficiente per rialzare un mercato connotato da una fortissima stagionalità, che nei primi cinque mesi del 2020 ha fatto segnare un pesante – 37,8% rispetto all’anno precedente, riportandoci indietro agli anni più bui per il nostro comparto”.“La nostra industria non si piange addosso, ma – ha concluso Magri – di fronte al valore che creiamo e agli ingenti investimenti in ricerca e innovazione che le Case motociclistiche mettono in campo per migliorare l’impatto ambientale dei veicoli e fare delle due ruote una soluzione sostenibile e fruibile, siamo pronti nuovamente a colmare, con un dialogo costruttivo e responsabile, quel gap conoscitivo e talvolta ideologico che ha portato le istituzioni a dimenticarsi di un settore trainante che, tra le altre cose, offre occupazione a oltre 40mila persone e che nel 2019 ha contribuito con un gettito erariale di oltre 5,5 miliardi di euro”.

IL MERCATO DI MAGGIO

Entrando nel vivo dei dati, il totale immatricolato (veicoli > 50 cc) si attesta sulle 25.660 unità, corrispondenti a un calo del 10,35%. Migliore l’andamento degli scooter, che fanno registrare 14.510 veicoli e una flessione del 9,57%, più marcato invece il calo delle moto (-11,35%), pari a 11.150 veicoli venduti. I ciclomotori si fermano a 1.335 unità con una flessione del 27%.

IL SUCCESSO DELL’ELETTRICO

Un discorso a parte merita il mercato dell’elettrico, in netta controtendenza rispetto ai veicoli termici: se i ciclomotori a emissioni zero, con 240 veicoli venduti, segnano un calo del 11,1% (risultato comunque lusinghiero rispetto ai termici), scooter e moto elettriche, complici le commesse dello scooter sharing, quadruplicano le vendite con 718 pezzi.

I PRIMI CINQUE MESI DELL’ANNO

Nel totale anno (gennaio – maggio 2020), le immatricolazioni si attestano a 67.802 unità (-38,6% rispetto allo stesso periodo del 2019), con le moto che immatricolano 31.205 veicoli e perdono il 40,2% del loro mercato e gli scooter che fanno registrare 36.597 unità e un calo del 37,1%. Meno negativo l’andamento dei “cinquantini”, che perdono il 25,9% del venduto e registrano 5.374 pezzi.Il mercato complessivo (immatricolazioni + ciclomotori) si attesta sulle 73.176 unità, con un calo del 37,8%.

ANALISI PER CILINDRATA

Negli scooter si evidenzia la tenuta dei 125 cc, che si confermano cilindrata più venduta con 13.250 veicoli pari a -36,1%. Seguono le cilindrate 300-500 cc con 12.572 unità, che mostrano un vistoso calo del 45,1%. Migliori rispetto all’andamento generale del segmento le cilindrate 150-250 cc con 6.471 pezzi e un calo del 31,7% e, soprattutto, i maxiscooter oltre 500 cc, che immatricolano 4.304 veicoli e segnano una flessione del 16,2%.Nelle moto le cilindrate oltre 1000 cc guadagnano il vertice con 8.640 veicoli immatricolati e un calo del 36,1%, seguite dalle cilindrate 800-1000 cc con 7.788 unità, ma un andamento decisamente peggiore, che si attesta al -48,2%. Al terzo posto le 650-750 cc, che fanno registrare 5.346 veicoli per una flessione del 35,8%. In linea con l’andamento generale sia le 300-600 cc con 5.424 pezzi e un calo del 40,2%, sia le 125 cc con 3.071 unità e una flessione del 40%. Chiudono le cilindrate comprese tra 150 cc e 250 cc che, a fronte di sole 936 immatricolazioni, fanno segnare la flessione più contenuta (-16,3%).

I SEGMENTI

Nell’analisi per segmento moto, troviamo al primo posto le Enduro che totalizzano 11.706 pezzi pari a una flessione del 36,8%. Seguono da vicino le naked con 11.008 veicoli e un calo del 42,9%. Terzo segmento per rilevanza numerica le moto da turismo, che fanno registrare 4.107 unità corrispondenti a una flessione del 41,7%. Meno negativo l’andamento delle sportive con 1.704 pezzi e un calo del 31%, mentre in profondo rosso le custom con 1.499 moto immatricolate e un calo del 45,5% e le supermotard, che fanno registrare 746 veicoli e perdono il 50,5% del mercato.