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Mercato due ruote: la fase 2 chiude a -10,35%

I motori si sono riaccesi ma recuperare il terreno perso sarà un'impresa ardua. Il settore chiede aiuto alle istituzioni.

4 giugno 2020 - 16:01

Nel contesto di crisi, il primo mese di riapertura delle concessionarie raccoglie qualche timido e marginale segnale di vitalità. Un risultato ottenuto grazie alle generose politiche commerciali messe in campo dalle Case costruttrici, a chi acquista ancora per passione e alla crescente propensione dei cittadini a scegliere le due ruote come soluzione efficace di mobilità della “ripartenza”.

-37,8% SUI PRIMI 5 MESI

Tutto questo – ha commentato Paolo Magri, presidente di ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori) – è comunque insufficiente per rialzare un mercato connotato da una fortissima stagionalità, che nei primi cinque mesi del 2020 ha fatto segnare un pesante – 37,8% rispetto all’anno precedente, riportandoci indietro agli anni più bui per il nostro comparto”.
La nostra industria non si piange addosso, ma – ha concluso Magri – di fronte al valore che creiamo e agli ingenti investimenti in ricerca e innovazione che le Case motociclistiche mettono in campo per migliorare l’impatto ambientale dei veicoli e fare delle due ruote una soluzione sostenibile e fruibile, siamo pronti nuovamente a colmare, con un dialogo costruttivo e responsabile, quel gap conoscitivo e talvolta ideologico che ha portato le istituzioni a dimenticarsi di un settore trainante che, tra le altre cose, offre occupazione a oltre 40mila persone e che nel 2019 ha contribuito con un gettito erariale di oltre 5,5 miliardi di euro”.

IL MERCATO DI MAGGIO

Entrando nel vivo dei dati, il totale immatricolato (veicoli > 50 cc) si attesta sulle 25.660 unità, corrispondenti a un calo del 10,35%. Migliore l’andamento degli scooter, che fanno registrare 14.510 veicoli e una flessione del 9,57%, più marcato invece il calo delle moto (-11,35%), pari a 11.150 veicoli venduti. I ciclomotori si fermano a 1.335 unità con una flessione del 27%.

IL SUCCESSO DELL’ELETTRICO

Un discorso a parte merita il mercato dell’elettrico, in netta controtendenza rispetto ai veicoli termici: se i ciclomotori a emissioni zero, con 240 veicoli venduti, segnano un calo del 11,1% (risultato comunque lusinghiero rispetto ai termici), scooter e moto elettriche, complici le commesse dello scooter sharing, quadruplicano le vendite con 718 pezzi.

I PRIMI CINQUE MESI DELL’ANNO

Nel totale anno (gennaio – maggio 2020), le immatricolazioni si attestano a 67.802 unità (-38,6% rispetto allo stesso periodo del 2019), con le moto che immatricolano 31.205 veicoli e perdono il 40,2% del loro mercato e gli scooter che fanno registrare 36.597 unità e un calo del 37,1%. Meno negativo l’andamento dei “cinquantini”, che perdono il 25,9% del venduto e registrano 5.374 pezzi.
Il mercato complessivo (immatricolazioni + ciclomotori) si attesta sulle 73.176 unità, con un calo del 37,8%.

ANALISI PER CILINDRATA

Negli scooter si evidenzia la tenuta dei 125 cc, che si confermano cilindrata più venduta con 13.250 veicoli pari a -36,1%. Seguono le cilindrate 300-500 cc con 12.572 unità, che mostrano un vistoso calo del 45,1%. Migliori rispetto all’andamento generale del segmento le cilindrate 150-250 cc con 6.471 pezzi e un calo del 31,7% e, soprattutto, i maxiscooter oltre 500 cc, che immatricolano 4.304 veicoli e segnano una flessione del 16,2%.

Nelle moto le cilindrate oltre 1000 cc guadagnano il vertice con 8.640 veicoli immatricolati e un calo del 36,1%, seguite dalle cilindrate 800-1000 cc con 7.788 unità, ma un andamento decisamente peggiore, che si attesta al -48,2%. Al terzo posto le 650-750 cc, che fanno registrare 5.346 veicoli per una flessione del 35,8%. In linea con l’andamento generale sia le 300-600 cc con 5.424 pezzi e un calo del 40,2%, sia le 125 cc con 3.071 unità e una flessione del 40%. Chiudono le cilindrate comprese tra 150 cc e 250 cc che, a fronte di sole 936 immatricolazioni, fanno segnare la flessione più contenuta (-16,3%).

I SEGMENTI

Nell’analisi per segmento moto, troviamo al primo posto le Enduro che totalizzano 11.706 pezzi pari a una flessione del 36,8%. Seguono da vicino le naked con 11.008 veicoli e un calo del 42,9%. Terzo segmento per rilevanza numerica le moto da turismo, che fanno registrare 4.107 unità corrispondenti a una flessione del 41,7%. Meno negativo l’andamento delle sportive con 1.704 pezzi e un calo del 31%, mentre in profondo rosso le custom con 1.499 moto immatricolate e un calo del 45,5% e le supermotard, che fanno registrare 746 veicoli e perdono il 50,5% del mercato.

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