MAL D’AFRICA? ECCO LA RICETTA

Dopo aver conquistato il cuore di moltissimi enduristi con l’erede della sempiterna Africa Twin, Honda spinge ancora di più sul tasto dell’offroad e a EICMA 2017 presenta la nuova Honda CRF1000L Africa Twin Adventure Sports. Oltre ad essere più affascinante e ancora più vicina a quella che potremmo definire “l’originale” (il telaio bianco è un colpo al cuore) la Adventure Sports ha anche tante, piccole cose in più che la rendono un po’ più pratica per la guida in offroad. Condivide ovviamente tutti gli aggiornamenti del 2018 (ne parliamo qui), ossia nuovo acceleratore Throttle by Wire, Riding Mode, controllo di trazione a 7 livelli e batteria agli ioni di litio.

PIÙ FUORI CHE STRADA

Più votata all’offroad, dicevamo. La nuova Honda CRF1000L Africa Twin Adventure Sports monta il serbatoio dalla capacità aumentata a 24,4 litri (+5,4). Questo ha reso necessarie nuove sovrastrutture, più estese. Altre novità riguardano i nuovi tubolari paracolpi per la carena, il paracoppa in alluminio, il parabrezza rialzato (+80 mm). La corsa delle sospensioni aumenta per avere più luce a terra (ora 270 mm): la forcella ora registra 224 mm di escursione  (+22 mm), mentre il monoammortizzatore si ferma a 240 mm di escursione (+20 mm).

Honda CRF1000L Africa Twin Adventure Sports yellowstone parcheggiataSi continua con la presa 12V e le manopole riscaldabili, che sulla Honda CRF1000L Africa Twin Adventure Sports sono di serie. Anche l’ergonomia è cambiata: ora la sella è piatta, non più a due piani, ed è più alta da terra (+50 mm, ora 920 – 900 mm regolabile), il manubrio è arretrato di 5 mm e più alto di 32,5 mm per agevolare ulteriormente la guida in piedi e infine i fianchetti posteriori sono più estesi verso la zona centrale della moto, con quello di destra che ora include un vano portaoggetti (proprio come la XRV650 originale). Non mancano la doppia omologazione per le gomme (stradali e tassellate) e la colorazione Tricolour con telaio bianco, forcellone argento e grafiche celebrative dei 30 anni dal lancio della prima leggendaria XRV650 del 1988.

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Alessandro ha 14 anni quando il suo migliore amico si presenta sotto casa con un MBK Booster fiammante, elaborato che manco quelli da trofeo. Ale non sta nella pelle, lo vuole provare subito. L’amico glielo concede raccomandando la massima cautela perché “l’ho appena preso”. La sequenza successiva è: 30 metri con le due ruote a terra, impennata, cappottata e perdita probabile di una amicizia. Da quell’esperienza Alessandro poteva capire due cose: Le moto non facevano per lui. Le moto sarebbero state il suo futuro. Purtroppo ha capito quella sbagliata e ce lo siamo ritrovati a RED. Da quando ha 22 anni, tra un esame e l’altro della facoltà di Ingegneria meccanica (poi terminata con la Laurea) ha iniziato a provare moto di ogni genere: dallo scooter (memore della sua fantastica prima esperienza) alle supersportive da gara, passando per custom, enduro e bagger da 400 kg. Sempre con la voglia di raccontarle e sempre tenendo a mente l’espressione stupita (ancora non sappiamo se felice) del suo amico (incredibilmente rimasto amico) in quel fatidico pomeriggio. Oggi a RED prova e racconta ancora moto di ogni tipo. E non impenna (quasi) più.