Honda CB1000R

Honda rilancia nel segmento delle maxi naked proponendo una nuova CB1000R decisamente muscolosa. Non solo nelle forme, ora la quattro cilindri di Tokyo ha 145 cv

6 novembre 2017 - 20:11

ESORDIO BAGNATO…
Correva l’anno 2008. A Milano la pioggia battente di una gelida primavera sferzava i giornalisti italiani accorsi per il primo test della Honda CB1000R. Presentata pochi mesi prima, all’EICMA 2007, la naked disegnata dall’italianissimo Paolo Cuccagna iniziava una carriera di successi commerciali probabilmente inimmaginabile allora. Successo accompagnato da una incredibile longevità, che l’ha portata fino a oggi, sempre sulla cresta dell’onda. Dieci anni dopo Honda presenta la nuova CB1000R 2018, tutta nuova non solo per contenuti tecnici e stilistici ma per il concetto ispiratore. Prima c’era una naked sportiva, ora una café racer. Caratterizzata da finiture che a prima vista appaiono molto curate e dall’abbondanza di componenti metallici, la CB1000R monta luci LED che contribuiscono a definirne la personalità stilistica, come si evince dal faro anteriore tondo.
MOTORE DA TOP NAKED

Il motore è il noto quattro cilindri in linea, rivisto per ottenere il 16% di potenza massima in più (145 cv) ma anche più coppia (+5%) ai regimi intermedi. I rapporti del cambio sono stati accorciati in media del 4% per migliorare l’accelerazione, che nelle prime tre marce è migliore persino di quella della Fireblade. A fronte di misure di alesaggio e corsa immutate (75×56,5 mm), il rapporto di compressione è aumentato da 10,4:1 a 11,6:1. I pistoni sono forgiati invece che pressofusi. L’alzata delle valvole è stata incrementata, come il diametro dei corpi farfallati (44 mm, +8 mm). Nuove le camere di combustione, l’airbox e il filtro dell’aria. L’impianto di scarico 4-2-1 pesa 11,2 kg, cioè 4,5 in meno rispetto al precedente.
QUATTRO MAPPATURE
Dotata di frizione assistita completa di anti-saltellamento, la CB1000R ha il comando del gas Throttle By Wire (TBW), con tre Riding Mode (Rain, Standard e Sport), che combinano parametri di erogazione potenza, freno motore e controllo di trazione. Il quarto Riding Mode (User) è personalizzabile in tutti i parametri. La combinazione della modalità Rain, ad esempio, prevede l’erogazione di potenza e coppia più dolce nelle prime tre marce, il freno motore intermedio e il controllo di trazione molto presente. In modalità Sport, al contrario, l’erogazione di potenza è diretta, il freno motore basso e il controllo di trazione poco invasivo.
DIETA FERREA

Più leggera di ben 12 kg (rapporto peso-potenza migliore del 20%), è nel complesso più compatta, con la posizione di guida più comoda e rilassata, in linea con la specifica tipologia di moto. il manubrio è più largo (+12 mm) e alto (+13 mm), la seduta rialzata di 5 mm fino a 830 mm. Il telaio sottostante mantiene lo schema monotrave superiore in acciaio scatolato, con piastre laterali e monobraccio (-14,7 mm) in lega di alluminio. L’inclinazione del cannotto di sterzo è di 25°, l’interasse è cresciuto di 10 mm fino a 1.455, con la distribuzione dei pesi avantreno-retrotreno 48,5%-51,5%. La forcella Showa SFF-BP (Separate Function Front Fork – Big Piston) concentra in un solo stelo le funzioni di smorzamento, a beneficio del peso. L’impianto frenante ha dischi flottanti di 310 mm e pinze radiali a 4 pistoncini davanti, disco singolo di 256 mm e pinza a 2 pistoncini dietro. Cresce la misura del pneumatico posteriore, da 180/55 a 190/55, montato sul cerchio con canale da ben 6″.
C’E’ ANCHE LA “PLUS”
Per gli incontentabili Honda propone la CB1000R+, riconoscibile per le finiture metalliche, il guscio monoposto e altri dettagli specifici come parafanghi e griglia di protezione del radiatore. Sul piano tecnico sono di serie il cambio elettronico e le manopole riscaldabili. Tre le colorazioni: Graphite Black (CB1000R e CB1000R+), Candy Chromosphere Red e Mat Bullet Silver Metallic.

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