Piccole Race Replica, ecco le 400 che hanno fatto sognare

Nate per il mercato giapponese, arrivate anche in Europa in numeri piccolissimi (e per questo molto ricercate dai collezionisti), le piccole Race Replica 4 cilindri degli anni 90 sono degli autentici gioielli di ingegneria. E ci raccontano i fasti di un -bel- passato in cui la creatività degli ingegneri aveva il sopravvento sulla necessità di ottimizzare i costi

27 luglio 2020 - 19:51

Campionato SS300. Al mondiale e al CIV si danno battaglia (e che battaglia) moto sportive con cilindrata che va dai 300 ai 400 cc. Sono moto figlie del nostro tempo, piuttosto semplici ed economiche (anche se comunque velocissime) in listino a prezzi competitivi per conquistare tanto i mercati emergenti quanto i nostri patentati A2.

Che forse non sanno che c’è stato un tempo in cui in questa categoria sono arrivate moto degne della miglior gioielleria. Raffinatissimi missili a 4 cilindri da 15.000 giri – e oltre- telai d’alluminio, sospensioni e freni al top. Arrivavano dal Giappone, naturalmente, perché laggiù la cilindrata 400 era il massimo guidabile con una patente semplice da ottenere (tra l’altro a 16 anni) e non molto costosa. Oltre questa soglia la patente per le 750 (cilindrata massima ammessa ai tempi) aveva costi proibitivi ed era difficilissima da ottenere.

Normale quindi che le 4 sorelle si siano date battaglia senza esclusione di colpi in un segmento che, nel Paese del Sol levante, è ancora oggi fortissimo. Erano i tempi in cui anche il concetto di “piattaforma” o di contenimento dei costi era relativo. Tempi in cui costruire un motore apposta per una sola moto per i giapponesi era quasi la normalità. Tempi felici, per chi li ha potuti vivere.

Ovviamente nessuno dei marchi giapponesi si è tirato indietro: Honda, Kawasaki, Suzuki, e Yamaha hanno sfornato una serie di autentiche race replica in miniatura che oggi sono ricercatissime dagli appassionati. Così mentre in Italia i 18 enni dell’epoca si infiammavano per la Suzuki RGV250 gamma o l’Aprilia RS250 con motore 2T (lo stesso peraltro), e ancor prima per la Yamaha RD 350 LC, in Giappone pensavano già a 4 tempi.

Rare come perle, perché l’unica ad essere importata regolarmente fu la Kawasaki ZXR400 le altre arrivarono molto alla spicciolata (alcune non arrivarono nemmeno) ma è bello parlarne perché queste moto con i loro motori 4 cilindri sono degli autentici gioielli di ingegneria miniaturizzata.

Honda VFR400R NC30

Honda CBR400RR

Kawasaki ZXR400

Suzuki GSX-R 400

Yamaha FZR400

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