Le migliori moto per i neopatentati A2 – Novembre 2018

Naked e crossover, sportive e custom: tra le moto per i neopatentati A2 c'è un po' di tutto, ecco le migliori tra depotenziate e non (comprese le novità di EICMA 2018)

12 novembre 2018 - 14:11

Moto per neopatentati A2: cosa scegliere?

Mai come in questo periodo il listino moto è stato ricco di proposte di media e piccola cilindrata. Ce n’è abbastanza perché i titolari di patente A2 abbiano l’imbarazzo della scelta e passino notti insonni, incerti se puntare su questo o quel modello. Per dare una mano ai neofiti e alla quota rosa sempre più in crescita abbiamo dunque selezionato le proposte più interessanti del mercato. La carrellata è in grado di soddisfare tutti i gusti, perché vi si trovano moto di ogni tipo, naked e carenate, crossover e custom. Ve le presentiamo in rigoroso ordine alfabetico e nell’elenco si trovano tanto quelle moto che nascono già in origine con una potenza inferiore ai 35 kW (pari a 47,6 cv), quanto quelle che rispettano il limite solo dopo essere state depotenziate dalla Casa (partendo da una potenza massima iniziale inferiore ai 70 kW).

 Ultimo aggiornamento: Novembre 2018  > Kawasaki Z400, SWM Varez 400, Honda CB500X 2019

Aggiornamento Ottobre 2018  > Yamaha YZF-R3 2019

Benelli 302

La Benelli BN302 non si limita semplicemente a badare al sodo ma si concede anche qualche piccolo effetto speciale. I tubi d’acciaio del telaio a traliccio e del forcellone, la massiccia forcella a steli rovesciati, l’ammortizzatore laterale e i freni a disco a margherita sono dettagli che appagano la vista. La sella alta 795 mm e il manubrio largo garantiscono una confidenza immediata e permettono di sfruttare quello che è pregio principale della moto, ovvero il buon bilanciamento complessivo. Il peso di 185 kg non è tra i più bassi della categoria ma non crea alcun problema. Dal canto suo, il motore bicilindrico da 38 cv permette anche di togliersi qualche soddisfazione nella guida allegra, complici le sospensioni ben tarate. Il prezzo è di 4.390 euro e le tinte a catalogo sono in linea con i colori sociali della Casa di Pesaro: bianco, nero e verde.

Benelli TRK 502

La Benelli TRK 502 ha un look che richiama le best-seller di grande cilindrata e, pur senza essere molto originale, fa una gran scena. Le dimensioni generose non devono incutere troppo timore: il peso di 235 kg in ordine di marcia si controlla bene, grazie soprattutto alla sella alta 800 mm. A livello di finiture ci sono alti e bassi ma il prezzo di solo 5.990 euro è incredibilmente basso in rapporto alla dotazione. Di serie ci sono infatti ABS disinseribile, presa USB, parabrezza, deflettori, paramani, tubi paramotore, portapacchi e supporti per le borse Givi, che sono invece a richiesta. La moto è comoda, stabile e il motore bicilindrico da 48 cv ha anche un certo temperamento, messo ben in risalto dalle marce corte. Se si cerca una moto jolly, buona un po’ per tutte le occasioni, vale insomma la pena di farci un pensierino. Tre i colori disponibili: bianco, rosso scuro e grigio scuro metallizzati.

Benelli 402 S

Potremmo ribattezzarla la “diavelina” perché è in dubbio che il design della nuova 402 S, piccola cruiser dal design aggressivo sia ispirata alla Power Cruiser di Borgo Panigale. Ha le pedane avanzate, la sella comoda e spaziosa e una meccanica moderna. Il motore è un bicilindrico in linea 4 tempi, raffreddato a liquido, 4 valvole per cilindro e distribuzione bialbero, capace di 39,4 cv (29 kW) a 9.000 giri e 35 Nm. La frizione è multidisco in bagno d’olio, il cambio è a 6 velocità, l’iniezione è elettronica con doppio corpo farfallato. Il telaio è un traliccio in tubi di acciaio, la forcella USD ha steli da 41mm e il mono è regolabile nel precarico. Ovviamente non manca l’ABS. La sella è a soli 740 mm, il serbatoio è da 16 litri.

BMW G 310 GS

La Casa di Monaco ha aperto le porte del mondo GS anche ai giovani con la nuova G 310 GS. Una piccola tuttofare ben fatta, facile e non troppo dispendiosa: costa 6.000 euro. La base meccanica è quella della sorella naked, ma sarebbe un errore pensarla identica a meno delle plastiche. Partendo da ciò che è rimasto, il motore è un moderno monocilindrico raffreddato a liquido capace di 34 cv e appena 3,3 litri/100 km nel ciclo medio. Anche il telaio è identico, un tubolare in acciaio, ma sono cambiati gli attacchi per le sovrastrutture. Diverse sono le dimensioni delle ruote, ora da 19-17” con gomme più artigliate, e le sospensioni, con corsa aumentata (180 mm) e taratura idraulica più soft. Queste generano un’altezza della sella maggiore (835 mm) e quote ciclistiche più aperte, a garanzia di una guida più stabile. Non mancano la posizione di guida rialzata grazie al nuovo manubrio, un piccolo cupolino (non regolabile, peccato), l’ABS disinseribile per la guida in fuoristrada e il “becco” sotto il faro, emblema di tutte le GS. Il peso dichiarato è di 169,5 kg in ordine di marcia (con il 90% della benzina) e i colori disponibili sono tre, rossa, bianca oppure nera. Purtroppo mancano gli attacchi per le borse laterali.

BMW G 310 R

Dopo mezzo secolo la BMW torna a buttarsi nella mischia delle piccole cilindrate e ciò la dice lunga su quali prospettive offra questo mercato. Proposta in blu e nero a 5.150 euro o in livrea Motorsport con un sovrapprezzo di 60 euro, la G 310 R sfoggia dimensioni supercompatte e soluzioni tecniche originali. L’interasse di appena 1.374 mm, il peso di 158,5 kg e la sella a 785 mm da terra (con due alternative optional da 760 e 815 mm) non impensieriscono neppure i fantini e sono il presupposto di un’agilità assoluta. Il motore monocilindrico ha l’aspirazione nella parte anteriore e lo scarico in quella posteriore e vanta una potenza 34 cv. Anche se è prodotta in India dalla locale TVS, ha un grado di finitura in linea con gli standard tedeschi e ha particolari di pregio, come il lungo forcellone in alluminio.

Ducati Monster 797 – Depotenziata

Con la nuova versione 797 d’accesso alla gamma l’iconica Ducati Monster torna alle origini. Recupera infatti l’essenzialità della prima ora e alcuni dettagli come il serbatoio in acciaio fissato da un gancio. Al motore raffreddato ad aria vengono tarpate le ali ma, al di là dei 48 cv di legge, la coppia è molto generosa e le prestazioni sono interessanti. Per sfruttarle al meglio c’è l’immancabile telaio a traliccio, che permette di disegnare le traiettorie come con un compasso, risultando comunque abbastanza agile tra le mani dei meno esperti. Ottimi anche i freni, con pinze ad attacco radiale Brembo che non sono solo belle ma hanno un bel mordente sui dischi da 320 mm. Il prezzo è di 8.950 euro per gli esemplari rossi mentre servono 100 euro in più per le colorazioni su base bianca e nera. Come vuole la prassi, abbondano gli accessori per personalizzare la moto; tra lo spiccano selle di più bassa di 20 mm o più alta di 25 rispetto a quella standard da 805 mm.

Ducati Scrambler Sixty2

La Sixty2 è la più piccola delle Scrambler Ducati e con il suo motore 400 raffreddato ad aria da 41 cv affianca le sorellone 800, che possono comunque essere a loro volta acquistate in versione depotenziata da 48 cv. Snella e leggera, con la sella alta 790 mm e l’esclusivo serbatoio smilzo da 14 litri, si lascia gestire bene anche negli spazi stretti, tanto che alla prova dei fatti i 167 kg dichiarati a secco sembrano anche meno. Il bicilindrico è sulla stessa lunghezza d’onda, con un’erogazione lineare e una buona progressione. Rispetto alle versioni di maggior cilindrata le cromature lasciano spazio a elementi neri, che danno comunque un tocco personale. Il prezzo di 7.590 euro non è basso ma la moto è di tendenza, ben confezionata e terrà bene il suo valore nel tempo. Tre i colori tra cui scegliere: Atomic Tangerine, Ocean Grey e Shining Black.

Harley Davidson Street 750 – Depotenziata

Festa grande per i biker in erba: tra le moto guidabili con patente A2 c’ anche un modello della leggendaria Casa di Milwaukee, la Street 750. Sound e vibrazioni non sono quelle delle Harley Davidson più ambite ma pescando nel catalogo accessori si trovano i pezzi giusti per dare sfogo alla fantasia e creare la custom dei sogni. Sella bassa, a 710 mm da terra, posizione raccolta e peso di 206 kg a secco rendono questa HD godibile in città, con le sospensioni che assorbono bene anche il pavé. E fuoriporta la Street continua a cavarsela benone: il bicilindrico, portato a 48 cv, fa tutto quel che deve fare mentre l’assetto permette di affrontare curve e cambi di direzione in scioltezza. Il listino parte da 7.450 euro per la versione nera, mentre quella monocromatica in altre tinte viene 7.650 e quella bicolore 7.950.

Honda CRF250 Rally

La patente A2 permette di guidare anche moto che evocano i grandi raid e le avventure dakariane. L’esempio più chiaro è la Honda CRF250 Rally, sviluppata partendo dalla base della 250L. Da lei eredita infatti il monocilindrico da 24,8 cv di potenza, alimentato dall’iniezione elettronica PGM-FI e abbinato a un cambio a sei marce. Questa moto si sceglie però con gli occhi, più che con il polso destro, per l’incredibile look del suo cupolino: con il parabrezza verticale, i fari a LED e con la strumentazione digitale sembra proprio un prototipo pronto ad affrontare le piste sabbiose più massacranti. La ciclistica è all’altezza del look, con telaio in acciaio, forcellone in alluminio e sospensioni a lunga escursione: la forcella a steli rovesciati è più lunga di 50 mm rispetto all’unità della 250L e il monoammortizzatore con schema Pro-Link ha una molla più resistente. Con ruote di 21″ anteriore e 18″ posteriore, la CRF250 Rally è leggera: soltanto 157 kg con il pieno di carburante (10,1 litri); consuma poco, visto che nel ciclo WMTC dichiara addirittura 33,3 km/l.

Honda CB300R

A EICMA 2017 Honda ha presentato, tra le tante novità, anche la nuova Honda CB300R. Una piccola e moderna café racer, che fa parte del trio CB e che si guida con la patente A2. I suoi tratti caratteristici sono l’estetica neo-retrò e la dotazione meccanica-elettronica tutt’altro che banale. La Honda CB300R sfrutta un monocilindrico 4 tempi, 286 cc raffreddato a liquido capace di 31,4 cv a 8.500 giri e 27,5 Nm. Numeri che garantiscono prestazioni brillanti, soprattutto se si pensa al peso contenuto in soli 143 kg con il pieno. Il motore è incastonato in un traliccio d’acciaio con quote ciclistiche molto compatte: 1.352 mm d’interasse, cannotto di sterzo inclinato di 24°. La sella è a soli 799 mm da terra (meno della 125), il pacchetto sospensioni prevede una forcella USD da 41 mm e un mono regolabile nel precarico. L’ABS a due canali sfrutta una piattaforma inerziale IMU per distribuire la frenata tra anteriore e posteriore, l’impianto luci è full LED e la strumentazione è uno schermo LCD a colori.

Honda CB500X 2019

La Honda CB500X  del 2019 si conferma porta d’accesso al mondo delle crossover, ora evidenziato con il passaggio della ruota anteriore da 17 a 19 pollici. Il confronto con il modello precedente vede crescere l’interasse fino a 1.443 mm, l’inclinazione del cannotto di sterzo guadagna quasi un grado e raggiunge i 27,4°, migliora la luce a terra che cresce fino a 181 mm, al pari della sella che raggiunge quota 830 mm.  Anche il peso cresce di un chilo fino a 197 kg e la capacità del serbatoio di 17,7 litri garantisce un’autonomia superiore ai 500 km. Il bicilindrico conserva le caratteristiche principali: la potenza di 48 cv non cambia ma migliora l’erogazione ai bassi e medi regimi, complice la diversa fasatura e i nuovi condotti di aspirazione. La lista delle novità passa dalle sospensioni con corsa maggiorata e ora regolabili nel precarico, all’adozione della frizione con sistema anti-saltellamento. La strumentazione LCD prevede sia l’indicatore di marcia inserita sia di cambiata, regolabile tra i 5.000 e gli 8.750 giri.

Kawasaki Versys-X 300

La voglia di crossover è contagiosa e si diffonde anche nelle fasce più basse del mercato, dove Kawasaki non si fa pregare a lanciare la terza variante della famiglia Versys (Leggi qui la prova) Dopo la 650 (a sua volta ordinabile con 35 kW) e la 1000 tocca alla Versys-X 300, con il bicilindrico da una quarantina di cavalli che spinge anche la sportiva Ninja e la nuda Z. L’altezza della sella è da vera globetrotter, 845 mm, ma non questa quota deve spaventare i diversamente alti, dato ce il peso da gestire è di soli 175 kg in ordine di marcia. Tre le versioni in listino, tutte ordinabili nel classico Candy Lime Green o in grigio. Quella base costa 5.890 euro, mentre con 6.380 euro ci si porta a casa la Versys-X 300 Urban allestita con bauletto da 30 litri, paramani, cavalletto centrale e protezioni adesive sul serbatoio. Per i veri aspiranti giramondo c’è poi la Versys-X 300 Adventure, che rimpiazza il bauletto della Urban con le valigie rigide laterali.

Kawasaki Z650 – Depotenziata

Kawasaki rispolvera un nome leggendario per confezionare una naked moderna e di grande personalità, adatta a un pubblico trasversale, giovani fuori e giovani dentro, di ambo i sessi. La posizione di guida, con la sella a 790 mm da terra è leggermente eretta e assicura un perfetto controllo, complice il peso di 187 kg. In città si apprezza il raggio di sterzo contenuto, che consente di fare inversione in un fazzoletto d’asfalto. Sulle strade aperte, invece, l’assetto digerisce bene buche e avvallamenti e non va in crisi nemmeno quando si sfruttano le risposte vivaci del motore e il passo si fa allegro. Peccato solo che il passeggero non abbia alcun appiglio per sorreggersi. La Kawasaki Z650 è disponibile in tre colori: grigio titanio, nero e bianco, unica tinta abbinata al suggestivo telaio verde. Il prezzo è di 6.790 euro per la versione base, che diventano 8.190 per l’allestimento Performance, con anche scarico Akrapovic e parabrezza fumé.

Kawasaki Ninja 400

Dopo la 300, ora la Ninja è una 400 “piena”: il bicilindrico tocca quota 399 cc per una potenza di 45 cv a 10.000 giri e una coppia di 38 Nm. Valori ottenuti grazie alla riprogettazione del motore ma anche a una cassa filtro di dimensioni generose (5,8 litri contro i 4,7 litri della 300). Un po’ meno “frullino” e un po’ più consistente ai bassi, quindi, il bicilindrico Kawasaki promette battaglia nel segmento delle Supersport di piccola cilindrata portando in dote anche una nuova frizione antisaltellamento. Ad abbracciarlo c’è un telaio a traliccio abbinato a un forcellone in acciaio che aziona un leveraggio progressivo (non comune nella categoria) con forcella tradizionale con steli da 41 mm (prima 37), disco anteriore da 310 mm (con pinza assiale) e posteriore da 220 mm. Ovviamente non manca l’ABS a due canali, ormai obbligatorio. Chiudono il quadro il design molto spigoloso, i fari a LED e la sella a soli 785 mm da terra.

Kawasaki Z400

Presentata all’EICMA 2018, la Kawasaki Z400 è una naked pensata per i giovani e per chi cerca una moto leggera e intuitiva. Condivide la meccanica con la sorella carenata, la Ninja 400: si parla di un motore bicilindrico in linea da 399 cc, raffreddato a liquido, capace di 45 cv, ma i tecnici assicurano avere un’erogazione più piena ai medi regimi. Il telaio è un traliccio sui generis, visto l’andamento, ma la sua funzionalità è indubbia, vista l’efficacia dimostrata sulla sportiva. A completare l’allestimento ci sono un forcellone in acciaio che muove un ammortizzatore posteriore tramite leveraggio progressivo e ruote con gommatura adeguata, con il pneumatico posteriore da 150/70. Un solo freno a disco anteriore e la forcella convenzionale chiudono il quadro di una ciclistica azzeccata. Bassa di sella e con il classico design “sugomi” che caratterizza le Z, la nuova 400 vanta una strumentazione digitale che include indicatore della marcia inserita e livello di carburante.

Kawasaki Z900 – Depotenziata

 

La Kawasaki Z900 non ha solo un nome leggendario: è una delle moto più “da grandi” di questa carrellata. Ad Akashi hanno deciso di proporre una versione da 70 kW depotenziabile a 35 kW della loro supernaked spinti dalle molte richieste del pubblico. L’apprezzamento degli appassionati, d’altro canto, si spiega in fretta: la Z900 ha carisma e grinta da vendere, con una sagoma snella e muscolosa al tempo stesso. Le sovrastrutture lasciano in bella vista telaio e motore, che subisce più che altro una modifica (reversibile) a livello della centralina. Per il resto è praticamente tutto confermatissimo e nulla lascia trasparire se l’esemplare che si ha davanti sia depotenziato o meno: ogni componente chiave è ereditato dalle versione full power. Ciò significa anche che nel misto si ha a disposizione un mezzo tremendamente efficace, con un assetto che mette d’accordo chi ama la guida arrembante e chi vuole andare comodamente a passeggio. L’unico reale limite emerge nell’uso in coppia, perché la posizione del passeggero è piuttosto sacrificata. Le colorazioni disponibili sono quattro e quelle più affascinanti, è chiaro, sono quelle con il verde protagonista. Il prezzo è allineato a quello della versione standard, attorno ai 9.000 euro.

KTM 390 Duke

La KTM 390 Duke si è rinnovata da poco e sfoggia una linea filante come poche, che cattura immediatamente lo sguardo. Il potere ipnotico aumenta poi soffermandosi sui dettagli: molti elementi hanno un’aria professionale, un vero marchio di fabbrica per le moto di Mattighofen. La Duke è una tra le proposte più hi-tech per i patentati A2, con quadro strumenti TFT, eventuale connettività per lo smartphone e faro a LED. Con un peso di 149 kg a secco è una vera piuma e tra le mani di un pilota esperto nel misto può dare filo da torcere anche alle sportive più blasonate di cilindrata superiore. E’ insomma una moto che si può scegliere per iniziare ma della quale non si stancherà sicuramente in fretta. Forse non è il massimo per fare turismo ma è molto gasante da guidare, con un monocilindrico da 43,5 cv di grande carattere. Si può avere in arancione o in bianco a 5.610 euro.

KTM RC 390

La filosofia Ready to Race di KTM si tocca con mano con l’affilatissima RC 390, che rappresenta un’arma perfetta per tutti coloro che vogliano affinare le proprie doti nella guida sportiva. Strade tortuose e piste guidate sono il suo habitat naturale, nel quale può confrontarsi a testa alta anche con sportive blasonate. L’importante è saperla fare scorrere bene dentro le curve, puntando molto sulla fase di percorrenza piuttosto che su quella di uscita dalle curve, dove il monocilindrico da 43,5 cv spinge bene ma non può fare miracoli. La scheda tecnica parla di un peso di soli 147 kg a secco ma per la stabilità della moto sono altrettanto importanti la forcella WP da 43 mm, il telaio a traliccio e il bel forcellone in lega. Il prezzo è di 5.805 euro, non pochissimi ma ben spesi.

KTM 790 Duke – Depotenziata

E’ la novità assoluta di KTM a EICMA 2017, la prima della nuova piattaforma con motore bicilindrico in linea. Nella configurazione normale eroga 105 cv ma KTM ne produce anche una versione a 95 cv pronta per essere depotenziata a 35 kW. Look decisamente aggressivo e una dotazione elettronica da maxi (il controllo di trazione adotta addirittura la piattaforma inerziale e l’ABS è Cornering) la rendono una delle scelte più interessanti del segmento A2. Anche il prezzo sotto i 10.000 euro è decisamente allettante.

Suzuki V-Strom 250

Ad Hamamatsu non si sono fatti trovare a mani vuote nel segmento delle endurine presentando la Suzuki V-Strom 250. Una moto semplice (solo 188 kg in ordine di marcia) abbastanza ben fatta e molto economica: si parte da 5.740 euro. Il motore è un bicilindrico raffreddato a liquido che punta sulla parsimonia, più che sulle prestazioni: 25 cv a 8.000 giri con un consumo medio dichiarato di appena 3,2 litri/100 km. Ha un’erogazione pulita e lineare, come abbiamo verificato provandola (QUI). Anche il resto della meccanica è abbastanza stradale, derivando quasi totalmente dalla sorella sportiva GSX-R: le ruote sono da 17” (a differenza delle sue concorrenti che utilizzano un’anteriore da 19”) e l’ammortizzatore posteriore è incernierato al forcellone senza leveraggio progressivo. La sella è a 800 mm da terra. C’è anche la possibilità di montare un tris di valigie grazie agli attacchi integrati nel codino e non manca una presa di corrente per caricare lo smartphone o alimentare il navigatore.

SWM Varez 400

Altra novità che arriva dall’EICMA 2018 è la SWM Varez 400, in versione quasi definitiva. E più che di modello si potrebbe parlare di vera e propria piattaforma, attorno alla quale SWM costruirà una gamma di proposte. La 400 è una naked dal taglio moderno e giovanile che sfoggia soluzioni tecniche molto interessanti. La prima è rappresentata dalla scelta di posizionare il serbatoio sotto la sella. Ciò permette di centralizzare le masse e di lasciare tanto spazio per la cassa filtro sopra al motore. In questo modo si creano i presupposti perché quest’ultimo possa respirare al meglio e fare meno fatica, un domani, a rientrare nei limiti della normativa Euro 5. Un altro elemento di pregio è il lungo forcellone in alluminio, che completa un telaio a traliccio in tubi d’acciaio assieme a massiccia una forcella a steli rovesciati. Per il motore, la Varez 400 frutta la base meccanica delle sorelle da fuoristrada, addolcita nell’erogazione e rivista per avere intervalli di manutenzione lunghi. Arriva nella seconda metà del 2019 a un prezzo in via di definizione.

Triumph Street Triple S A2- Depotenziata

La Triumph Street Triple è una della naked più ambite anche dai piloti smaliziati. Il suo telaio robusto e l’assetto perfettamente a punto rendono la guida estremamente efficace e gustosa nel misto, assieme a una frenata di alto livello. In altre parole è la scelta ideale per chi con la patente A2 voglia già pensare in grande e farsi già le ossa con una media con i fiocchi. Per lei a Hinckley hanno studiato una variante da 660 cc del celebre tre cilindri 675 e l’hanno poi depotenziata, lasciando però un sound coinvolgente e tanta coppia, per non sentirsi troppo limitati al cospetto delle moto full power. Un difetto? Il raggio di sterzata è solo discreto e rende più laboriose le manovre da fermo. Poco male però, perché i 166 kg a secco non sono difficili da muovere e la sella alta 810 mm è stretta e permette di poggiare bene i piedi a terra. Questa Street Triple si può avere a 8.500 euro in rosso o in nero.

Triumph Street Twin – Depotenziata

Il genere vintage va sempre più di moda e la Street Twin è la degna erede della celebre stirpe Bonneville. Rappresenta infatti il modello d’accesso alla gamma, pur mantenendo il fascino delle sorelle maggiori. Con una sella a soli 750 mm da terra permette a tutti di poggiare bene i piedi al suolo e di controllare senza il minimo affanno i 198 kg di peso. Il baricentro basso fa il resto per semplificare la vita al pilota, che può contare anche su un’erogazione piena e lineare del motore bicilindrico 900. Questa Triumph è dunque una moto ideale per andare a spasso ammirando il panorama e facendosi ammirare. Alla faccia dell’impostazione, tranquilla sa assecondare anche i pruriti al polso destro, dimostrandosi molto efficace quando guidata in modo tondo e pulito. Il suo prezzo è di 8.900 euro, nelle due varianti rossa e nera.

Yamaha MT-03

Per esplorare il Dark Side of Japan con Yamaha non serve salire troppo di cilindrata. Con la MT-03 si riesce già ad assaporare un po’ dello spirito delle sorelle maggiori. La linea, con la massa spostata visivamente sulla ruota anteriore, sa mettersi al centro dell’attenzione mentre dal punto di vista della guida la MT-03 sa essere coinvolgente e sfiziosa. Il merito va al telaio, che ha lo stesso rapporto tra lunghezza dell’interasse del forcellone della celebre R1, e alla forcella con steli da 41 mm. La sella alta 780 mm, il peso di 168 kg con il pieno di benzina e il raggio di sterzata ridotto sono di grande aiuto negli spazi stretti ma quando gli orizzonti si allargano questa Yamaha continua a stampare un sorriso dietro la visiera. Il motore bicilindrico da 42 cv è generoso, vibra poco, è stato aggiornato da poco all’Euro4 e ha consumi bassi, anche se si spreme la manopola del gas. Il prezzo è di 5.290 euro per tutti i colori a catalogo: Night Fluo (grigia con cerchi giallo fluo), Yamaha Blue (nera con telaio e cerchi blu) e Midnight Black.

Yamaha YZF-R3 2019

Non volendo restare ferma al palo, Yamaha quest’anno (ottobre 2018) ha presentato al mondo intero la nuova YZF-R3, supersportiva che si scornerà nel mondiale SSP300. Il nuovo modello esce nel ventesimo anniversario del lancio della YZF-R1, moto che ha lasciato un segno indelebile tra le Superbike replica. Il nuovo design dovrebbe garantire un sostanzioso vantaggio in termini di efficienza aerodinamica: la resistenza è ridotta del 7% e la velocità massima cresce di 8 km/h. Bello il doppio faro con l’ampia feritoia centrale, immancabili le luci di posizione a LED. Dietro il cupolino la strumentazione LCD è anch’essa nuova. Proposta in due colori, il classico blu Yamaha e un aggressivo nero, la YZF-R3 ripropone il motore bicilindrico frontemarcia di 321 cc, 4 tempi con raffreddamento a liquido e iniezione elettronica, capace di 29,6 Nm a 9.000 giri (il dato sulla potenza non è ancora dichiarato, ma dovrebbe essere in linea con i precedenti 42 cv). Anche il telaio in acciaio conferma le quote e il disegno, completato dal forcellone asimmetrico collegato alla sospensione Monocross e all’ammortizzatore KYB, regolabile nel precarico della molla. Nuova la forcella a steli rovesciati KYB di 37 mm di diametro e inedite le piastre di sterzo, che grazie ai semimanubri più bassi di 22 mm, promettono una guida più sportiva. Inedito anche il serbatoio, che propone forme più abbondanti. L’altezza della sella è di 780 mm. Sarà in vendita da gennaio a 5.790 euro, 100 euro in più modello precedente.

Yamaha MT-07 – Depotenziata

La Yamaha MT-07 è una best-seller assoluta e non è affatto un caso. Ha un prezzo da entry-level o poco più, 6.690 euro, ma appaga la vista con un look di grande impatto. La sua posizione di guida è raccolta, perfetta per muoversi negli spazi stretti e per chi non ha un fisico imponente, ma non stanca neppure che è più alto della media. Per il resto l’assetto è comodo e filtra bene le buche. Inoltre permette anche di sfruttare bene l’indovinata geometria del telaio una volta acquisita un po’ di esperienza, affrontando il misto con piglio sportivo. Il peso dichiarato è di 182 kg e il motore spinge alla grande, dimostrando più dei 48 cavalli dichiarati dopo il depotenziamento e assicurando un gran divertimento al pilota. Solo discreta invece la sistemazione del passeggero. Quattro i colori disponibili: bianco, nero, blu e night fluo, che è poi un grigio combinato a dettagli gialli fluo. Per gli amanti di un stile più classico, sulla stessa base esiste anche la XSR 700.

Yamaha Tracer 700 – Depotenziata

Sviluppata partendo dalla nuda MT-07, svolge in modo moderno il tema della moto tuttofare. In pratica è una sport touring adatta però anche a un impiego da crossover: va bene nell’uso quotidiano casa-ufficio ma è pronta anche ad affrontare i grandi viaggi. In fondo, anche se depotenziato a 48 cv, il motore bicilindrico mantiene una coppia generosa, che permette di muoversi bene anche con eventuale passeggero e bagagli. Il tutto, tra l’altro, restando sempre ben gestibile, visto che il peso di partenza in ordine di marcia è di 196 kg e che, con un’altezza sella di 835 mm, veste bene tutti. Si può ordinare in rosso scuro, nero e blu a 7.990 euro, un prezzo molto contenuto vista l’ottima qualità della componentistica e con di serie anche i paramani. La cifra potrebbe però salire se ci si lasciasse tentare dai numerosi accessori a catalogo, come le borse che si vedono nella foto.

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