Honda brevetta la moto a guida autonoma

In rete circolano i disegni di un nuovo brevetto depositato da Honda che pensa a un sistema elettronico di sterzata autonoma per moto. Grazie a radar e telecamere saprebbe gestire cambi di corsia e curve, con anche lo scartamento di ostacoli. Il tutto dialogando anche con il navigatore

Guidereste mai una moto che fa tutto da sola? Se ponessimo questa domanda sui social conosceremmo già la risposta e forse qualcuno si lancerebbe in commenti simpatici legando questi concetti ai salvataggi miracolosi di Marc Marquez in MotoGP.

Eppure i grandi costruttori di moto sembrano lavorare sodo in questa direzione. Honda sta sviluppando una piattaforma elettronica con l’idea di arrivare un domani alla moto a guida autonoma. Questo è quanto emerge da una notizia diffusa dalla compagnia assicurativa inglese Bennetts e ripresa poi in lungo e in largo dalla rete. Ma la moto che sterza da sola è davvero dietro l’angolo? Iniziamo a capire come funziona il meccanismo sviluppato dagli ingegneri nipponici.

UNO STERZO… INCATENATO

I disegni pubblicati oltremanica si riferiscono al brevetto di uno sterzo assistito da un motorino elettrico, montato alle spalle del cannotto e controllato da una centralina elettronica. Quest’ultima incrocia i dati rilevati dai radar e dalle telecamere puntati sulla strada con le informazioni ottenute dal navigatore e da una piattaforma inerziale. Altre telecamere tengono inoltre d’occhio il pilota e la sua posizione in sella. Elaborato il tutto, il cervello elettronico manda gli input necessari al suddetto motorino perché agisca sullo sterzo attraverso due ruote dentate e una catena.

ANCORA PIÙ AVANTI

BMW R 1250 RT 2021

L’idea di Honda pare chiara: compiere uno step ulteriore rispetto ai sistemi di assistenza alla guida ARAS quali i cruise control adattivi firmati Bosch che debutteranno nel 2021 su Ducati Multistrada V4 e BMW R 1250 RT. Come avrà già colto dall’immagine chi mastica il tedesco, il congegno progettato da Honda è in grado di occuparsi dei cambi di corsia ma è pronto anche a supportare il pilota nelle situazioni più varie, dallo scartamento degli ostacoli alla compensazione del vento laterale. Come tradizione Honda, tutto è sviluppato internamente, senza aiuto di altre aziende.

LE NONNE EQUILIBRISTE

Non è la prima volta che Honda si muove nella direzione della guida autonoma, ma sicuramente mai come oggi si è vicini a possibili applicazioni nella produzione di serie. Nel 2017 la Casa giapponese presentò infatti al CES di Las Vegas l’Honda Riding Assist, un sistema che riusciva a mantenere la moto in equilibrio anche a ruote ferme. Nell’autunno dello stesso anno la tecnologia Riding Assist riapparve affinata al Tokyo Motor Show, per finire poi solo apparentemente nel dimenticatoio. Nell’ombra Honda ha continuato a lavorare duro.

QUALE FUTURO?

A questo punto viene spontaneo chiedersi quale possa essere l’avvenire della guida autonoma nel mondo moto. Per le auto, lo ricordiamo, l’utilizzo degli ADAS è permesso dalla legge fino all’ottenimento di una guida semi-autonoma di livello 2. Questa aiuta il pilota a rilassarsi in condizioni di traffico intenso e su percorsi particolari, richiedendo comunque un’attenzione costante su quanto accade sulla strada. Spingersi oltre sarebbe oggi tecnicamente già possibile ma solo alcuni Stati hanno creato un quadro normativo che prevede la possibilità di delegare all’elettronica più funzioni nella guida.

LA PASSIONE PER IL FAI-DA-TE

In ambito moto, invece, tutto è ancora a uno stadio embrionale e non solo sul fronte legislativo. Prima di compiere eventuali passi ulteriori le Case attendono con ansia i primi feedback del mercato relativi ai sistemi di assistenza alla guida che regolano velocità e distanza di sicurezza. È tuttavia chiaro a tutti come la simbiosi che si crea tra il pilota e il mezzo meccanico viva su un delicato equilibrio che potrebbe essere controproducente modificare elettronicamente. La logica spinge a pensare che le prime applicazioni avanzate potrebbero al limite riguardare i mezzi utilitaristici, impiegati negli spostamenti quotidiani, e quelli da viaggio. Più improbabile è invece che certi marchingegni facciano breccia nel cuore dalla clientela più sportiva o vocata all’avventura, che notoriamente preferisce darsi… al fai-da-te.