Il nome non deve ingannare: si fa prima a elencare le poche cose che le accomunano piuttosto che le novità che differenziano la Diavel che tutti conosciamo dalla nuova X. A partire dall’idea di fondo che ha mosso la matita sulla carta, ossia entrare nel mondo Cruiser. Un ingresso fatto dalla porta principale e senza nemmeno bussare, anzi, sfondando in stile SWAT…

In Ducati sono però più politically correct e i tecnici si limitano a riassumere il concetto con tre numeri, comunque eloquenti: 5.000, 60 e 40.

5.000 sono i giri a cui il nuovo Testastretta DVT 1262 raggiunge il valore di coppia massima di 128 Nm. Un valore finora sconosciuto a un motore Ducati e che, accostato alla considerazione che già a 2.000 giri la coppia raggiunge i 98 Nm, rende esattamente l’idea di quanta eccitazione possa dispensare e come.

60 sono le possibili configurazioni di sella, manubrio e pedane fra le quali ogni biker può cercare la posizione di guida che più gli si addice. Posizione che comunque rimane assolutamente cruiser, con sella bassa e pedane avanzate, per una guida dove il relax ha lo stesso peso dell’eccitazione.

40 è l’angolo di piega massimo che con la XDiavel ci si può permettere. Per una cruiser si tratta di un valore fuori dal comune ma non dimenticate che stiamo parlando di una Ducati e di una ciclistica che ha la catena del DNA disegnata come il cordolo di un circuito.

Anche il marketing spiega la nuova moto e lo fa con un claim davvero efficace – “slow speed excitement” -, raccontando che la X rappresenta un incrocio (cross) fra due mondi all’apparenza lontani, che trovano una sintesi senza compromessi.

Artefice del risultato è soprattutto l’ultimo step evolutivo del bicilindrico desmodromico: il Testastretta DVT 1262 è completamente nuovo e omologato Euro4. Rivisto e ricalibrato rispetto alla versione montata sulla Multistrada 1200 per garantire gran coppia ed erogazione fluida in basso, oltre che una curva piena fino agli alti regimi. La corsa è stata aumentata a 71,5 mm contro i 67,9 del Testastretta DVT 1200, così come il rapporto di compressione, ora a 13:1, mentre resta l’iniezione elettronica Bosch con sistema Ride by Wire ricalibrato. Tutta la parte termica è stata rivista: ora entrambe le teste hanno attacchi per il telaio e quella orizzontale è stata ridisegnata per sostenere le pedane avanzate del pilota. L’estetica è stata curata per ottenere una grande pulizia di insieme e focalizzare sul nuovo 1262 tutta l’attenzione. La pompa dell’acqua e il tubo di blow-by sono stati riposizionati e ogni finitura superficiale è curata ai limiti del maniacale.

Il cambio è a sei rapporti e sfrutta lo stesso sensore di marcia della 1299 Panigale con frizione in bagno d’olio e sistema antisaltellamento; la trasmissione è a cinghia, come ci aspetta su questo genere di moto, una novità assoluta per Ducati. L’effetto è molto piacevole, soprattutto in accoppiata con il mirabile forcellone con capriata a traliccio. Di grande impatto anche lo scarico 2 in 1, con il giro dei tubi disegnato apposta per non interferire con il motore.

L’elettronica c’è ed è di gran livello. Ride by Wire a parte vale la pena ricordare le tre mappature Sport, Touring e Urban, che permettono di configurare la XDiavel in altrettante modalità ben distinte di cui adrenalina, facilità d’uso e totale sicurezza sono i concetti chiave. Presenti all’appello anche il Ducati Traction Control con otto livelli di intervento, e il Ducati Power Launch, che non può mancare su una moto dall’animo dragster. Altro pezzo forte della power cruiser made in Borgo Panigale è il telaio. Un traliccio in tubi d’acciaio che sfrutta il motore come elemento stressato, al quale è fissato in corrispondenza delle teste. Belle le piastre forgiate in alluminio che vincolano il forcellone e il telaietto posteriore.

L’effetto globale è notevole, sia in quanto a proporzioni sia come leggerezza e disegno d’insieme. Merito dei cromatismi e del disegno delle nuove ruote a 12 razze curve e lavorate.

La XDiavel sarà venduta in due versioni. Alla base, già dotata di tutto quanto si possa desiderare, tra cui cruise control, luci full LED, cruscotto con schermo TFT, sospensioni regolabili e ABS cornering disinseribile, si affianca la S con modulo Bluetooth, sella con rivestimento speciale, piastre lavorate dal pieno, cerchi a 12 razze, pinze freno anteriori Brembo M50, steli forcella con riporti DLC, motore nero lucido, forcellone anodizzato e spazzolato. Per gli incontentabili, Ducati Performance ha approntato tre kit di personalizzazione: Sport, Touring e Urban.

Siete pronti a eccitarvi?