Tecnologia moderna, sapore racing e stile rétro. Sono questi i tre ingredienti alla base del progetto Faster Sons, con cui Yamaha ha voluto omaggiare i modelli più rappresentativi del suo passato. Dopo la capostipite XSR700, ispirata alla XS650, tocca alla XSR900, nella quale non è difficile distinguere i cromosomi della TZ750 con cui Kenny Roberts girava negli ovali in terra battuta. Il DNA sportivo non si è trasferito soltanto nelle grafiche e nei colori, ma è racchiuso nella tecnologia e nel piacere di guida che questo modello promette già dal primo sguardo.

Poca plastica, sostituita da materiali più “nobili”; sella a due livelli con impunture a vista, serbatoio da 14 litri con le cover in alluminio che richiamano il parafango posteriore, i supporti del parafango e del faro anteriore. Lo scarico nero opaco contrasta con il terminale in alluminio spazzolato e fa pensare a un sound all’altezza.

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Il motore è il tre cilindri in linea da 847 cc, 4 tempi raffreddato a liquido, coadiuvato da controllo della trazione disinseribile e con tre livelli d’intervento, frizione antisaltellamento e ABS di serie. L’acceleratore è gestito elettronicamente e, grazie alla centralina D-Mode, è possibile cambiare il carattere del motore.  La taratura delle sospensioni, di provenienza MT-09 e completamente regolabili, è stata modificata per adattarsi alle caratteristiche della nuova XSR900. Ovviamente anche per le motociclette della gamma Yamaha Sport Heritage esiste un ricco catalogo di accessori per accentuarne la personalità a seconda delle proprie inclinazioni.

La nuova XSR900 sarà disponibile da febbraio 2016 nelle colorazioni Matt Grey e Rock Slate al prezzo di 9.590 euro e, in versione 60th Anniversary, a 9.890 euro.

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