Prova BMW R nineT Urban G/S

1 giugno 2017 - 12:06

Non dimenticate la barra “/” perché in BMW ci tengono particolarmente. Mentre ci spiegano la moto quel Gi-barra-esse non manca mai. Fa la differenza tra il presente e il passato. Il presente è la GS attuale, di cui la Rallye è l’ultima protagonista. Il passato è la prima Gelande/Strasse, la capostipite con motore boxer due valvole da 800 cc che ha dato il via a uno dei segmenti più floridi del mercato, quello delle maxi enduro.
LA MOTO ANALOGICA

Oggi che il ritorno all’analogico va tanto di moda – pare che negli USA siano tornate pure le musicassette -, le moto heritage con la loro semplicità apparente attirano attenzione. Solo che l’heritage te lo devi poter permettere. Perché c’è chi si lancia nella produzione di modelli finto-retrò senza avere una storia alle spalle. BMW con la Urban G/S, invece, ha una degnissima antenata a cui ispirarsi.
FAMIGLIA ALLARGATA
Partita con la sola R nineT, la gamma heritage BMW si è allargata in modo considerevole, segno che BMW crede molto in questo segmento e nelle peculiarità del suo motore Boxer raffreddato ad aria, che su queste moto è all’apice dello sviluppo, con valvole radiali (quelle di scarico raffreddate al sodio), doppio albero a camme in testa e bilancieri a dito. Un motore che BMW ha continuato a sviluppare e che ora rientra senza fatica nella normativa Euro 4.
LA PIU’ HERITAGE DI TUTTE

Con precisa cadenza tedesca BMW ha colto ogni occasione possibile (EICMA e Intermot) per lanciare nuovi componenti della gamma. Prima la R NineT, poi la Scrambler (la più venduta delle Heritage BMW, terza più venduta nel 2016), poi la Café Racer e la Pure. Ma la nineT esposta sotto i riflettori di EICMA 2016 è probabilmente quella che più di tutte è destinata a stracciare cuori (e pure staccare molte ordinazioni). Che dovesse arrivare era chiaro, soprattutto dopo che BMW (che non fa niente per niente) aveva proposto la concept Lac Rose, da cui la nineT Urban G/S deriva in modo diretto.
UGUALE MA NON IDENTICA

Già, G/S, Gi-barra-esse. Per questa moto BMW ha rispolverato la sigla che fu dell’antesignana F 800 G/S, colei che ha creato il segmento delle maxi enduro, dominato ancora oggi dalla sua pronipote. La base tecnica è ovviamente quella della R NineT Scrambler, da cui la Urban G/S eredita la ciclistica (il Boxer ad aria da 1170 cc da 110 cv è comune a tutta la gamma), con forcella tradizionale e ruota anteriore da 19″ che ne sottolinea l’indole off road. Ma sarebbe sbagliato pensare che è tutto uguale. Come ci ha ben spiegato Mattia Dodi, responsabile tecnico e After Sales di BMW Motorrad Italia, nessuna delle nineT è uguale all’altra. Se “l’hardware” è il medesimo, cambiano tanti particolari che rendono le moto differenti, soprattutto dinamicamente. Basti pensare che ci sono 4 forcelle differenti e piastre di sterzo dedicate; angoli di sterzo e interasse sono unici per ciascun modello, e, ovviamente, cambia la distribuzione dei pesi con il pilota a bordo perché cambiano selle e manubri. Ne consegue una guida specifica per ciascuna R nineT. Nel caso della Urban G/S le similitudini con la Scrambler sono molte, ma forcella e monoammortizzatore hanno differenti tarature (più morbide) e la posizione in sella differente (sella più alta) porta a un maggior carico sull’avantreno.
PIÙ OFF

L’indole è quindi ancora più “off road”. La stessa indole che trova consacrazione con le ruote a raggi – unica scelta possibile per il mercato italiano, all’estero sarà disponibile anche con ruote in lega – e le gomme tassellate, un must have per questa moto, anche se ci andrete solo all’aperitivo. Con gli pneumatici “lisci” la Urban G/S (in listino a 14.400 euro) perde parecchio appeal. Le colorazioni classiche con il serbatoio bianco (ormai il vero marchio di fabbrica della serie nineT) accompagnato da colori Motorsport e sella rossa sarà un colpo al cuore per gli estimatori (e sono tanti) della prima R 80 G/S.

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RIDE
Per il test della Urban G/S, BMW ci ha messo a disposizione anche alcune nineT Scrambler tassellate. Scelta azzeccata, perché solo saltando da una all’altra emergono le differenze di guida delle due moto. Più “stradale” la Scrambler (che era gommata anche diversamente, con le Metzeler Karoo 3 invece delle Karoo T della nuova arrivata), più comoda e “off” la Urban, che sfrutta sospensioni più scorrevoli nella prima parte dell’escursione. Il sellone della G/S è molto morbido e più alto: questo porta effettivamente a cambiare la posizione di guida, ma anche a gradire meno (opinione personale ma condivisa dai tester presenti) la posizione del manubrio ruotato all’indietro. Personalmente lo ruoterei leggermente in avanti (operazione fattibile in pochi secondi) per ottenere una posizione di guida migliore e più comoda anche nell’eventuale guida in piedi (il manubrio resta comunque un po’ basso in questa condizione) su un percorso off road.
TU CHIAMALE SE VUOI SUGGESTIONI

A proposito di off road, va tenuta presente qual è la missione della Urban G/S, che è creare suggestioni fuoristrada (l’antenata vinse 4 Dakar con Auriol e Rahier), su un prodotto heritage e non fare il giro del mondo. Per quello ci sono F 800 GS e R 1200 GS. La Urban fa un altro mestiere e, molto probabilmente, gli unici salti che si troverà ad affrontare nella vita saranno quelli di uno spartitraffico in circonvallazione. Tuttavia è ovvio che le strade bianche siano affrontabili senza problemi, pur se a velocità adeguata, altrimenti la forcella inizia ad accusare i colpi più duri. Metà del percorso è stato su sterrato (ABS e ASC sono disattivabili) e non abbiamo avuto nessun problema: ovvio che all’interno della stessa gamma BMW ci siano modelli più predisposti all’off road spinto.
SU STRADA

Su asfalto scopriamo una moto ben bilanciata, ben frenata e con sospensioni che grazie alla scorrevolezza riescono a digerire qualsiasi asperità, coadiuvate nel lavoro da una sella realmente comoda. La guida è più “rotonda” rispetto alla Scrambler, ma resta efficace, pur con i limiti degli pneumatici tassellati, che reggono andature briose ma con moderazione.
BOXER AD ARIA

Su tutto, come sulle altre nineT, c’è il motore. Il Boxer ad aria in questa configurazione è una meraviglia per come eroga la potenza  accompagna ogni colpo di gas con una “sinfonia” di scarico esaltante. Prontissimo a rispondere alle minime sollecitazioni del gas, convincente ai bassi e medi e con quel “braaap” che ti riempie gli orecchi ogni volta che apri l’acceleratore. Il Boxer bialbero è il pezzo pregiato delle Ninet: soddisfacente quando vai piano e convincente quando vai forte, perché non si fa pregare per salire di giri. Insomma è il cuore perfetto per ogni moto che vuole colpire i sensi, proprio come la Urban G/S.

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