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Il motore è parente strettissimo della GSX-R1000 K5-K6, campionessa di coppia e dolcezza di erogazione”. Questa è la premessa degli uomini Suzuki a proposito della propria naked/sport tourer, la GSX-S1000F. Una moto che fa dell’erogazione gustosa e sfruttabile il suo fiore all’occhiello. L’ho guidata a lungo durante un press test di pneumatici, i Bridgestone Battlax T31, occasione ghiotta per provare molte tra le ultime moto da turismo. Tra le tante c’era anche lei, con il suo sguardo placido e il possente 4 in linea parzialmente nascosto dalle carene filanti.

Forza quattro

Sulla meccanica della Suzuki GSX-S1000F si è già detto tutto, ma un ripasso veloce non guasta. Motore 4 cilindri in linea da 999 cc, capace di 149,6 cv a 10.000 giri ma soprattutto 108 Nm. Ha la corsa lunga (59 mm contro i 55 mm dell’attuale GSX-R1000), per favorire il tiro ai bassi/medi regimi, e il cambio posizionato in orizzontale per abbassare il baricentro. A tenere a bada la sua esuberanza ci pensano il Traction Control (3 livelli, senza piattaforma inerziale) e l’ABS Bosch.

Struttura in alluminio

Il telaio è realizzato su misura per lei ed è un perimetrale in alluminio. Il forcellone è dello stesso materiale e, assieme al telaio, genera quote stabili: 1.460 mm l’interasse, 25° l’inclinazione del cannotto. Lo sterzo è libero: significa che non è solidale con cupolino e fari (a differenza della sorella naked), proprio come le moto sportive. Le sospensioni appaiono valide: forcella KYB da 43 mm full adjustable e mono regolabile in precarico e ritorno, mentre al reparto freni ci pensa Brembo con pinze monoblocco a 4 pistoncini che lavorano dischi da 310 mm. C’è poi il cupolino, non regolabile ma abbastanza ampio, e il manubrione Renthal Fatbar. La bilancia si ferma a 215 chili in ordine di marcia, il conto invece a 13.090 euro (500 euro in più della naked). Peccato per la mancanza del cruise control, anche optional.

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Alessandro ha 14 anni quando il suo migliore amico si presenta sotto casa con un MBK Booster fiammante, elaborato che manco quelli da trofeo. Ale non sta nella pelle, lo vuole provare subito. L’amico glielo concede raccomandando la massima cautela perché “l’ho appena preso”. La sequenza successiva è: 30 metri con le due ruote a terra, impennata, cappottata e perdita probabile di una amicizia. Da quell’esperienza Alessandro poteva capire due cose: Le moto non facevano per lui. Le moto sarebbero state il suo futuro. Purtroppo ha capito quella sbagliata e ce lo siamo ritrovati a RED. Da quando ha 22 anni, tra un esame e l’altro della facoltà di Ingegneria meccanica (poi terminata con la Laurea) ha iniziato a provare moto di ogni genere: dallo scooter (memore della sua fantastica prima esperienza) alle supersportive da gara, passando per custom, enduro e bagger da 400 kg. Sempre con la voglia di raccontarle e sempre tenendo a mente l’espressione stupita (ancora non sappiamo se felice) del suo amico (incredibilmente rimasto amico) in quel fatidico pomeriggio. Oggi a RED prova e racconta ancora moto di ogni tipo. E non impenna (quasi) più.