Prova Suzuki Swift Sport fame di curve

La Swift Sport punta a farsi largo tra le hot hatch puntando su un invidiabile bilanciamento tra telaio e meccanica. Anche il rapporto prezzo/dotazione è vincente

21 aprile 2018 - 12:04

 LIVE 

Ricetta giapponese

Dimensioni ridotte, peso contenuto e potenza quanto basta. La nuova Suzuki Swift Sport ha pochi ingredienti ma selezionati in modo sapiente e mescolati come ormai forse solo i giapponesi sanno fare. Nella sua semplicità, la ricetta è di un’efficacia disarmante, perfetta per far cambiare idea a chi pensa ancora che per godere al volante sia necessario spendere una fortuna e avere una mandria di cavalli sotto il cofano. Senza fare incetta di superlativi assoluti, la compatta di Hamamatsu punta a farsi spazio nel segmento delle hot hatch dimostrandosi divertente e ben equipaggiata a un prezzo ragionevole.

Prezzi
La Swift Sport entra in listino a 21.190 euro, che scendono a soli 18.150 euro in fase di lancio, ovvero fino al 31 maggio. Probabilmente però la campagna durerà più a lungo, almeno fino al porte aperte dedicato, in programma il 9 e il 10 giugno. La cifra è molto allettante, considerata anche la ricca dotazione di serie. Nell’equipaggiamento spiccano il sistema d’infotainment con schermo da 7”, navigatore con mappe 3D e connettività MirrorLink, Apple CarPlay e Android Auto® e i più evoluti sistemi di assistenza alla guida, quali i dispositivi di frenata d’emergenza automatica e di mantenimento della corsia con gestione attiva dello sterzo. Il climatizzatore automatico è a sua volta di serie, così come i sedili riscaldabili, la retrocamera, la chiave elettronica, i fari full LED e il cruise control adattivo.

Fil rouge

Da un punto di vista estetico la versione Sport aggiunge un po’ di pepe alle linee già dinamiche delle Swift tutte casa e lavoro. Nel frontale i suoi segni particolari sono le prese d’aria frontali maggiorate e lo spoiler carbon look, finitura ripresa anche dalle minigonne e dall’estrattore posteriore, che incornicia e due massicci terminali di scarico. Restando nella parte bassa, riflettori puntati anche sui cerchi diamantati BiColor da 17 pollici, mentre salendo con lo sguardo ci si imbatte nell’altro spoiler che sormonta il lunotto. Passando poi all’interno, i sedili sportivi con poggiatesta integrato dominano la scena, impreziositi da cuciture rosse che si ritrovano anche sul volante sportivo e sulla cuffia del cambio. Un tocco di rosso si ritrova pure sui listelli che ornano la plancia, il mobiletto centrale e i pannelli delle porte, oltre che nella strumentazione, integrata da un display multifunzione a colori. L’insieme è gradevole e tutto pare confezionato con cura.

Dieta ferrea

Questa terza generazione della Swift Sport sfrutta la recente piattaforma Suzuki HEARTECT, rigida e leggera. Rispetto al modello uscente cambiano alcune misure chiave: il passo si allunga di 20 mm, mentre le carreggiate e i parafanghi si allargano di 40 mm. La carrozzeria si abbassa anche di 15 mm e appare dunque più atletica e acquattata sull’asfalto. Quanto al peso, la massa a vuoto è di soli 975 kg. Si tratta di un valore tra i più bassi della categoria e che, lo anticipo, fa una bella differenza una volta su strada.

Numeri vincenti

La Swift Sport 2018 ha importanti novità anche sotto il cofano. Qui il precedente 1.600 aspirato lascia spazio al 1.400 BoosterJet accreditato di 140 cv e con 230 Nm di coppia che restano costanti tra i 2.500 e i 3.500 giri, grazie alle furba messa a punto della turbina. Incrociando i dati si ottengono rapporti peso/potenza e peso/coppia tra i migliori della categoria, pari rispettivamente a 6,96 kg/cv e 4,24 kg/Nm. Passando dal banco alla strada la Swift Sport scatta da 0 a 100 km/h in 8,1 secondi, mentre snocciolando le sei marce del cambio manuale si possono raggiungere i 210 km/h. Quanto ai consumi, la media dichiarata è di 5,6 litri ogni 100 km. Se davanti a questi numeri vi è venuta voglia di sapere come vada la Swift Sport non vi resta che continuare a leggere.

  DRIVE  

Pronti? Via!
I sedili della Suzuki Swift Sport non sono solo belli da vedere. Il cuscino fascia bene le gambe lo stesso fa lo schienale con il busto e le spalle, senza risultare troppo costrittivo e senza rubare neppure tanto spazio alle ginocchia dei passeggeri posteriori. Anche nella posizione più bassa la seduta resta leggermente distante dal pavimento, ma agendo sulle regolazioni è comunque facile trovare una valida triangolazione con la pedaliera e il volante. Quest’ultimo si lascia impugnare bene e consente di sfruttare sin dai primi metri la precisione dello sterzo, che ha anche la giusta consistenza tra le mani.

Mr Muscolo

Una volta in movimento, il motore diventa subito protagonista assoluto. Il 1.400 BoosterJet spinge bene sin dai bassi regimi, sale di giri rapidamente e sfodera un tiro ai medi davvero gustoso. I 230 Nm promessi dalla scheda tecnica si avvertono tutti e, soprattutto, si sente come la coppia sia tanta in rapporto al peso, con un impulso deciso in avanti ogni volta che si interviene sull’acceleratore. Anche viaggiando in sesta a 60km/h si può contare su una ripresa senza incertezze, che si fa addirittura brillante dagli 80 km/h in su. In allungo, invece, la festa finisce presto, con il limitatore che tarpa le ali alla progressione attorno ai 6.000 giri. Poco male, comunque: guidando a orecchio, si è portati a cambiare marcia prima, sfruttando la parte più favorevole della curva d’erogazione, grazie anche all’indovinata spaziatura dei rapporti del cambio, che si fa apprezzare inoltre per gli innesti rapidi e per la corsa limitata della leva. Complice il sound del motore, la guida è insomma molto coinvolgente, di stampo quasi motociclistico.

Ben piantata

Una meccanica così in palla rischia di rubare la ribalta al telaio e all’assetto che, dal canto loro, fanno alla grande il loro dovere. Rispetto alla vecchia Swift Sport, la nuova si dimostra più “macchina” e appare meglio piantata sulla strada. L’allungamento del passo e l’allargamento delle carreggiate fanno forse perdere qualcosina in fatto di agilità assoluta ma il peso piuma compensa la cosa e il vantaggio in termini di tenuta di strada è evidente. La Swift entra in curva svelta, senza alcuna incertezza e richiedendo poco angolo di sterzo e movimenti misurati delle mani. Una volta inserita in traiettoria, la percorre in modo rigoroso, con un assetto piuttosto neutro e senza adagiarsi tanto sulle ruote esterne. In fase di uscita poi, l’avantreno resta preciso e assicura una buona motricità, permettendo di sfruttare la generosità del motore senza che emergano problemi di sottosterzo. Anche quando si esagera e ci si avvicina al limite, i pneumatici perdono aderenza in modo graduale, sotto l’occhio vigile di sistemi elettronici di controllo.

Facciamo i conti

Tirando le somme, la Swift Sport ha le carte in regola per piacere a tanti. I più giovani trovano in lei il mezzo giusto per divertirsi e per affinare le capacità di guida, prima di passare magari un domani a mezzi più prestanti. Chi invece ha qualche primavera in più può vedere in lei la degna erede delle compatte tuttopepe del passato, che facevano dell’equilibrio tra potenza e leggerezza il segreto delle loro prestazioni. A mettere d’accordo tutti ci sono poi costi d’acquisto e di gestione alla portata di molte tasche: il rapporto prezzo/divertimento non può essere calcolato scientificamente ma quello della Swift Sport è comunque tra i migliori della classe.

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