Prova Flying Flea C6, l’elettrica di Royal Enfield ci ha convinti

La nuova Flying Flea C6 segna l'ingresso di Royal Enfield nel mondo delle moto elettriche con un progetto che recupera lo spirito della storica motocicletta militare del 1942. Design fuori dagli schemi, soluzioni tecniche ricercate, elettronica evoluta e 15,4 kW di potenza per una moto agile in città ed efficace anche fuori dai percorsi urbani.

Se gli scooter elettrici stanno rapidamente guadagnando popolarità, credibilità e quote di mercato, molta meno fortuna hanno invece le cugine motociclette. I motivi sono molteplici e li conosciamo bene: costi, autonomia, estetica, piacere di guida, poca praticità nella guida in città, dove l’elettrico dovrebbe avere – in realtà – il suo perché.

Royal Enfield, che si vanta di avere la capacità di inventare nicchie di mercato (come in effetti è riuscita a fare con la Himalayan), non ci ha impiegato molto per capire che, forse, anche in questo mondo avrebbe potuto fare qualcosa e così si è messa al lavoro, partendo da lontano, in ogni senso.

Flying Flea, come e perché

Una volta definito che il brand avrebbe affrontato il tema della mobilità elettrica, ingegneri e designer hanno messo sulla scrivania il classico foglio bianco, si sono seduti e hanno cominciato a spremere le meningi. Però, prima ancora di mettere la punta della matita sul foglio, è stata presa una importante decisione: creare un nuovo marchio, sotto il cui cappello accasare tutti i nuovi progetti. Il suo nome, Flying Flea, è quello della motocicletta avio trasportata, creata per l’esercito inglese nel 1942 per facilitare i movimenti e le azioni sul suolo europeo, che ha ispirato la C6. Il motivo è presto detto: la FF.C6, primo progetto disegnato sul foglio bianco di cui sopra, dalla matite indiane, ha preso molti spunti proprio da quella “pulce volante”. Spunti sia estetici, come la linea, con look hard-tail e forcella a parallelogramma, sia di folosofia, come la semplicità, la leggerezza e la praticità.

Com’è fatta

Cominciamo dalla fine: la FF.C6 è fatta davvero bene. Originale nel design, che riprende la linea della Flying Flea, è ricercata nelle soluzioni.
Motore e batteria sono raffinati e tecnologicamente all’avanguardia. Il telaio è un unico elemento privo di saldature, che integra anche il supporto a sbalzo per la sella, realizzato in alluminio forgiato, così come il forcellone e la forcella a parallelogramma, che prevede due ammortizzatori alloggiati fra leveraggio e steli. Il vano batteria è in magnesio, per contenere il peso e ottimizzare lo scambio di calore. Le ruote sono in lega e la trasmissione è a cinghia, per assecondare l’idea di semplicità a praticità, alla base del progetto. Belli e curati sono anche i blocchetti dei comandi al manubrio e un ulteriore tocco lo dà il logo Flying Flea, con il paracadute stilizzato, che compare qua e là sui carter e alcune componenti della C6.
Chiudiamo con una chicca, rappresentata dalla possibilità di invertire le pedane – destra con sinistra -, per variarne la posizione in senso longitudinale e, di conseguenza, l’avanzamento dei piedi.

Veniamo all’elettronica, presente in abbondanza, a partire dalle cinque modalità di guida (Eco, City, Touring, Performance e Custom, personalizzabile nei parametri legati alla gestione del motore). Ci sono ABS cornering, cruise control, avanzamento lento in retromarcia, funzione auto-hold, display TFT a colori touchscreen e, ovviamente, connettività.
Con il proprio smartphone, custodito nel vano ricavato sul “serbatoio” e dotato di ricarica wireless, ci si può interfacciare – grazie all’app Flying Flea -, al sistema operativo Fleaware.OS e smanettare con la gestione del motore, della localizzazione e dello sblocco della moto, oltre e navigare con Google Maps sul display della stumentazione.

Royal Enfield Flying Flea C6, come va

Nata strizzando l’occhio soprattutto a un pubblico giovane, la C6 sviluppa alcuni argomenti molto cari a questa platea. Su tutti, tralasciando l’originalità estetica, spiccano la semplicità e l’immediatezza di utilizzo. Un pulsante per accenderla, lo smartphone per configurarla, la spina per caricarla ovunque, la cinghia al posto della catena, comandi essenziali e intuitivi.

E, su strada, tutto questo contribuisce a un’esperienza di guida piacevole e appagante. La posizione in sella è azzeccata (un po’ al limite per chi, come me, supera il metro e ottanta), i piedi poggiano agevolmente a terra e i comandi sono a portata di dita (quello degli indicatori richiede un movimento un po’ forzato).
L’erogazione è fluida e corposa. I pesi sono ben bilanciati, stabilità e precisione non sono in discussione anche quando la guida si fa sportiva (e vi assicuriamo che l’aggettivo non è fuori luogo, compatibilmente con il mezzo).
La leggerezza e la maneggevolezza, la brillantezza e la capacità di essere efficace sia in mezzo al traffico più caotico di una grande città, sia sulle grandi arterie di collegamento, sia su una strada di campagna, la rendono una eccellente risposta a tutti i problemi legati alla mobilità elettrica, urbana e non.

Tutte rose e fiori? Rose sì, ma con un paio di spine… La sella non è il massimo in fatto di comfort, soprattutto quando ci si sta seduti per un’oretta, ma in Royal Enfield si sono detti consci di questo aspetto e stanno lavorando per superarlo. Il funzionamento dell’ABS patisce di una sorta di “affaticamento” con l’il passare delle frenate e, se appena saliti in sella, risulta impeccabile, dopo un po’ perde di efficacia e non impedisce il bloccaggio della ruota. Ma, anche in questo caso, si sta lavorando per affinare il sistema.

Flying Flea C6, scheda tecnica e prezzi

La capostipite della famiglia Flying Flea ha tante carte buone da giocare, che vanno ben oltre la sua personalità.
A partire dalle prestazioni, con un’autonomia dichiarata che (fatte le debite e usuali considerazioni relative ai motori elettrici e al modo in cui li si utilizza) si aggira intorno ai 100 km. Alla velocità di ricarica della batteria da 3,91 kWh, che per coprire il classico 20%-80% richiede poco più di un’ora. Ai 125 kg di peso e 823 mm di altezza sella, che la rendono agile da guidare e leggera da manovrare. Ai 15,4 kW e 60 Nm di potenza e coppia, che la spingono agevolmente oltre i 110 km/h di velocità massima.

Da ultimo, il dato che forse più interessa il pubblico: la Flying Flea C6 costa 5.990 euro (e con gli incentivi diventa ancora più interessante…)

Per maggiori info

Scopri gli articoli speciali

Articoli correlati
BMW F 450 R, 48 cavalli di puro divertimento
Kawasaki KLE 500 2027 - Tutto più facile con la "centrifuga" Smartride
BMW F 450 RR la BMW Supersport per patente A2