Shots Hell’s Gate 2012

Una gara al massacro dove vince il più bravo ma anche il più duro. L’Hell’s Gate è questo e molto altro. Enduro estremo, freddo, tecnica e resistenza fisica si mescolano in una delle gare più dure del mondo. Quest’anno è toccato a Graham Jarvis.

21 febbraio 2012 - 19:02

Partono in tanti arrivano in pochi, così pochi che li puoi contare sulle dita di una mano. Le gare di enduro estremo sono così, impossibili. O meglio quasi impossibili perché qualcuno che riesce a finire c’è sempre. Quest’anno è toccato a Graham Jarvis primo ad arrivare al traguardo del gruppo dei 4 sopravvissuti dell’ultimo giro. Una selezione durissima quella dell’Hell’s Gate, che ha visto passare 17 piloti al primo giro, 11 al secondo, 7 al terzo e appunto 4 all’ultimo.

E non è stata una passeggiata per nessuno, l’Hell’s Gate porta all’estremo il concetto di resistenza umana, lo stesso Jarvis, stremato si è praticamente sentito male sull’ultima salita il famigerato Hell’s Peak.  Al traguardo arrivano così: Jarvis (Husaberg), Jonathan Walker (ktm), Xavi Galindo (Husaberg), Cody Webb (Beta) e Andreas Lettenbichler (Husqvarna).

Nessun italiano, purtroppo anche se Alessandro Botturi prima di un ritiro assurdo causato da un filo di ferro avvolto nel mozzo posteriore, ci aveva fatto sognare, terminando al mattino al terzo posto. L’Hell’s Gate è anche questo.

Photo Credit: Red Bull Media House GmbH

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