Casey Stoner

So che problemi ha la Honda ma non ve li dico. Vedere Valentino ancora davanti è bello, ora sto più simpatico agli italiani perché non sono più il suo nemico. Corro? Sì ma solo per la 8 Ore. Poi torno a pescare. Questo e altro nella chiacchierata che abbiamo fatto con Casey Stoner in occasione della presentazione del casco ufficiale con cui correrà a Suzuka

9 giugno 2015 - 20:06

Stoner is Back, Stoner è tornato. L’invito proveniente dalla Nolan che arriva nella mia mailbox suona come minaccia (per gli avversari) e porta speranza (per i tifosi). Sì, Casey Stoner torna a inforcare una moto. Non per un test, non per una scampagnata enduro con gli amici – cosa che a quanto pare lo diverte un sacco – ma per una gara vera, dura, quasi impossibile: la 8 Ore di Suzuka. Per lui una bella sfida, per la Honda una bella vittoria, visto che tiene moltissimo a una gara che in passato per i giapponesi valeva come e più di un Mondiale e che tutti i big, Valentino Rossi compreso, hanno corso almeno una volta. Ebbene sì, Stoner torna in pista seriamente, perché di certo non ha voglia di fare la comparsa. Nolan ha colto l’occasione per preparargli un nuovo casco, l’X-802RR Carbon Fitting, realizzato con un rivestimento interno speciale che utilizza filamenti di carbonio attivo per ridurre sudorazione e stress del pilota; si riconosce per l’interno color verde e sarà presto in vendita.

Magari se avesse avuto il Carbon Fitting nel 2012 Stoner sarebbe stato più rilassato e non avrebbe smesso… Intanto godiamoci il suo ritorno come fa Alberto Vergani, presidente Nolan, che quando parla di Stoner (che si è presentato alla sede Nolan tiratissimo nel fisico) ha una strana luce negli occhi. Anche grazie a lui, il 27 australiano è approdato in duemmezzo, e poi in MotoGP con Cecchinello fino ad arrivare alla Ducati dei miracoli nel 2007. Vergani probabilmente è il primo “tifoso” a sperare in un ritorno di Stoner: per ora se lo godrà alla 8 Ore di Suzuka. Ecco cosa ha dichiarato l’australiano.

“Honda ha sempre fatto pressione perché corressi la 8 Ore di Suzuka, e a me sarebbe anche piaciuto farlo. Purtroppo mentre ero in MotoGP questa cosa era impossibile a causa dei troppi impegni e del fatto che capita proprio nel cuore della stagione di gare (motivazione che ha spinto molti altri big in lizza per il Mondiale a non correrla più e Rossi e Lorenzo a declinare l’invito Yamaha di correrla quest’anno con una R1, NdR). Ho parlato con piloti amici che l’hanno corsa e mi hanno detto che è durissima: alla fine della non riesci più nemmeno a sollevare le braccia. Però la Superbike è meno fisica e più divertente da guidare rispetto a una MotoGP, è facile anche da mettere di traverso. Mi ha fatto impressione quanto sia più lenta”.

Se lo dice lui… Va da sé che Stoner, nonostante provi a tenersi fuori dalla mischia, sotto i riflettori ci finisce sempre, come una vera star. Basta un tweet – ad esempio quello su Villopoto in cui affermava che Cairoli ha vinto tanto perché non aveva avuto avversari all’altezza – o una comparsata che viene sommerso dall’affetto del pubblico e dalle domande dei giornalisti. “C’è tanto affetto, ho tanti tifosi anche in Italia, ora anche di più probabilmente visto che non sono più il nemico di Valentino”. Non si può dire che il ragazzo non sia schietto e sincero, lo è sempre stato e anche se adesso pare decisamente più rilassato che in passato non le manda certo a dire.

Qualche domanda e scopriamo uno Stoner mai cosi “chiacchierone”, che spazia su molti argomenti e spazza via definitivamente le speranze di chi lo vorrebbe ancora in MotoGP a battagliare con Marquez e compagnia.

SUL SUO RITORNO
“Non torno, assolutamente no. Mi piace troppo pescare, mi piace godermi il tempo. Non è che non vado in moto, faccio i test, esco a fare enduro con gli amici. La 8 Ore di Suzuka è qualcosa di differente. Certo mi sarebbe piaciuto tornare per aiutare Dani, e mi sarebbe piaciuto correre in Argentina e ad Austin anche perché erano due piste nuove per me. Non so quanto avrei potuto essere competitivo ma del resto non avevo nemmeno molte aspettative. Sarebbe stato comunque per un paio di gare. Honda purtroppo ha deciso diversamente, io non posso far altro che accettare la loro decisione. Comunque i rapporti tra noi non sono cambiati, io sono un pilota Honda. Non mi mancano le gare, certo mi piace guidare la moto, mi piaceva il gusto del giro veloce in qualifica. Ma la pressione che c’era il giorno della gara non mi manca per niente.”

SUI PROBLEMI DELLA HONDA
“Durante i test io li avevo riscontrati, ma io durante i test guido moto con telai che non sono fatti per me, lavoro  più che altro su motore, mappature, elettronica. So quali sono i problemi, ma non posso dirvelo…” (sorride).

SUL NUOVO STILE DI GUIDA PORTATO DA MARQUEZ
“Ogni pilota ne ha uno suo: a Marquez come a me piace molto mettere di traverso la moto. Alla fine non credo che si inventi uno stile di guida, piuttosto è questione di adattarsi alla moto che si sta guidando. Quando correvo in Ducati facevo certe cose per adattarmi alla moto. Se uno parte pensando “il problema non sono io, è la moto” allora non va da nessuna parte”. (Date un’occhiata alla gallery per capire quanto lo stile di guida di Stoner assomigli a quello di Marc Marquez).

SULLA SITUAZIONE DI MARQUEZ
“Ha un controllo della moto incredibile, ma alla fine credo che nel 2013 sia stato anche molto fortunato. Lorenzo e Pedrosa si sono infortunati, lui ha guadagnato fiducia gara dopo gara e nel 2014 era ancora più consapevole. Ora è in una situazione strana: non mi aspettavo che dominasse come lo scorso anno ma nemmeno che potesse essere così lontano”.

SULLA SINCERITÀ
“So che molti faticano a comprendere il motivo per cui mi sono ritirato. Io però ho detto solo la verità, come sempre: ci sono molti piloti bravi a raccontare belle storie, a sorridere sempre alle telecamere mentre pensano a tutt’altro. Io non lo faccio, avete davanti sempre il vero Stoner. Non è una questione di soldi, ho rinunciato a grandi ingaggi ma di soldi ne ho abbastanza per vivere bene”.

E ci crediamo, Stoner is Back, purtroppo per poco.

PS Provate a immaginare che 8 Ore sarebbe stata con Rossi, Lorenzo e Stoner e altri top rider in pista.

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