Prova Triumph Trident 660

Triumph cerca nuovi motociclisti. Come? Proponendo una motocicletta che prima non c’era: una roadster di media cilindrata che entra a muso duro in uno dei segmenti più combattuti. Con buone possibilità di diventarne la regina.

CONCLUSIONI

Il compito richiesto ai progettisti Triumph non era facile. Realizzare una moto capace di unire anime diverse è un’operazione rischiosa, che può scontentare sia chi la vuole facile sia chi la vuole divertente. Secondo noi ci sono riusciti, confezionando un prodotto che è unico nel suo segmento per caratteristiche tecniche e dinamiche. Non abbiamo accennato a un aspetto altrettanto importante, in questa fascia di mercato, che è quello dell’accessibilità. In termini di prezzo d’acquisto, i 7.995 euro di partenza sono in linea con la concorrenza, per quanto riguarda i costi di utilizzo, Triumph è riuscita a programmare gli intervalli di manutenzione a ben 16.000 km. Infine i consumi: quelli rilevati dopo una giornata di strapazzi sono stati di 20 km/litro.
Non sempre i giudizi di critica e pubblico corrispondono, però crediamo che chi proverà la Trident 660 difficilmente non sarà d’accordo con noi. Il mercato, si sa, può riservare sorprese ma pensare che questa nuova roadster possa avere per Triumph la stessa importanza della Trident del 1990 non è troppo azzardato.

DUE SONO POCHI, QUATTRO TROPPI

TUTTO SOTTO CONTROLLO

DOUBLE FACE