Yamaha MOTOROiD, dal CES di Las Vegas uno sguardo al futuro

Alla fiera della tecnologia di Las Vegas, il CES, la Casa di Iwata ha mostrato in azione per la prima volta la sua Yamaha MOTOROiD, un avveniristico concept a guida autonoma.

25 gennaio 2018 - 9:01

FIERE DI LIVELLO
Il CES di Lasg Vegas è l’evento di riferimento per il mondo dell’Hi-Tech: è qui che le aziende presentano ogni anno i loro prodotti più innovativi. Si è svolta qualche settimana fa l’edizione 2018 e la Yamaha ha finalmente mostrato in azione uno dei modelli/concept più discussi: si chiama Yamaha MOTOROiD ed è la prima moto (se ancora così si può chiamare…) elettrica di Yamaha a guida autonoma. A quanto pare, vogliono sfidare faccia a faccia Honda, che poco tempo fa ha presentato al mondo intero la sua visione di guida autonoma.

Osservando il video, quello che più sorprende della Yamaha MOTOROiD è sicuramente la sua capacità di rimanere in equilibrio da ferma (le rotelle sono una precauzione…). Può farlo perché è in grado di riconoscere gli impulsi dall’esterno e stabilizzare l’assetto modificando il telaio stesso.


TEACHING
Proviamo a spiegarlo: alcuni parti meccaniche come le batterie, il forcellone e la ruota posteriore possono ruotare attorno a quello che Yamaha chiama AMCES (di fatto l’asse centrale della moto) permettendo così di non spostare il baricentro dall’asse verticale. Durante la rotazione, il pacco batterie si muove a destra o sinistra per controbilanciare il peso della moto e mantenere l’equilibrio.

CERVELLONE
La gestione delle operazioni necessarie alla Yamaha MOTOROiD per rimanere in equilibrio è affidata all’unità di controllo (alias, la centralina) che elabora tonnellate di dati provenienti dai sensori (come la piattaforma inerziale IMU, che definisce la posizione della moto nello spazio) e in pochissimi istanti fa muovere un attuatore (alias, un motore elettrico) in base alle esigenze. E non è tutto…
NON SOLO MOBILITÀ
La Yamaha MOTOROiD è in grado di riconoscere il pilota (e i suoi gesti) attraverso l’IA, l’intelligenza artificiale, che grazie a due speciali telecamere nella sezione frontale riconosce il volto delle persone. Così, può sbloccare il sistema d’accensione e regolare la posizione di guida in base alla fisionomia del pilota (il manubrio e quello che normalmente sarebbe il serbatoio). Dietro la sella invece ci sono due flap che aiutano a sostenere in fase di accelerazione.

Il telaio della Yamaha MOTOROiD è il cuore di tutto: è una struttura in fibra di carbonio, di fatto la spina dorsale della moto. Al cilindro che ruota all’interno del telaio è appeso il pacco batterie agli ioni di Litio composto da sei cilindretti facilmente sostituibili. Il monobraccio posteriore include nel mozzo il motore elettrico. Per sapere se tutto questo avrà un futuro concreto serve aspettare, ma una cosa è certa: la Yamaha MOTOROiD è un concept che sembra funzionare piuttosto bene… che il futuro della mobilità possa essere la guida autonoma?

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