Yamaha Super Ténéré Worldcrosser 2012 – Day 1

Lo scorso anno le SuperTénéré avevano sfidato la sabbia ocra del deserto marocchino e avevano vinto, oggi la Worldcrosser – costola off-road della maxi enduro giapponese, sfida l’arida terra del sud della Spagna. Diario di tre giorni “fuori”

14 marzo 2012 - 7:03

Almeria (Spagna) – Non serve l’Africa per sognare l’avventura: con le SuperTénéré Worldcrosser Yamaha vuole dimostrarlo. Sud della Spagna, terra dove quando fa freddo la colonnina di mercurio non scende sotto i dieci gradi e quando fa caldo… lo fa davvero. In questa zona a ridosso dello stretto di Gibilterra, ma con le coste ancora bagnate dal Mar Mediterraneo, Yamaha ha deciso di portare una piccola pattuglia di nuove Worldcrosser per sfidare le insidie di un percorso off-road non estremo ma probante per piloti e moto.

La Yamaha Worldcrosser è il giusto completamento del concetto di enduro espresso dalla prima Super Ténéré. La standard è chiaramente una moto dall’indole stradale, ma visto l’esito più che positivo dell’avventura africana dello scorso anno, Yamaha non poteva lasciar cadere l’episodio nel dimenticatoio senza aggiungere il giusto sequel. La Super Ténéré allestita Worldcrosser arriva a stuzzicare i palati fini, quelli che conoscono i trascorsi della prima ST da 750 centimetri cubi, ricordano i fasti delle passate Dakar e che vorrebbero una moto che in fondo trasudi l’avventura. Detto fatto!

Questa moto non è un progetto nuovo ma un allestimento che tiene conto del fatto che qualche “matto” in fuoristrada ci potrebbe davvero andare: quindi servono le protezioni giuste nei posti giusti e qualche accessorio dedicato, che non modifica il peso di 261 kg ma che la rende indubbiamente più robusta in caso di accidentale contatto con il terreno.

Prima ancora di raccontare del viaggio eleggo regina di bellezza la versione Mat Grey – grigia opaca – con inserti in giallo: la più bella rispetto alla classica bianca Racing White con grafiche rosse piuttosto che quella nera.

Dal punto di vista tecnico la faccio breve perché della SuperTénéré conosciamo tutto; vale la pena ricordare che il bicilindrico parallelo fronte marcia da 1.199 cc scarica 110 cavalli, ha due mappature per gestire la potenza nel modo più consono al proprio stile di guida – Touring e Sport – ha il controllo di trazione regolabile su due livelli – si può disinserire quando si affronta il fuoristrada, anche leggero – e ha di serie l’ABS: anche quest’ultimo con un piccolo stratagemma si può neutrializzare per affrontare soprattutto le discese ripide.

Le differenze tra la Worldcrosser e la Super Ténéré sono estetiche e funzionali al diverso compito che devono svolgere presupposto che abbiate voglia di insozzare e strapazzare fuoristrada la vostra endurona. La ST Worldcrosser fa uso “sconsiderato” e gustoso di carbonio che veste carene laterali, protezioni della forcella e telaio, e l’alluminio anodizzato fa il rimanente lavoro “sporco”, proteggendo parti del motore, l’asta di rinvio del forcellone e la pinza posteriore.

Prezzo: 15.690 euro franco concessionario. Nel caso si possegga una SuperTénéré standard da giugno si potrà acquistare il kit separatamente ad un prezzo di 1.990 euro.  È disponibile, per i veri impallinati, un ulteriore upgrade definito WC-R che prevede terminale di scarico Akrapovic in titanio con fondello in carbonio, para calore in carbonio, fari supplementari e indicatori di direzione ad un prezzo  1.262 euro.

Day 1- 13 marzo Almeria – Rodalquilar 164 km –rilevati con GPS

Bramavo la Mat Grey allestita WC-R e probabilmente domani la sorte mi sarà amica. Oggi guido una Black in allestimento standard per affrontare il primo giorno di test.  Partiamo dalla periferia di Almeria per non incontrare il traffico mattutino dei pendolari che si dirigono al lavoro. Asfalto liscio come uno specchio e controllo di trazione inserito. Le Super Ténéré Worldcrosser sono equipaggiate con le Pirelli Scorpion Rally, realizzate ora anche nelle misure dedicate alle maxi enduro. Il tassello, che si rivelerà straordinariamente efficace nei tratti off, fatica a mordere l’asfalto quando scarichiamo cavalli e coppia. Il traction control nelle rotonde metropolitane entra in funzione, lampeggia la spia gialla sul cruscotto, e una leggera perdita di potenza, nonostante l’acceleratore ruotato, ci dice che sta lavorando bene!

L’asfalto è il tramite che ci porta dritti nella polvere. I letti dei fiumi in secca si chiamano Ramblas, come le famose strade di Barcellona che conducono al mare, ed è lì che inizia il nostro vero viaggio. Infiliamo le ruote tassellate nel letto del fiume Andarax e ci rendiamo conto immediatamente che i 261 kg non sono pochi da condurre con serenità in condizioni di bassa aderenza; si alternano terreni di ghiaia fine e tagliente, a sabbia spessa pochi centimetri, a fondi viscidi e argillosi che fanno scodinzolare e derapare le moto di freno motore chiudendo il gas.

In piedi sulle pedane si ha la sensazione di avere un discreto controllo. L’avantreno pesa e la ruota anteriore scava solchi profondi nel terreno. Il modo più redditizio per guidare è quello di sfruttare il tiro del motore anche per farla voltare usando sapientemente, come ci ha consigliato Francesco Catanese che ha corso il Rally dei Faraoni con la Super Ténéré sapientemente modificata, sia il freno posteriore in accelerazione calibrando così la perdita di aderenza della ruota motrice sia il corpo senza caricare eccessivamente la ruota anteriore nelle curve. Detto fatto! Sono il primo a coricare senza troppi danni la Worldcrosser nel letto del fiume: le protezioni del radiatore e del motore funzionano, ve lo posso assicurare.

Il nostro percorso, consigliato a chi vuole fare del turismo avventuroso in moto, prosegue verso nord in direzione Decorato Mini Hollywood, località che ha ospitato i set cinematografici di buona parte degli Spaghetti Western di Sergio Leone.  Costeggiamo un villaggio costruito in perfetto stile Yankee dell’epoca e la strada si fa tortuosa e sempre meno asfaltata. Raggiungiamo, a quota 1.360 metri, il punto più alto percorribile della Sierra Alhamilla e da questo punto in poi scendiamo rapidi verso il mare ripercorrendo un parte della strada sterrata che ci riporta verso Almeria e poi verso est sorpassando il promontorio di Cabo de Gata fino a Rodalquilar una piccola cittadina a poche centinaia di metri dal mare.

Il sole in Spagna tramonta più tardi che in Italia, alle diciannove e qualche minuto il cielo è ancora chiaro: domani partenza alle otto spaccate, in perfetto stile raid Marathon, aggiungeremo foto e maggiori dettagli sul percorso. La prossima tappa ci porterà da Rodalquilar a Velez Blanco. Buona notte!

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