G+, c’era una volta il Carbonio…

Il grafene non ha cambiato il mondo come si pensava quando è stato scoperto, però una delle prime applicazioni concrete ed efficaci è stata sviluppata in campo ciclistico ed è tutta made in Italy, grazie a Vittoria e Directa Plus

16 aprile 2015 - 15:04

Quando nel 2004 è stato scoperto, il mondo scientifico è stato scosso da un’ondata di entusiasmo e i suoi scopritori hanno vinto il Nobel. Oggi, a dieci anni di distanza, il materiale che avrebbe dovuto cambiare il mondo non è stato ancora compreso fino in fondo e le sue applicazioni sono infinitesimali rispetto alle sue potenzialità. Un po’ come è accaduto nell’ottocento con l’alluminio, che sbalordì tutti ma poté essere realmente sfruttato solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando tecnologie e invenzioni furono finalmente all’altezza della rivoluzionaria lega, troppo precoce.

Tanto per fare un po’ di chiarezza, il Grafene è un materiale bidimensionale, costituito da uno strato di atomi di carbonio legati l’uno all’altro a formare un reticolo esagonale. Ha proprietà straordinarie: è il materiale più sottile mai isolato, è 100 volte più resistente di un campione equivalente di acciaio ed è anche flessibile come la gomma. Lo si può allungare il 120 per cento della sua lunghezza e conduce l’elettricità 250 volte meglio del silicio. La sua struttura lo rende sostanzialmente trasparente ed è al tempo stesso impenetrabile: nemmeno l’elio, il gas nobile con gli atomi più piccoli, può attraversarlo.

Si dà il caso che il Grafene più puro e pregiato al mondo lo produca un’azienda italiana, Directa Plus, che ha sede a Lomazzo (CO) e si dà il caso che Vittoria abbia con loro firmato una joint-venture e un accordo di fornitura esclusiva per la materia prima, che ha il nome evocativo di G+.

Siamo andati a Madone a trovare René Timmermans, Ceo di Vittoria, per farci raccontare a che punto è lo sviluppo dei prodotti e, soprattutto, cosa bolle in pentola…

“Siamo stati i primi al mondo a credere e a investire in questa tecnologia. Dopo 4 anni di collaborazione con Directa Plus e di ricerca nei nostri laboratori abbiamo sviluppato un’applicazione grazie alla quale realizziamo cerchi (e presto gomme…) che hanno caratteristiche straordinarie e che sono già utilizzate in gara dai Pro. Il G+ rende la fibra di carbonio alla quale lo applichiamo più robusta ed elastica, con un miglioramento fino al 30% delle proprietà del materiale.

Nel prodotto finito incrementa in modo significativo la leggerezza e la resistenza del cerchio. Dai test risulta che riduce la temperatura in fase di frenata fino al 20%, aumenta la robustezza dei fori dei raggi permettendo un maggiore tiraggio, migliora la rigidità laterale del 50% e ha una potenziale riduzione del peso del 15% con prestazioni uguali o migliori rispetto agli attuali cerchi in fibra di carbonio.

Ma la rivoluzione continua. Il grafene è un materiale giovanissimo e ogni giorno si scoprono nuove caratteristiche e possibili applicazioni.

Voglio raccontare un aneddoto per rendere l’idea di quanta ignoranza avvolga ancora la materia: ero a una importante fiera di settore e stavo fra la gente che visitava il nostro stand ad ascoltare i commenti quando un signore, con l’aria di chi la sa lunga, blocca l’amico che aveva accanto e, indicando le nostre Qurano G+, gli spiega “Guarda, quelle sono le nuove ruote in grafite!”.

Quanto è importante la ricerca nel mondo della bicicletta?

“La ricerca è fondamentale, è la voce più importante nel budget di un’azienda che voglia essere competitiva, soprattutto in un settore in cui l’aspetto tecnologico è così evidente. Sono da sempre convinto che migliorare costantemente la qualità dei propri prodotti sia l’unico modo per ottenere dei vantaggi assoluti. Vittoria ha investito nella ricerca, dal 2000 a oggi, oltre 30 milioni di dollari e ha realizzato un centro R&S dedicato interamente al ciclismo fra i più importanti e innovativi al mondo. È qui che, insieme a Directa Plus, sviluppiaampo le nuove applicazioni del G+, che stanno rivelando enormi potenzialità anche nel campo delle gomme”.

A proposito di gomme, G+ è una sigla che leggeremo anche sui fianchi di qualche pneumatico?

“Certo! Abbiamo già testato centinaia di gomme e posso assicurare che i benefici del Grafene sono enormi anche in questo ambito.

Tanto per cominciare, la gomma è la componente più importante in una bicicletta: basta pensare che è l’interfaccia con il terreno e quindi deve garantire scorrevolezza, grip, durata e comfort, tuttavia è quella che meno si è evoluta rispetto alle origini…

Come ho già detto, ma ci tengo a ribadirlo, Vittoria investe da sempre tantissimo nella tecnologia legata alle gomme sia in termini di materiali – e le carcasse in cotone sono un esempio -, sia di macchinari.

Per realizzare una gomma di qualità bisogna saper dosare e mixare gli elementi necessari ed è difficile che due chef preparino un piatto identico, pur partendo dagli stessi ingredienti. Quando si decide di introdurre un ingrediente nuovo, nel nostro caso il Grafene, bisogna ridefinire tutti i parametri del mix e riscrivere la ricetta.

Ogni parte dello pneumatico può essere migliorata dal sistema G+: la carcassa, la camera d’aria, la mescola. La sfida è diminuire la resistenza al rotolamento e aumentare il grip, senza contare che il Grafene funziona anche come efficace barriera, diminuendo la permeabilità ai gas. Inoltre, l’utilizzo di una limitata quantità di G+ permette di rinunciare a una maggiore quantità di “carbon black” e questo ha un’enorme impatto sulla riduzione di peso della gomma, ma anche sulle sue proprietà meccaniche e sulla resistenza alla foratura.

Test e prove hanno misurato un miglioramento delle prestazioni tale da superare quelle dei migliori pneumatici oggi disponibili. Rispetto alla mescola ISOGrip dei Vittoria Corsa CX, per esempio, la resistenza al rotolamento diminuisce del 12%. In una cronometro di 50 km, questo equivarrebbe a un risparmio di tempo di 40 secondi!”

Al momento gli sforzi sono concentrati in modo maggiore sulla strada, c’è un motivo particolare?

“Le ruote che ad oggi beneficiano del G+ System sono Qurano 46/60/84 e Race, entrambe per tubolari, che sono i modelli di punta rispettivamente per strada e Mtb. Per quanto riguarda le gomme, al momento stiamo lavorando su modelli da strada: il mountain biking è un mondo ancora più sofisticato e, per certi versi avanzato, quindi richiede tempi di sviluppo più lunghi di circa un anno. Le potenzialità nell’off-road sono notevoli perché la caratteristica degli atomi di Grafene di disporsi in maniera ottimale a seconda dell’uso permette di realizzare degli pneumatici per così dire “intelligenti”, che incrementano la tenuta senza interferire sulla scorrevolezza e garantiscono maggiore resistenza e durata. Ritengo comunque che nel settore della Mtb il Grafene possa giocare un ruolo importante anche a livello di componentistica, tanto per fare un esempio penso ai manubri in fibra di carbonio, le cui caratteristiche meccaniche otterrebbero grande giovamento dall’aggiunta del G+. 

Ma questa è un’altra storia, ne riparleremo più avanti. E pensate che siamo solo all’inizio di questa avventura… Il futuro è tutto da immaginare. Un esempio? Il grafene è uno straordinario conduttore di energia e chissà che una mattina qualche scienziato si svegli con l’intuizione che sia anche in grado di produrne… Pensate, una gomma in grado di creare energia!”

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