Prova Bridgestone Battlax Hypersport S21

Bridgestone presenta i nuovi pneumatici hypersport, nati per la strada ma che non disdegnano affatto la pista, coniugando prestazioni e resa chilometrica. Li abbiamo testati tra i cordoli del circuito di Abu Dhabi, dove corre la F1. Di notte

17 marzo 2016 - 12:03

Prestazioni o durata? E’ questo il dilemma che tutti i motociclisti, in particolare di quelli che di una moto supersportiva fanno un uso prevalentemente stradale.

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Bridgestone Battlax Hypersport S21 nasce per coniugare queste due esigenze. Da un lato promette prestazioni mai viste: cronometro alla mano si parla di un miglioramento di ben due secondi, rispetto al già ottimo Battlax S20 EVO sul giro nel circuito di Sugo, in Giappone. Dall’altro, una resa chilometrica di ben il 36% in più, sempre rispetto all’S20 EVO.

Per chi sono i Bridgestone Battlax Hypersport S21? Non sono gomme racing. La famiglia Battlax comprende già V02, W01 e R10 in mescola; poi ci sono le cosiddette racing street RS10, per un utilizzo prevalentemente pistaiolo, quindi con una resa chilometrica piuttosto bassa. Un gradino sotto le R10, quanto a performance in pista, ci sono poi i nuovi S21, pneumatici che a RED definiamo Supersport, studiati per chi utilizza la moto per la maggior parte del tempo su strada ma non vuole rinunciare alla possibilità di fare qualche turno in pista. Guardando la concorrenza prodotti analoghi sono i Rosso Corsa di Pirelli o i Pilot Power 3 di Michelin.

Come sono fatti i nuovi Battlax S21? La caratteristica principale che permette di coniugare prestazioni e durata è conferita dalla nuova mescola a tre strati. Uno più rigido nella parte centrale, che è direttamente legata alla resa chilometrica, quindi intermedio e poi soffice man mano che ci si avvicina alla spalla della gomma, dove è più importante avere grip.
Rispetto ai precedenti S20 EVO il tallone è stato irrigidito e le cinture (tra battistrada e carcassa) sono state riprogettate per migliorare comfort e stabilità. Rivisti i profili e le scanalature.

Molti dei miglioramenti apportati al Battlax S21 sono stati raggiunti utilizzando Ultimate Eye (U-EYE), il nuovo sistema per i test indoor di Bridgestone, mutuato dall’esperienza in MotoGP (fino al 2015 la Casa giapponese ne è stata la fornitrice unica). U-EYE è in grado di monitorare il comportamento dello pneumatico a diverse velocità e differenti condizioni: analizza la distribuzione della pressione di contatto e aiuta a trovare la combinazione ottimale di mescola, disegno del battistrada, costruzione e profilo. L’S21 è il primo pneumatico costruito con questa tecnologia innovativa.

I Battlax Hypersport S21 sono disponibili in Italia in quattro misure per l’anteriore (110/70, 120/60, 120/70 da 17” e 130/70 da 16”) e in sei misure per il posteriore (150/60, 160/60, 180/55, 190/50, 190/55, 200/55, tutte da 17”). S20 EVO non uscirà subito di produzione e continuerà ad essere venduto ad un prezzo di circa il 20% in meno dei nuovi S21.

 

RIDE

Abu Dhabi. Tra le molte “cattedrali” costruite nel deserto di questo Emirato – un esempio è l’esagerato Ferrari World – c’è anche lo Yas Marina, suggestivo circuito dove dal 2009 corre la F1. Le sue vie di fuga costeggiano il porto turistico e l’albergo in cui pernottiamo. In alcune curve, visto il poco spazio, le vie di fuga si infilano addirittura sotto le tribune.
La particolarità più nota dello Yas Marina è che Lewis Hamilton & friends ci corrono di notte e così Bridgestone ha voluto far provare anche a noi l’emozione di un test sotto le stelle.

La pit lane sembra il Paese dei Balocchi: schierate sotto i riflettori dello Yas Marina ci sono tutte le più potenti supersportive del momento.Decido di provare gli S21 in sella alla Kawasaki ZX 10-R 2016, alla Yamaha R1 M, alla Ducati Panigale 1299 S, e alla CBR 1000 RR.

Pressioni a caldo: 2.3 bar davanti e 2.1 dietro.

L’apripista nel primo turno è José Luis Cardoso, pilota del Motomondiale, soprattutto in classe 250, a cavallo tra gli anni ’90 e i 2000. Provo a stargli dietro per imparare le traiettorie ma fatico molto, anche se lui non è ovviamente al 100%: saranno il circuito e la moto mai provati prima, oppure la possibilità di sabbia sull’asfalto paventata durante il briefing. Fatto sta che le sensazioni che mi rimangono attaccate sono il posteriore della Kawasaki che scivola e l’anteriore difficile da direzionare.

Sensazioni che fortunatamente svaniscono nel turno successivo in sella alla R1. Grazie al maggior feeling riesco a guidare in modo più sciolto e provo a spremere sempre più gli S21.

In realtà il posteriore continua a scivolare leggermente quando si apre il gas a moto inclinata ma questo comportamento è piuttosto normale, essendo gomme principalmente stradali. La perdita di aderenza però non è mai improvvisa.
Per quanto riguarda l’anteriore questa volta la sensazione è che risponda a tutti i comandi con il giusto sostegno. Man mano che giriamo, prendo confidenza con il freno anteriore e comincio a utilizzarlo fin dentro le curve.
La superficie di appoggio, anche a moto inclinata, sembra sempre molta e anche in frenata l’anteriore è stabile, grazie probabilmente alla rigidità strutturale, caratteristica che permette alla S21 anteriore anche di essere precisa.
In più la discesa in piega appare rotonda, con un effetto stand up, quando si toccano i freni, molto limitato. Quando occorre variare inclinazione o traiettoria gli S21 rispondono sicuri e senza scomporsi.
Viene il turno della Panigale e alzo un tantino il ritmo:  la sensazione trasmessa dagli pneumatici è di un comportamento particolarmente omogeneo tra anteriore e posteriore.
Percorro i difficili curvoni a destra che caratterizzano lo Yas Marina più velocemente rispetto ai turni precedenti: gli S21 appaiono sempre sicuri, mostrando un ottimo appoggio.

L’effetto kick back non è sensibile, sia perché la carcassa non è rigida come una racing, sia perché l’asfalto dello Yas Marina è bello tirato e presenta pochissime irregolarità.

Salgo in sella alla CBR. Non c’è controllo di trazione e quindi sto molto attento ad aprire il gas in uscita di curva. Nonostante le mie cautele il posteriore scivola. Rientrando ai box a fine turno controllo insieme a un meccanico l’usura dello pneumatico posteriore e conveniamo che forse, dopo 9 turni da 20 minuti (quelli percorsi dalla CBR con i vari tester) è giunto il momento di sostituirlo.

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