Prova Dunlop SportSmart TT

Pneumatici supersportivi con il vizietto del giro veloce i nuovi SportSmart TT colmano un vuoto nella gamma degli pneumatici stradali Dunlop. Efficaci in pista come su strada sono un prodotto eclettico che potrebbe piacere a molti

17 marzo 2018 - 0:03

  LIVE  

Il segmento in cui si collocano i nuovi Dunlop SportSmart TT (TT sta per Track Technology) è molto interessante, e altrettanto delicato. Non è un segmento molto popolato: oltre al nuovo arrivo di Dunlop, di pneumatici così ce ne sono al massimo un paio. Perché delicato? Perché questi prodotti, che potremmo chiamare “supersport”, si piazzano esattamente a metà strada tra gli pneumatici sportivi stradali e i cosiddetti “racing street”, offrono un funzionamento adeguato su strada (anche sul bagnato) ma consentono ritmi davvero veloci anche in circuito. Sono pneumatici buoni per tutto e non a caso Dunlop suddivide esattamente in un salomonico 50-50 l’utilizzo strada-pista.
A chi si rivolge
A chi si rivolge il nuovo Dunlop SportSmart TT? Clienti sportivi che amano la guida dinamica, probabilmente guidano una moto sportiva di media o grande cilindrata, o una delle naked arrabbiate di ultima generazione, tutte cavalli, coppia ed elettronica. Motociclisti che usano la moto su strada ma che non disdegnano qualche puntata in pista ma non vogliono per forza cambiare set di pneumatici.

A loro la SportSmart TT promette un funzionamento adeguato su strada e prestazioni valide in pista. Promette tempi rapidi di warm-up (si parla di 3-4 curve), consente di non utilizzare le termocoperte e di “giocare” con le pressioni in un range estremamente ampio. Si parla di un’area di lavoro che va dal classico 2.5-2.9 bar per utilizzo stradale (o comunque quanto raccomandato dal costruttore sul libretto) fino al 2.1-1.7/1.5 (!) in pista. Pressioni queste ultime che sottolineano come la Dunlop SportSmart TT sia un prodotto orientato alla guida veloce in circuito. Dunlop del resto non è nuova a questi ampi range di pressione (soprattutto al posteriore), introdotti proprio dal capostipite della famiglia SportSmart anni fa.
Dalla pista alla strada. E ritorno

Non è un’evoluzione di un prodotto esistente ma un progetto nuovo, che nella gamma Dunlop colma il “buco” che si è creato tra SportSmart 2 Max (90% stradale) e la GPracer (80% pista). Per la realizzazione dello SportSmart TT i tecnici Dunlop sono partiti dal prodotto più racing, ossia il D213 GP, da cui sono stati creati profili e strutture, adeguandole a un utilizzo più vario con profili, mescole (di derivazione endurance) e carcasse dedicate. Un lavoro riuscito così bene che poi è stato lo stesso TT a ispirare l’anteriore delle gomme racing in configurazione 2018.
Soluzioni sportive

La sportività del nuovo SportSmart TT si evidenzia anche da alcune precise scelte tecniche. La carcassa sfrutta l’avvolgimento in acciaio JLB per anteriore e posteriore, con quest’ultimo che beneficia della nuova tecnologia NTec RT (Road Track), che mira a offrire una carcassa sportiva ma non troppo rigida, per non penalizzare l’utilizzo su strada.

Il pneumatico posteriore è bimescola, ma la mescola centrale (più dura) occupa solo il 20% del profilo, il resto è tutto dedicato al grip. A proposito di mescole, Dunlop ha deciso in questo caso di non utilizzare silice (protagonista nella guida su bagnato o su asfalti freddi) per sottolineare l’indole sportiva. Lo stesso dicasi del disegno degli intagli: il rapporto pieni/vuoti avvicina quello di un pneumatico racing, e il disegno dell’anteriore è stato studiato per far sì che i passaggi d’aria mantengano “fresca” la mescola anche sotto stress.
  RIDE  

La prova delle nuove SportSmart TT al circuito Monteblanco è stata alquanto tormentata. Manco a farlo apposta il meteo bizzarro di questi giorni ha proposto una bella “quattro stagioni” con vento, fresco, pioggia, sole, caldo. Tutto in 6 ore. Niente di meglio per provare quanto le TT possano essere eclettiche.
Inizio bagnato
Iniziamo con la pista, moto stradali come BMW R 1200 R, non sportive, forse un po’ “al limite” per un prodotto come questo, ma chi lo dice che un utente di questa moto non possa apprezzare una gomma come la Dunlop SportSmartTT? Il primo impatto su una pista che è ancora bagnata (a tratti fradicia) è una piacevole sorpresa. Aiutato dalla grana grossa del tracciato, lo SportSmart TT mi piace. In queste situazioni difficili secondo me è sopra le aspettative. La BMW è morbida, non “spinge” sulle gomme, le lascia lavorare e questo sul bagnato è il massimo. Quello che ne ricevo è feeling, sensazione di grip e buona omogeneità nella discesa in piega, oltre a ottimo grip anteriore in frenata. Sono a mio agio, tanto che dopo qualche giro lo slider dello stivale si grattugia sull’asfalto e apro il gas in fretta come fossi su una 300.
Supersport

Il passaggio alla BMW S1000RR (con pista ancora bagnata ma che via via si fa asciugando, con pressioni 1.9-2.1) rende meglio l’idea della pasta di cui è fatto lo SportSmart TT. Emerge il tipico “carattere Dunlop”, fatto di un anteriore bello sostenuto in frenata e in ingresso, capace di infondere fiducia, e di una struttura sostanzialmente rigida, che non lavora molto per quel che riguarda lo smorzamento delle asperità. Il circuito Monteblanco è un bel gruviera, molto “bucato”, e con la Dunlop SportSmart TT le buche le senti tutte. L’impressione, poi, è che in Dunlop abbiano cercato più la rotondità che la velocità. Soprattutto con moto con semimanubri quello che si avverte è un profilo che offre una certa velocità nella prima parte della piega ma che poi tende ad “appoggiarsi” un po’, richiedendo un certo lavoro al pilota per concludere l’operazione e per cambiare direzione in fretta. Il grip tuttavia continua a convincermi, tanto che passo in fretta alla mappatura Race, accelerando senza troppi problemi.
Quasi racing

Altra moto (Yamaha R1 con pressioni 1.9-2.1) e altro passo, visto che ormai la pista si è asciugata completamente. Promuovo senza dubbio l’anteriore (che ha una spalla veramente estesa) di cui resta la sensazione raccontata sopra, ma che in più dimostra ottimo sostegno in frenata e buona precisione nella definizione della linea. La solidità nella fase di staccata e ingresso in curva non è in discussione. Un vero anteriore Dunlop che non si scompone e non allarga nemmeno quando la R1 scarica tutta la sua rabbia sul pneumatico posteriore, garante anch’esso di un grip di buon livello, che non chiama in causa troppo spesso i controlli e non va eccessivamente in deriva. Per queste caratteristiche mi sento di avvicinare le SportSmart TT più al GP Racer che alle SportSmart 2 Max. Sulla rigidissima R1 il fenomeno del kickback è più evidente, c’è qualche rimbalzo di troppo e anche in percorrenza quel che passa sotto le ruote viene rimandato al pilota poco attenuato e senza troppi filtri.
Ninja 400, in front we trust

Le tre sessioni in pista con la Kawasaki Ninja 400 (gommate 110/70 e 140/70, pressioni 2-2.25) sono divertimento puro. Peso e cavalli non sono in grado di mettere in difficoltà le mescole e dopo tre curve ci si trova in bagarre a stracciare il cavo del gas. Le piccole, tuttavia, non vanno sottovalutate. Le gomme le fanno lavorare: una volta che hai preso la mano apri il gas praticamente quando stai ancora frenando ma soprattutto hai velocità sconsiderate in ingresso e percorrenza di curva. In questo caso serve precisione e serve soprattutto un anteriore capace di offrire la fiducia necessaria a buttarsi dentro con il fiato sospeso. Se hai un anteriore che “si muove” o che non aggrappa bene finisci inevitabilmente per allargare. Tutto questo con le TT non succede, al punto che per questa categoria le loro prestazioni sono da considerare allineate con quelle delle gomme racing.

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