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Il segmento in cui si collocano i nuovi Dunlop SportSmart TT (TT sta per Track Technology) è molto interessante, e altrettanto delicato. Non è un segmento molto popolato: oltre al nuovo arrivo di Dunlop, di pneumatici così ce ne sono al massimo un paio. Perché delicato? Perché questi prodotti, che potremmo chiamare “supersport”, si piazzano esattamente a metà strada tra gli pneumatici sportivi stradali e i cosiddetti “racing street, offrono un funzionamento adeguato su strada (anche sul bagnato) ma consentono ritmi davvero veloci anche in circuito. Sono pneumatici buoni per tutto e non a caso Dunlop suddivide esattamente in un salomonico 50-50 l’utilizzo strada-pista.

A chi si rivolge

A chi si rivolge il nuovo Dunlop SportSmart TT? Clienti sportivi che amano la guida dinamica, probabilmente guidano una moto sportiva di media o grande cilindrata, o una delle naked arrabbiate di ultima generazione, tutte cavalli, coppia ed elettronica. Motociclisti che usano la moto su strada ma che non disdegnano qualche puntata in pista ma non vogliono per forza cambiare set di pneumatici.

A loro la SportSmart TT promette un funzionamento adeguato su strada e prestazioni valide in pista. Promette tempi rapidi di warm-up (si parla di 3-4 curve), consente di non utilizzare le termocoperte e di “giocare” con le pressioni in un range estremamente ampio. Si parla di un’area di lavoro che va dal classico 2.5-2.9 bar per utilizzo stradale (o comunque quanto raccomandato dal costruttore sul libretto) fino al 2.1-1.7/1.5 (!) in pista. Pressioni queste ultime che sottolineano come la Dunlop SportSmart TT sia un prodotto orientato alla guida veloce in circuito. Dunlop del resto non è nuova a questi ampi range di pressione (soprattutto al posteriore), introdotti proprio dal capostipite della famiglia SportSmart anni fa.

Dalla pista alla strada. E ritorno

Dunlop SportSmart TT disegno tecnicoNon è un’evoluzione di un prodotto esistente ma un progetto nuovo, che nella gamma Dunlop colma il “buco” che si è creato tra SportSmart 2 Max (90% stradale) e la GPracer (80% pista). Per la realizzazione dello SportSmart TT i tecnici Dunlop sono partiti dal prodotto più racing, ossia il D213 GP, da cui sono stati creati profili e strutture, adeguandole a un utilizzo più vario con profili, mescole (di derivazione endurance) e carcasse dedicate. Un lavoro riuscito così bene che poi è stato lo stesso TT a ispirare l’anteriore delle gomme racing in configurazione 2018.

Soluzioni sportive
Dunlop SportSmart TT Tabella misure
Le Misure delle nuove SportSmart TT

La sportività del nuovo SportSmart TT si evidenzia anche da alcune precise scelte tecniche. La carcassa sfrutta l’avvolgimento in acciaio JLB per anteriore e posteriore, con quest’ultimo che beneficia della nuova tecnologia NTec RT (Road Track), che mira a offrire una carcassa sportiva ma non troppo rigida, per non penalizzare l’utilizzo su strada.

Il pneumatico posteriore è bimescola, ma la mescola centrale (più dura) occupa solo il 20% del profilo, il resto è tutto dedicato al grip. A proposito di mescole, Dunlop ha deciso in questo caso di non utilizzare silice (protagonista nella guida su bagnato o su asfalti freddi) per sottolineare l’indole sportiva. Lo stesso dicasi del disegno degli intagli: il rapporto pieni/vuoti avvicina quello di un pneumatico racing, e il disegno dell’anteriore è stato studiato per far sì che i passaggi d’aria mantengano “fresca” la mescola anche sotto stress.

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Novembre 1980 un piccolo Cordara allora tredicenne viene accompagnato dal padre a EICMA per vedere la bicicletta nuova (allora c’erano anche le bici). Folgorazione! Al piccolo Cordara non interessano affatto le bici, vede quelle cose strane con due ruote e un motore e non capisce più niente. Malato per la moto, malato per la velocità. Quell’EICMA crea un vortice che non si è ancora fermato e che lo ha portato a viaggiare in tutto il mondo a correre praticamente con qualsiasi cosa (dal Gilera DNA all’Harley-Davidson passando anche per sportive “normali") e in qualsiasi luogo. Il punto di non ritorno? Correre la mitica 8 ore di Suzuka nel 2008. Laureato in Ingegneria meccanica, tester “since 1992” ha provato praticamente tutto ciò che si muove su ruote. Insieme a Edoardo Margiotta e Marco Selvetti ha creato RED e, visto che ha anche un tesserino da giornalista, si dà da fare come direttore responsabile. Ah, ora si è pure appassionato alle biciclette. Stai a vedere che suo padre aveva ragione?