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2003, Pirelli spiazzò tutti con il Diablo Corsa, versione più sportiva del già ottimo (ai tempi) Diablo. Il Diablo Corsa ha avuto il merito di creare di fatto un segmento che non c’era, era l’anello mancante, il prodotto che collegava le racing vere e proprie e le gomme sportive stradali. Era ancora una gomma stradale ma con performance in circuito superiori alla norma, che limitavano il gap a uno/due secondi al massimo rispetto alle “specialistiche”, pur assicurando buone rese chilometriche. Insomma un gran bel compromesso.

La storia continua

15 anni dopo tocca al Diablo Rosso Corsa II riproporre in salsa moderna la stessa ricetta. Nel frattempo Pirelli non è più sola. Altri hanno capito l’importanza del segmento che potremmo definire “supersport” e si vogliono spartire una fetta della torta. Per questo motivo è ancora più importante per Pirelli segnare il territorio rimarcando di essere “l’originale”. Come fare? Spingendo ancora su ricerca e tecnologia. E assecondando le moto moderne che ormai sono un mix di forza bruta, elettronica evoluta e ciclistiche evolute. Moto che “spingono” con forza sulle gomme, frenano forte, e vogliono agilità.

A chi si rivolge

Un prodotto importantissimo per Pirelli, che non a caso ha organizzato un lancio in grande stile, addirittura in Sudafrica rispolverando un circuito mitico: Kyalami.
Un prodotto che però va fatto capire, perché il motociclista (soprattutto italiano) è facile all’innamoramento per “l’estremo”. Compromesso non è una parola che ci piace molto. Ma questo è un errore. Qual è dunque l’utente a cui questo prodotto si rivolge? La stragrande maggioranza di utenti di moto sportive e maxi naked. Chi usa queste moto desidera performance sportive, profili sportivi, si butta anche in pista qualche volta per divertimento, ma nel caso in cui capiti uno scroscio di pioggia non si vuole fermare sotto il cavalcavia ad aspettare che la strada asciughi perché ha le gomme “troppo slick”. Le Diablo Rosso Corsa II fanno tutto questo: le indossate con giacca e cravatta per andare in ufficio e quando dall’ufficio ci uscite le usate con la tuta di pelle per un turno in pista. Senza cambiare niente, senza usare termo, senza nemmeno abbassare le pressioni. E ci andate forte…

Evoluzione scontata

Pirelli Diablo Rosso Corsa II - anteriore e posterioreChe una Diablo Rosso Corsa II sarebbe arrivata presto lo avevamo capito già dalla prova del Diablo Rosso III. Le prestazioni del nuovo arrivato avevano infatti avvicinato parecchio quelle del Corsa, allo stesso tempo anche il Supercorsa SP V3 ha fatto un ulteriore passo avanti. Logico quindi che il prodotto “di mezzo” dovesse evolversi. Lo ha fatto in entrambe le direzioni, migliorando il comportamento sul bagnato e le performance in pista. Allargando quindi il suo spettro di azione. Ma come hanno fatto in Pirelli? Semplice (a dirsi), hanno lavorato a tutto tondo rivedendo mescole, carcasse, profili.

Un po’ touring un po’ slick

Iniziamo dalle mescole? Si, iniziamo da loro perché sono state probabilmente il lavoro più importante. Sono ben 5 quelle impiegate nei Diablo Rosso Corsa II: tre sono utilizzate per lo pneumatico posteriore e due per quello anteriore. Il trimescola posteriore è una novità assoluta per Pirelli: le parole magiche in questo caso sono silice e carbon black, ovvero i due leganti dei polimeri che compongono la mescola e che hanno caratteristiche apparentemente antitetiche. Idrofila (ama l’acqua) rapida nel warmup e amante del “freddo” con tanto grip sul bagnato, la silice è la componente perfetta per le gomme stradali. Supermorbido con tanto grip sull’asciutto e ultraresistente alle alte temperature, il carbon black è invece il componente perfetto per gli pneumatici slick e generalmente utilizzato sui prodotti racing ad alte prestazioni.

Posteriore trimescola
Pirelli Diablo Rosso Corsa II - multimescola
Due mescole all’anteriore e ben tre al posteriore: è la nuova tecnologia utilizzata da Pirelli per i Rosso Corsa II, studiati per offrire tanto grip sull’asciutto ma anche sicurezza sui fondi viscidi

Come farli convivere? Semplice applicando i vari “ingredienti” proprio dove serve. Ecco perché lo pneumatico posteriore ha una mescola con circa il 70% di silice nella fascia centrale, silice che diventa il 100% nella zona più usata sul bagnato ovvero quella “media spalla” (fino a circa 35° di piega) in cui compaiono anche la maggioranza degli intagli. Terzo step, la spalla “estrema” che è del tutto priva di intagli (praticamente slick), si utilizza praticamente solo in pista e per questo motivo abbandona la silice per utilizzare esclusivamente il carbon black. Piccola chicca vezzosa: la spalla estrema ha gli indicatori di usura a forellino “racing wear indicator” proprio come le slick.

Anteriore bimescola

Il discorso delle mescole “miste” vale anche per l’anteriore che di mescole ne ha “solo” due: full silica al centro, e full carbon sulle spalle. Grazie a un innovativo processo tecnologico battezzato Continous Compound Process e al particolare disegno degli intagli, la transizione tra le varie mescole è, secondo Pirelli, perfetta. E, in effetti, dopo la prova devo dire che il Diablo Rosso Corsa II è quello del segmento con il migliore aspetto una volta usurato.

A proposito di intagli: se abbiamo ancora dubbi sulla sportività del prodotto a toglierli pensa il rapporto tra pieni/vuoti che si ferma al 6%. Se pensiamo che il minimo legale è del 4% (la percentuale del Supercorsa) è facile capire di che tipo di gomma stiamo parlando.
Se carcassa e struttura derivano dai prodotti racing, anche sui profili Pirelli ha “mediato” alla perfezione tra esigenze stradali e pistaiole. Il profilo “dual radius” unisce senza soluzione di continuità due raggi di curvatura. Più stretto nella parte centrale per offrire più maneggevolezza e feeling, e più ampio sulle spalle per migliorare il grip. Ora non resta che provarle.

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