Prova KTM Off Road 2013

Con scadenza biennale KTM rinnova in modo radicale la sua gamma dell’enduro e del cross: gli anni dispari sono dedicati a quest’ultima che si presenta completamente rivoluzionata. Il 2013 è sinonimo di prestazioni aumentate che portano le 4 tempi ai vertici delle rispettive categorie, e di una guidabilità ancora migliore

27 maggio 2012 - 10:05

Non più di due anni fa un ristretto numero di giornalisti ha avuto occasione di testare le regine del mondiale MX di KTM a partire dalle 250 di Musqin, la 350 di Tony Cairoli e la 450 di Max Nagl. La sensazione comune, leggendo i vari reportage lasciava intendere una volta di più che le prestazioni, in una specialità come il motocross sono subordinate a una ciclistica facile e che non annichilisca ogni singolo muscolo prima del termine temporale dei quarantacinque minuti di una manche mondiale.

Se la 450 SX-F di Nagl rappresentava la peggior esperienza agonistica per molti, la sensazione di avere per le mani una bomba innescata era comune, la 350 che nel frattempo ha vinto due titoli mondiali MX1 e la 250 si dimostravano semplicemente perfette: guidabilità e performance in equilibrio stabile.

Oggi il lancio della gamma 2013 conferma quanto annunciato nel passato recente: le nuove KTM SX a quattro tempi definite F –Four stroke –si evolvono in modo radicale: nuovi motori, maggior potenza, più fruibilità in tutto l’arco dell’erogazione e soprattutto la ciclistica che oggi è ancora più efficace quando c’è da guidare al 100%.

LIVE

La gamma delle SX spazia dalle tre proposte a quattro tempi e tre a due tempi: 125, 150 e 250. Sono però le prime a ricevere gli aggiornamenti più consistenti perché sono quelli maggiormente richieste dal mercato.  Tutte le SX-F 2013 vantano oggi performance superiori ai rispettivi modelli che le hanno precedute, nuovi telai, e ciclistiche aggiornate sia all’avantreno sia posteriormente e un nuovo design delle plastiche e nuove grafiche. Segnaliamo: il nuovo manubrio della Renthal 827 Fatbar, la nuova forcella a cartuccia chiusa della WP e le nuove piastre, l’aggiornamento del forcellone con il perno dell’asse posteriore dal diametro maggiorato, il nuovo impianto di scarico e i freni della Brembo con dischi a margherita.

Affrontiamo quindi ogni singolo modello raccontando non solo le evoluzioni specifiche ma anche le sensazioni di guida raccolte direttamente da diversi piloti professionisti in attività a livello internazionale.

RIDE

KTM 250 SX-F – 8.480 euro – Peso senza carburante 102,9 kg

La quarto di litro austriaco è oggi il punto di riferimento per prestazioni e compattezza costruttiva. Troviamo scelte tecniche comuni alla concorrenza giapponese: valvole in titanio – quelle di aspirazione passano da 30,9 a 32,5 mm di diametro – e doppio albero a camme in testa. È ufficialmente stata abbandonata la possibilità di equipaggiarlo di avviamento a pedale e soprattutto è stato ridisegnato completamente il basamento. Quello della 250 SX-F è un motore completamente nuovo.

Le prestazioni sono aumentate di altri cinque cavalli e la riduzione del peso è di circa mezzo chilo; oggi il dato dichiarato è di 44 cavalli a 13mila giri e un valore di coppia massima di 27 Nm in un range compreso tra gli 8.000 e 11.500 giri minuto. L’aumento di prestazioni è però andato di pari passo con la ricerca di maggiore affidabilità, riduzione della manutenzione e aumento del periodo che passa da 50 a 100 per l’albero motore.  La 250 condivide la stessa frizione adottata dalla 350 e il cambio a sei rapporti è stato adeguato alle nuove esigenze di potenza.

Le sensazioni di guida confermano quanto sentito durante la conferenza stampa. Il motore è migliorato in modo evidente, benché fosse già tra i primi della classe. Se il punto di riferimento a livello di prestazioni erano Kawasaki e Suzuki oggi la KTM si posiziona un gradino più in alto. Dall’altra parte c’era in confronto ciclistico che vedeva primeggiare Honda e Yamaha. Anche da questo punto di vista il vecchio gap è stato colmato.

La 250 SX-F è confortevole e il reparto sospensioni è livellato alle giapponesi rosse e blu, con il vantaggio di essere oggi la moto giusta per chi “spinge” e necessita non solo cavalli ma feeling di guida. Convince e soddisfa l’impianto frenante Brembo che appare addirittura sovradimensionato, la frizione idraulica è a dir poco perfetta e soprattutto il bottone magico dell’avviamento elettrico è una cosa cui non si può più rinunciare.

Difetti? I rapporti del cambio sono ravvicinati, forse troppo e pretendono esperienza per evitare di trovarsi a metà curva a cercare la marcia giusta. L’amatore potrebbe trovarsi in difficoltà nel dover scegliere tra una seconda corta e una terza troppo lunga. Anche il manubrio è pensato per piloti alti e i piloti medio piccoli potrebbero non riuscire a spingere correttamente la ruota anteriore dentro l’appoggio.

KTM 350 SX-F – 8.890 euro – Peso senza carburante 104,9 kg

Considerato che le evoluzioni hanno abbracciato tutti i tre modelli entriamo nello specifico ricordando che la 350 continua ad essere guidata da Tony Cairoli nel mondiale MX1 contro le mostruose 450 e dopo due anni e due titoli consecutivi non ci stupiremmo nel trovarla a fine anno prossima al terzo alloro.

Anche il motore 350 ha il basamento nuovo, sono state irrobustite le parti meccaniche maggiormente soggette a stress che permettono quindi al monocilindrico di “girare” ora a 13.400 giri/min. La potenza è cresciuta di quattro cavalli fino al valore impressionante di 54 cavalli espressi a 11.500 giri e il peso del motore completo è sceso anche in questo caso di mezzo chilo. Anche in questo caso il tagliando importante è previsto a 100 ore lavoro e non più a cinquanta.

Il risultato percepibile già dalla prima presa di contatto alla guida della Tremezzo è che ora i valori di coppia e potenza sono a livello delle concorrenti a cilindrata piena e soprattutto ha perso per strada il vuoto di erogazione ai bassi che la faceva inevitabilmente assomigliare a una 250. Prima questa moto era una perfetta via di mezzo delle due cilindrate classiche, oggi è perfettamente chiara la sua appartenenza alla categoria MX1.

Al pari della sorella più piccola di difetti non ne abbiamo evidenziati, per capire se davvero il gap con la cilindrata maggiore è stato annullato, aspettiamo la 350 su terreni più morbidi e che “legano”, cioè che assorbono potenza per rendersi conto di quale e quanta sia l’eventuale differenza perché sui terreni duri non sono stati evidenziati limiti di prestazioni.

KTM 450 SX-F – 9.250 euro – Peso senza carburante 106,4 kg

Il suo biglietto da visita è il dato della potenza massima: 60 cavalli a 11.500 giri e una coppia di 50 Nm. Un valore che alcune bicilindriche stradali faticano a raggiungere. La differenza è che per domare la MX1 austriaca serve esperienza e un fisico da vikingo. Va anche detto che in Austria hanno pensato bene, dopo un lungo esame di coscienza, di renderla almeno più fruibile e pare che effettivamente ci siamo riusciti.

Oggi la 450 è più umana soprattutto perché la nuova distribuzione dei pesi, la riduzione di ben 2 kg del motore e 0,8 delle masse rotanti la fa sembrare più leggera di dieci chili e più facile da condurre anche in una sessione di warm-up. Il motore è più reattivo, ha meno inerzia direzionale e ricorda nel carattere e nella guida la 350.

Le differenze più evidenti però rimangono legate al motore: il vecchio mono era potentissimo ma sotto era poco pronto, ora la risposta al gas anche ai regimi più bassi e pronta, diretta: una fucilata vera e propria.  L’unico difetto che le si può imputare e che oggi a lei molti preferiscono la 350 perché impegna meno sia fisicamente sia mentalmente.

Enduro EXC & EXC – F

Come dicevamo all’inizio questo per KTM non è l’anno dell’enduro che beneficia quindi solo di alcuni accorgimenti migliorativi ma nessuna rivoluzione: per quella dobbiamo aspettare la prossima primavera.

Interessante l’aggiornamento che riceve la forcella della 250 2t e della 300: nuovo olio e un diverso offset permettono di avere un controllo ancora maggiore sia nel fettucciato a livello di direzionalità dell’avantreno sia nel fettucciato sia nella guida guida estrema. La 200 2t riceve l’avviamento elettrico delle due sorelle maggiori, e modifiche specifiche di carburazione. Tutta la gamma due tempi riceve l’ultimo step di aggiornamento del pacco lamellare Vforce 4 che rende ancora migliore la performance delle enduro a miscela in ogni condizione di guida.

Ricordiamo infine che KTM si è già adeguata alle sempre più restrittive norme sulle emissione sonore degli scarichi delle 4 tempi imposte dalla FIM: gli scarichi delle EXC-F rimangono nel limite imposto dei 112 dB.

6DAYS model

Segnaliamo invece la nuova versione dedicata alla Sei giorni che quest’anno si terrà in Germania nella zona della Sassonia punto più orientale e confinante con la Repubblica Ceca e la Polonia. Tutta la gamma enduro, esclusione fatta per la 200, è disponibile in questo allestimento che comprende una serie di accessori di altissimo livello. Su tutti la nuova forcella 4CS a cartuccia chiusa della WP e una lista di dettagli Power Parts da perdere la testa. I prezzi delle Sixdays sono superiori ai modelli standard di 590 euro.

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