Prova Opel Grandland X Hybrid4 Birra tedesca alla spina

24 gennaio 2020 - 7:55

Con l’entrata in vigore dei  limiti sulle emissioni di CO2, elettrificare la gamma è un imperativo per qualsiasi Casa automobilistica. Opel ha le idee chiare in materia: nei segmenti più bassi del mercato punta sull’elettrico puro, mentre in quelli più alti propone l’ibrido plug-in. La portabandiera di questa tecnologia nella gamma è la Opel Grandland X Hybrid4. In Italia è già ordinabile con prezzi che partono ufficialmente da 46.900 Euro, anche se sconti e incentivi portano in questo periodo il listino a 38.400 euro. I vertici della Casa credono tuttavia che molti preferiranno puntare sul noleggio a lungo termine Free2Move Lease. La formula prevede un anticipo di circa 7000 euro e un canone a partire da 399 euro al mese. La cifra comprende un po’ tutto, dal bollo all’assicurazione kasko passando per tutta la manutenzione. A proposito: le batterie sono garantite 8 anni o 160.000 km, un bel motivo di tranquillità.

IN INCOGNITO

Dal punto di vista della linea è praticamente impossibile distinguere la Opel Grandland X Hybrid4 dalle altre versioni a benzina o a gasolio già provate in passato. La sagoma concilia l’eleganza a una certa sportività, che all’estero può essere sottolineata dal cofano nero, non disponibile invece in Italia. Anche nell’abitacolo non ci sono grandi indizi a svelare la vera natura di questa ibrida plug-in. Tra i tasti sotto il display del sistema multimediale IntelliLink 5.0 ce n’è giusto uno con disegnato un fulmine e che per permette di accedere a un menù dedicato. Attraverso le sue videate è possibile tenere sott’occhio i flussi d’energia, le statistiche di viaggio e di gestire alcune funzioni avanzate. Anche le strumentazione ha una grafica specifica, ma i quadranti analogici e il piccolo schermo centrale hanno un’aria meno moderna della meccanica.

TRIMOTORE

Sotto la pelle la Opel Grandland X Hybrid4 nasconde invece soluzioni tecniche avanzate e complesse. La tuttoterreno di Rüsselsheim adotta infatti ben tre motori, uno 1.600 turbobenzina da 200 cv e due unità elettriche. Quella anteriore ha 110 cv mentre quella posteriore, collegata al retrotreno per dar vita a una trazione integrale hi-tech, di cavalli ne ha 113. Inutile armarsi di calcolatrice e mettersi a fare somme: il terzetto è gestito dall’elettronica, che fissa la potenza massima di sistema a 300 cv e supervisiona anche il cambio automatico a otto rapporti. I due motori sono alimentati da un pacco di batterie agli ioni di litio da 13,2 kWh, raffreddato a liquido. Gli accumulatori sono piazzati sotto la seduta del divano, dove non rubano spazio ai passeggeri. Dal canto suo il bagagliaio ha una capacità che va da 390 a 1.528 litri, valori non eccezionali per un Suv lungo 448 cm ma comunque sufficienti per le necessità di una famiglia.

SI FA IN QUATTRO

Scegliendo un’ibrida plug-in come la Opel Grandland X Hybrid4 si hanno in pratica più auto in una. Basta agire sul selettore delle modalità di guida sul mobiletto centrale per assistere a uno spettacolo di trasformismo degno di Arturo Brachetti. Ammesso che la batteria sia carica, la Hybrid4 parte in Electric, funzione con cui può coprire fino a una sessantina di km nel ciclo WLTP e raggiungere i 135 km/h. Superata questa velocità o esaurita l’autonomia, la Grandland passa automaticamente nella modalità Hybrid, che in pilota può comunque inserire in ogni istante con un semplice clic. Questo settaggio vede i motori dare coppia alle ruote a turno o all’unisono a seconda delle circostanze per ridurre i consumi. Il gioco di squadra si ha anche con la funzione Sport, che sfrutta però la coppia aggiuntiva di origine elettrica per rendere più brillanti le prestazioni. L’ultima modalità di guida disponibile è All Wheel Drive, che utilizza il motore posteriore per garantire una migliore motricità sui fondi a bassa aderenza e nel fuoristrada leggero. Ma come va alla prova dei fatti tutto ‘sto po’ po’ di tecnologia? La risposta è qui sotto, nella sezione Drive.

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