WipEout Omega Collection: il futuro è antigravitazionale

WipEout Omega Collection arriverà su PS4 con tutti i contenuti di WipEout HD, Fury e 2048, in grafica 4K. Siete pronti per il racing game più veloce di sempre?

30 dicembre 2016 - 17:12

WipEout, videogioco di corse futuristiche antigravizionali, è parte del DNA di PlayStation. Pubblicato originariamente nel 1995 sulla prima console di Sony, il titolo di Psygnosis (team di sviluppo inglese) trascende ancor oggi il concetto di racing game e, soprattutto, di velocità. Con WipEout c’è da rimanerci imbambolati: colori psichedelici, esplosioni luminescenti, musica incalzante e la rappresentazione digitale di un futuro in cui si sfreccia a oltre 1000 km/h, senza neppure toccare il suolo!

WipEout è assuefazione allo stato puro. In vista dell’Omega Collection – raccolta per PlayStation 4 di tre giochi già usciti sulle precedenti console Sony (WipEout HD, WipEout Fury e WipEout 2048), attesa entro il 2017 – rispolveriamo i migliori esponenti della serie, partendo dal primo, indimenticabile WipEout.

Il primo, velocissimo, WipEout (1995) accompagnò il lancio della console a 32 bit di Sony, rivelandosi un’autentica killer application per la neonata PlayStation. Roba mai vista prima in un salotto domestico! L’aspetto più all’avanguardia era assicurato dal maniacale e avveniristico stile grafico (realizzato da The Designers Republic), mentre il comparto audio spaccava i timpani con le superbe tracce di ColdStorage.

WipEout fu il primo gioco “non-giapponese” nella ludoteca PlayStation e, sebbene caratterizzato da un sistema di controllo impietoso e avido di dedizione, riscosse un successo tanto inatteso quanto travolgente. Correva addirittura voce che fosse “il gioco degli hacker”, non tanto per le particolari doti di programmazione richieste ai suoi concorrenti. Alcune sequenze di gioco figurarono in una scena di “Hackers”, film di Iain Softley con Jonny Lee Miller e Angelina Jolie, prima ancora che WipEout fosse presentato al pubblico.

Il seguito fu pubblicato solamente a un anno di distanza dal primo capitolo, nel 1996, ma per Psygnosis e The Designers Republic correva già l’anno 2097. WipEout 2097 affinò molto più che sensibilmente il precedente sistema di controllo, rendendolo più gradevole, permissivo e ancora una volta appagante. Le velocità di punta aumentarono vertiginosamente e nuovi e micidiali ritrovati bellici (come il Quake, che sconquassava la pista!) comparvero nell’arsenale a disposizione dei piloti. Nell’HUD di gioco fu introdotta anche una barra d’energia e, dato che le navette rischiavano addirittura la distruzione (una novità!), gli sviluppatori introdussero dellepit-lane per rigenerare gli scudi.

Rispetto al predecessore, il miglioramento grafico fu netto, evidente, con texture ancor più curate, scie luminescenti, loghi accattivanti in ogni dove e un universo futuribile che si muoveva rapidissimo, stordente, ammaliante! Ancora una volta, la musica che accompagnava le gare era senza eguali, pura adrenalina in quattro quarti. C’erano i Chemical Brothers, Photek, The Prodigy, Future Sound of London e Cold Storage.

Nel “3000” (il 1999, secondo la comune datazione terrestre), a tre anni di distanza da wipEout 2097, arrivò Wip3out. Psygnosis perse l’etichetta di società indipendente, trasformandosi in Sony Studio Liverpool. Il motore tridimensionale del gioco, agile e possente, generava paesaggi urbani di rara fattura o centri commerciali avveniristici. Il sistema di controllo sposò la causa dei nuovi stick analogici del controller di PlayStation e la fisica delle navette fluttuanti, sebbene il sollevamento del muso in senso longitudinale (per agevolare l’entrata in curva con una maggiore opposizione aerodinamica) non contasse più come una volta, subì ulteriori migliorie, specialmente negli aereofreni.

Come al solito, nessuna traccia di rallentamenti o imperfezioni, al punto che il motore grafico fu definito dalla critica come “stato dell’arte”. Venne introdotta una nuova visuale interna, il multiplayer per due giocatori, la possibilità di visualizzare l’immagine in 4/3 o 16/9, quattro nuovi tracciati nascosti, nuove classi di velocità e nuove modalità di gioco (Gara Singola, Prova a tempo, Sfida, Eliminatore e Torneo). Sasha, The Chemical Brothers, Orbital e Propellerheads curarono la colonna sonora.

 

Wipeout HD, uscito su PlayStation 3 nel 2008, celebrò il franchise grazie all’alta definizione, riproponendo gli stessi circuiti delle versioni tascabili (Pure e Pulse) a 60 fotogrammi al secondo. Era la dimostrazione della bontà videoludica che il team di SCE Studio Liverpool sapeva sfornare: un gioco emozionante e impressionante, letteralmente in grado di spremere a fondo l’hardware di Sony. La sua espansione, Fury, era altrettanto ammirevole, con nuove modalità multiplayer.

L’ultimo capitolo della serie fu il 2048, pubblicato nel 2012 per la console portatile PlayStation Vita. Sebbene il notevole impatto visivo, WipEout 2048 risultò eccessivamente incentrato sul Combat Mode e solo raramente riuscì a concentrarsi sulla guida a colpi di aerofreni e boati in rilascio. Un vero peccato, perché il sistema di controllo standard (l’alternativa è quella d’inclinare la console per sterzare e di accelerare con il touch pad posteriore) sfoggiava grande qualità e precisione.

Giunti al 2017, non resta che attendere la Omega Collection su PlayStation 4, ovvero il pacchetto completo di tutto ciò che è stato pubblicato di WipEout negli ultimi 14 anni su PSP, PS3 e PS Vita, con un totale di nove differenti modalità di gioco, 26 piste e 46 modelli di astronavi da corsa. Il tutto, ovviamente, in 1080p e 60fps su PS4 standard e con il supporto al 4K dinamico e all’HDR su PS4 Pro.

Siete pronti per un futuro antigravitazionale?

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