Youngtimer, le 10 che vale la pena cercare

Una decina di mezzi giusti da mettersi in garage se avete nostalgia degli Anni '80 e '90. Per un investimento economico e da gustare al volante

23 gennaio 2019 - 17:01

Youngtimer: se ancora non conoscete questa parola, sappiate che con lei si identificano le auto prodotte dal 1980 al 2000, più o meno, che sono fino ad ora rimaste nascoste nei cassetti della memoria dei petrolhead. Chi ha – grossomodo – dai 35 ai 50 anni, infatti, non vede l’ora di rimettersi al volante delle “bombette” che sognava quando stava prendendo la patente. Oppure di granturismo dai marchi altisonanti, adesso più abbordabili nelle quotazioni. E se non si può negare che le nuove sportive abbiano perso un po’ di “genio e sregolatezza” rispetto al passato, il fenomeno youngtimer mette spesso al riparo dai “guai” delle storiche tout-court, mezzi che hanno già sul groppone ben oltre 30 anni.

Se vi è venuta voglia di farvi la youngtimer ma siete combattuti sulla preferita da ricercare, ecco 10 scelte (più due) che possono ingolosire. Investimenti che, fra l’altro, si riveleranno anche sicuri nel tempo. Unendo l’utile (economico) al dilettevole: il piacere di guidarle, senza pensare troppo all’usura. Naturalmente questa non è e non vuole essere una classifica definitiva: non arrabbiatevi per i modelli che sono rimasti esclusi.

Alfa Romeo 75

Molti la considerano l’ultima “vera” Alfa, l’ultima prodotta ad Arese. Con meccanica derivata ancora da quella dell’Alfetta, con trazione posteriore, ponte De Dion e schema Transaxle, con motore anteriore e cambio in blocco con il differenziale. Quale cercare? Senza ombra di dubbio le V6 sono quelle più interessanti, sia dal punto di vista del “godimento” di utilizzo sia per la storicità. Ma anche le 2.0 Twin Spark sanno regalare emozioni. Le quotazioni vanno da circa 5.000 a più o meno 15.000 euro. Fuori controllo le rare “Evoluzione”. Cosa controllare? Se la meccanica è piuttosto affidabile, meglio sincerarsi dell’assenza di ruggine o di parti rovinate che siano difficili da reperire.

Audi Quattro

Se il budget lo consente – le quotazioni superano i 45.000 euro – la Audi Quattro sarebbe il top: il passato sportivo nei rally parla per lei. Nata appunto per le corse, ha “sdoganato” la trazione integrale nella produzione in serie. Veloce e brutale ancora oggi, può rivelarsi un ottimo investimento o una spesa infinita per mettere a posto le eventuali magagne: urge, anche viste le quotazioni da capogiro, un attento esame prima dell’acquisto. Se invece la disponibilità è più limitata – 5-10.000 euro – ecco la Audi TT: una coupé destinata ad avere un posto d’onore fra le Audi del passato e ancora perfettamente utilizzabile tutti i giorni.

BMW Z3

Youngtimer “fresca fresca”, la BMW Z3 è nata nel 1995 ed è stata prodotta fino al 2002. Se è facile farsi prendere per la gola dalle M – che veleggiano verso quota 30.000 euro, con punte di 50.000 per la più rara coupé a due posti – ci si può orientare con soddisfazione sulle 2.0, 2.2, 2.8 e 3.0, tutte con il sei cilindri in linea. Per valori che partono da 10.000 euro. La costruzione giovane mette al riparo la carrozzeria, mentre la meccanica è generalmente robusta. Ampia la disponibilità di ricambi.

Fiat barchetta

Le carte in regola per creare grattacapi alla Mazda MX-5 le aveva tutte. Tranne, certo, la disposizione meccanica tutt’avanti (e il pianale della Punto). Ma la Fiat barchetta ha dimostrato di saper incassare con classe. Prima di tutto, per il disegno di Andreas Zapatinas e Chris Bangle, mai banale. E poi, con una dinamica che sa ancora coinvolgere. I problemi? Il variatore di fase, soprattutto. Alcuni ricambi, poi, non si trovano già più, nonostante questa Fiat sia stata prodotta tra il 1994 e il 2005. Le quotazioni? Tra i 6.000 e i 10.000 euro.

Ford Sierra Cosworth

Prendiamo in considerazione la seconda serie (1988-1993) ma solo perché la prima, affettuosamente denominata “Pinnone”, ha ormai quotazioni da capogiro. Una berlina ipervitaminizzata grazie allo zampino di Cosworth che ha pompato il 2 litri con turbo fino a 204 cv. Per oltre 240 km/h di punta. Ricca, fra l’altro, di accessori (non comuni per un’auto nata a cavallo fra gli Anni ’80 e ’90) quali servosterzo a rapporto variabile, ABS, aria condizionata o sedili in pelle (Executive). Le prime sono posteriori, dal 1990 è anche integrale: a voi la scelta. A patto che siano pezzi il più possibile originali.

Lancia Thema

Se la Delta Integrale è ormai affare di pochi, viste le quotazioni, perché non concentrarsi sull’ultima ammiraglia della Casa di Chivasso? La Lancia Thema, a dispetto dell’immagine un po’ ingessata da berlina Anni ’80, insieme alle cugine Alfa 164 e Saab 9000 ha una sua valenza storica. Soprattutto, si trova ancora a cifre umane (3.000-7.000 euro), fatta eccezione per l’eterea 8.32, con il motore Ferrari, che viaggia ben oltre i 15.000. Disegnata da Giugiaro, è ancora elegante e utilizzabile tutti i giorni: occhio solo ai ricambi, che spesso sono difficili da trovare.

Honda S2000

La sfida è trovarla sana e originale. Meglio, poi, che ci sia una storia manutentiva documentata, perché il 2 litri V-Tec non gradisce olii di bassa qualità e cambi poco frequenti. In cambio, vi assicurerete una tra le migliori roadster dell’era moderna. Con un cuore – come non ne faranno mai più – in grado di urlare fino a 9.000 giri. E quotazioni che ormai possono superare agilmente i 20.000 euro. La guida? Per manici veri. Un’ultima cosa: puntate sulle S2000 prima serie, prodotte dal 1999 al 2004. Uomo avvisato…

Mazda MX-5

Le prime a rivalutarsi di più saranno sicuramente le NA, le “Miatine” con i fari a scomparsa e un design che ha fatto scuola. La meccanica a prova di bomba e l’affidabilità… giapponese permettono un uso quotidiano: controllate lo stato della capote e preferite, come sempre, l’originalità. Gli alti chilometraggi? Non devono spaventare troppo. Se volete anche ABS e doppio airbag potete cercare una più recente NBFL (il restyling della seconda serie) 1.8 Sport, con 146 cv e il differenziale autobloccante. Per valori compresi fra i 3.000 e i 10.000 euro circa. I ricambi? C’è di tutto, anche in rete.

Peugeot 205 1.9 GTI

Il retrotreno nervoso e “irascibile” è, da sempre, il suo marchio di fabbrica. E ha un posto nel cuore di ogni amante delle hot hatch, le piccole pepate. Peccato però che ormai la Peugeot 205 GTI (1987-1994) abbia raggiunto quotazioni piuttosto alte: per un bell’esemplare potreste sentirvi chiedere anche 14.000-15.000 euro. Meno cara la 1.6 GTI da 106 o 113 cv, che vale 10.000 euro. Quotazioni in rialzo anche per la pestifera Rallye, con un 1.3 a carburatori da 101 cv.

Renault Clio 1.8 16v

Con i valori della Williams ormai in rapida ascesa, una buona idea può essere quella di cercare una Renault Clio 1.8 16v. A patto, naturalmente, che non sia trasformata nella sorella dal nome più altisonante. E che non sia pasticciata o, peggio, spremuta da utilizzi poco consoni al Codice della Strada. A spingere, un quattro cilindri da 1.8 litri e 140 cv, naturalmente a 16 valvole, per 212 km/h di punta. Quanto spendere? Si parte da 3.000 euro, ma le cifre stanno aumentando in modo veloce.

Volkswagen Golf GTI II

Se è vero che la prima GTI ha quotazioni quasi ultraterrene, la seconda serie può regalare soddisfazioni dal punto di vista del portafoglio, con valori compresi fra i 4.000 e i 7.000 euro. Anche su strada, sia con il 1.8 8v sia con il 16v. Se il primo è più robusto ma ha solo 112 cv, il più potente, da 136 cv, può essere delicato da mettere a punto. Buona la disponibilità di ricambi: si trova quasi tutto, anche tramite i canali ufficiali.

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