Aston Martin DB11 V8: fascino immutato

11 luglio 2017 - 16:07

Lussuosa, velocissima e con una linea di rottura rispetto al passato – ispirata alla DB10 protagonista dell’ultimo film di James Bond – la DB11 è stata la prima Aston Martin realizzata attingendo alla meccanica Mercedes-AMG. Oltre ad aver inaugurato una nuova era per la Casa di Gaydon, ora si spinge oltre, ampliando la gamma grazie all’adozione del “piccolo”, si fa per dire, V8 4.0 AMG.


299 km/h e 675 Nm di coppia
Sino ad oggi, sotto il cofano della coupé inglese pulsava il solo V12 5.2 biturbo a iniezione diretta della benzina made in Affalterbach, storica sede AMG, accreditato di 608 cv e 700 Nm di coppia. Motore che ha pensionato l’ormai classico V12 5.9 aspirato da 576 cv di derivazione Ford, in dotazione al resto della gamma. Ora però, al possente V12 viene affiancato il più piccolo V8 4.0 biturbo, anch’esso a iniezione diretta della benzina, di derivazione Mercedes AMG GT. Un propulsore che, in funzione della normativa fiscale vigente in Cina, promette di essere più accessibile alla clientela orientale. V8 che, per l’occasione, è proposto nello step da 510 cv e 675 Nm, così da garantire alla DB11 di scattare, complici il cambio automatico a 8 rapporti ZF del tipo mediante convertitore di coppia e la trazione posteriore assistita da un differenziale di tipo Torque Vectoring, da 0 a 100 km/h in 4,0 secondi raggiungendo una velocità massima di 299 km/h.

Baricentro ribassato
La DB11, presentata nel 2016, adotta non solo i motori tedeschi, ma anche l’impianto elettrico, i comandi e i controlli elettronici della Stella. Il nuovo V8, forte come accennato di 510 cv, si colloca a metà strada tra gli step da 476 e 522 cv appannaggio della Mercedes AMG GT nelle versioni, rispettivamente, “base” ed S. Un risultato ottenuto grazie alla personalizzazione dei sistemi di aspirazione e scarico, cui si accompagnano la ritaratura dell’elettronica e le modifiche sia alla lubrificazione sia ai supporti motore, così da collocare il propulsore in una posizione fortemente ribassata, a tutto vantaggio della distribuzione dei pesi e della riduzione del centro di gravità. Completano la dotazione tecnica la piattaforma in alluminio e gli Aeroblade, vale a dire i canali per l’aria ricavati in corrispondenza dei montanti posteriori, attivi come alettoni virtuali.


Rapporto peso/potenza di 3,24 kg/cv
Complici i minori ingombri del V8 rispetto al V12, la DB11 “dimagrisce” di 115 kg, fermando l’ago della bilancia a 1.655 kg. Una variazione rispetto alla configurazione originaria che ha imposto una completa rivisitazione dell’assetto e, in special modo, della taratura delle sospensioni a controllo elettronico. Modifiche che trovano conferma, a livello estetico, nel design specifico dei cerchi in lega, nella presenza dei gruppi ottici oscurati e nel debutto d’inediti sfoghi per il calore lungo il cofano. Piccoli interventi in grado di confermare il fascino unico della coupé inglese.


Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Super SUV: UK “batte” Italia 3 a 1. In attesa della Ferrari Purosangue

Tesla Cybertruck, il pick-up “supercar”. Da 39.900 dollari

KIA Futuron, dichiarazione d’intenti