Prova Audi A4 allroad quattro, familiare avventurosa

Le Audi allroad nascono con uno scopo ben preciso: portarvi un po’ ovunque sempre coccolati dalla classe che contraddistingue la casa dei quattro anelli. La A4 allroad è la piccola di famiglia, l’abbiamo testata nel suo habitat naturale: “the land of quattro”.

25 marzo 2018 - 14:03

  LIVE  


Quando essere solo “quattro” non basta
Oggi la parola allroad richiama immediatamente Audi e le sue station wagon, che sembrano nate apposta per i clienti più avventurosi. Tutto è cominciato quasi 20 anni fa, nel 1999, con il lancio della A6 allroad quattro. Costruita sulla base della A6 Avant, proponeva adattamenti ideati per metterla a proprio agio persino dove la quattro stradale non osava spingersi. Innanzitutto le sospensioni pneumatiche, che permettevano di incrementare l’altezza da terra da 142 mm a ben 208 mm.


Da A6 ad A4
La prima A6 allroad quattro era in grado di superare terreni accidentati ben oltre la portata delle familiari del tempo. Per i più convinti erano addirittura disponibili le marce ridotte. La A6 allroad quattro è l’antenata della A4 allroad. Ai tempi fece da apripista a Ingolstadt la utilizzarono per capire se ci fosse un mercato per questi modelli. E il mercato c’era! Le wagon “avventurose” piacevano e piacciono ancora a chi non vuole un SUV ma cerca prestazioni off road migliorate da una auto normale. Piacciono al punto che ormai si è creato un vero e proprio segmento.
Audi quindi è partita a vele spiegate con gli investimenti. Nel 2009 vide la luce la prima allroad basata sul corpo vettura della A4 Avant.


Avventuriera elegante
Audi definisce questa A4 allroad come la compagna perfetta per tutte le situazioni. Per fronteggiare i terreni difficili ha un’altezza incrementata di 34 mm rispetto alla Avant, e sfrutta una protezione rinforzata per il sottoscocca. Sul piano estetico propone passaruota allargati e un paraurti posteriore differente, per un look che guadagna parecchio quando a “muscolatura”.  La calandra anteriore single frame è caratterizzata da listelli verticali cromati, che abbinati all’inconfondibile design dei proiettori danno vita a un’immagine elegante e allo stesso tempo grintosa. Parliamo di misure: è lunga 475 cm, larga 184 cm e alta 149 cm, cioè circa 6 più della A4 Avant. Nell’abitacolo mantiene inalterate le soluzioni adottate sulla versione standard. Due i motori Diesel a listino, il 2.0 TDI (da 150, 163 e 190 cavalli) e il 3.0 V6 TDI (da 218 e 272 cavalli). Non manca una motorizzazione a benzina, il 2.0 TFSI da 252 cavalli.


Cambi a volontà
Ampia la scelta dei cambi: si parte dal manuale a 6 rapporti (da abbinare ai motori Diesel da 150 e 190 cavalli), per passare agli automatici S-Tronic e Tiptronic. Quest’ultimo è abbinabile al mostro di coppia (600 Nm) 3.0 da 272 cavalli. Che differenza c’è tra S-Tronic e Tiptronic? Il primo è a doppia frizione a 7 rapporti, ideato per motori con zona rossa fino a 9.000 giri/min; non è però in grado di gestire coppie superiori a 550 Nm, affidate invece al Tiptronic. Si tratta di un cambio automatico a 8 rapporti con convertitore di coppia, caratterizzato da fluidità e comfort. Non fatevi ingannare pensando che la scorrevolezza si paghi con la lentezza: se chiedete a questo 8 marce di esser rapido, lo sarà.

Ultra risparmio
Tutti i motori e i cambi di cui abbiamo parlato trasmettono il moto al medesimo schema di trazione integrale chiamato quattro Ultra. È un sistema on-demand di ultimissima generazione che ha debuttato nel 2016 proprio con la A4 allroad. Secondo la Casa dei quattro anelli permette di risparmiare 0.3 l/100 km rispetto alla trazione integrale di precedente generazione. Questo risparmio è reso possibile dalla trasformazione in trazione anteriore (quando le condizioni stradali lo permettono) con completa disconnessione dell’albero di trasmissione. Se volete scoprire come è fatto e come lavora, ve lo spieghiamo qui.


Traffico senza pensieri
Su questa allroad è presente innanzitutto l’Audi Active Lane Assist. Qualora si oltrepassi la linea che delimita la corsia su cui si viaggia, viene generata una vibrazione al volante e l’auto agisce autonomamente sullo sterzo ripristinando la corretta posizione. Su questa allroad è disponibile l’Adaptive cruise control con assistenza alla guida nel traffico, denominato Jam Assist. Con il sistema attivato, l’auto non solo mantiene autonomamente la distanza dal veicolo che precede ma è in grado di fermarsi e ripartire in modo automatico. Non è finita: fino a 65 km/h può sterzare autonomamente per evitare eventuali ostacoli. Questa tecnologia è abbinata all’Audi Pre Sense, che aziona autonomamente i freni nel caso in cui il veicolo che precede si arresti troppo bruscamente.

  DRIVE  

Iniziamo la prova di sera. A bordo siamo accolti da un abitacolo che, nonostante fuori sia parecchio buio, è illuminato a giorno. Portiere e cruscotto lato passeggero sono percorsi da strisce LED eleganti ed efficaci. Il meccanismo di regolazione del sedile manuale appare però un po’ sottotono rispetto alle altre dotazioni. La posizione di guida infonde una piacevole sensazione di spazio a disposizione, mentre lo sterzo regala un buon feeling all’impugnatura.
Due cilindri in meno
Il piano di viaggio prevede una prima parte cittadina seguita da un tratto autostradale per raggiungere il luogo dove l’allroad si sentirà a casa… Fin dai primi chilometri troviamo lo sterzo leggero e ben gestibile in manovra, non impressiona per comunicabilità, ma è estremamente preciso e razionale. Il motore della versione in prova è il collaudato 2.0 TDI da 190 cavalli di potenza e 400 Nm di coppia, abbinato al cambio automatico S-Tronic a 7 rapporti. Inizialmente il pregiudizio che questa unità sia un “3.0 V6 ti vorrei ma non posso” c’è, è innegabile. Ma è davvero così?
Mai in affanno

Nella marcia a bassa velocità la differenza di cubatura un po’ si sente. Quando si viaggia con un filo di gas tra i 1.200 e i 1.800 giri/min si avverte, infatti, una piccola ruvidità meccanica percepibile più a livello di erogazione che di spinta. Proseguendo nella guida, però, il motore di questa allroad dimostra di saper lavorare in perfetta simbiosi con il cambio e spinge più di quanto i 190 cavalli dichiarati farebbero pensare. Non si sta parlando di sensazioni sportive, ma della sensazione che la potenza sia più che adeguata. Sono ben 6 le modalità di guida che è possibile selezionare tramite l’Audi Drive Select: Auto, Comfort, Efficiency, Dynamic, Offroad e la personalizzabile Individual. I nomi chiariscono la vocazione di ciascuna modalità. Il cambio offre tre opzioni d’uso: Drive (D), Sport (S) e Manuale (M).

In fondo, guidiamo ancora noi

Le ripartenze sono molto fluide e la puntualità delle cambiate impeccabile. In autostrada si viaggia a velocità codice attorno ai 1.700 giri/min, con il motore pressoché inavvertibile in sottofondo. È giunto il momento di provare i sistemi di aiuto alla guida. Il mantenimento di corsia è preciso e funzionale: mantiene l’auto al centro della corsia e non “rimbalza” tra le linee che la delimitano, come è capitato di rilevare con altri sistemi, le correzioni sono minime, inavvertibili. In questo siamo al top. Il raggio di curva viene seguito con dolcezza, senza inutili scatti.
La grinta c’è
Saliamo di un livello in termini di guida assistita e inseriamo l’Active Cruise Control. È un’ulteriore riconferma di quanto apprezzato col mantenimento di corsia. Docile e mai nervoso nelle frenate, durante il cambio di corsia rileva subito la velocità del veicolo che precede “agganciandolo”. Abbandoniamo l’autostrada e imbocchiamo una statale che sale tortuosa. In modalità S e M ci si può divertire, accompagnati dal motore che sfodera agli alti regimi (soprattutto nelle marce basse) una sonorità piacevole con il fischio della turbina in sottofondo. Questo TDi è caratterizzato da un inatteso allungo, la spinta cala un po’ dopo i 4.200 giri/min, ma siamo già a regimi “sportivi” per un Diesel. A 4.500 giri il cambio, anche in modalità manuale, passa automaticamente al rapporto superiore. La sportività estrema non è, ovviamente, nelle corde della A4 allroad, per quello Audi offre altri modelli, ma è bello scoprire che quest’auto sia in grado di tirare fuori gli artigli.


Infonde sicurezza
Dopo sterzo, motore e cambio parliamo di assetto. Le sospensioni svolgono un lavoro egregio e filtrano bene le asperità stradali. Solo sui dossi cittadini le abbiamo trovate un po’ rigide mentre è stupefacente la risposta su strada sterrata (in modalità Offroad). In curva l’assetto è neutro e comunica grande sicurezza. Se si esagera col gas, il comportamento è al più sottosterzante, quindi sicuro. L’auto viaggia sempre stabilissima e incollata al terreno. Una cosa di cui non abbiamo ancora parlato sono i freni. Il giudizio è assolutamente positivo per il comando, che è pronto, corposo e allo stesso tempo modulabile nella prima parte della corsa. Nella seconda parte, dedicata alle frenate di emergenza, mostra una apprezzabile aggressività.


Addio mie care lancette  
Lasciamo per un attimo da parte le emozioni alla guida e concentriamoci sull’infotainment. Le lancette della strumentazione sono sostituite su questa allroad dall’Audi Virtual Cockpit, un brillante schermo da 12.3’’ sul quale il guidatore può tenere sotto occhio tutte le principali informazioni. Con il tasto View sul volante è possibile scegliere se privilegiare contachilometri e contagiri oppure ridurne le dimensione a favore della mappa di navigazione. In questa modalità lo schermo primario diventa quasi superfluo. Se c’è una parte su cui la A4 allroad stupisce meno è l’interfaccia del sistema infotainment. Il Joystic nel tunnel centrale è decisamente comodo ma da solo non basta, alcuni nuovi arrivi con schermi touch sono un po’ più intuitivi. Ottimo, invece, lo spazio sotto il bracciolo dedicato allo smartphone, con tanto di fondo antiscivolo e presa USB Charge Only.
Quanta trazione!
Proseguendo nella prova accade qualcosa che darà una svolta alla giornata: iniziano a scendere grandi fiocchi di neve e nel giro di pochi chilometri il manto stradale ne risulta completamente ricoperto. Ci speravamo, perché la allroad nasce per questo e si sente a casa quando si trova a viaggiare sui terreni difficili. E noi siamo curiosi di vedere come reagisce la trazione quattro Ultra in condizioni realmente critiche. L’esito? Si viaggia composti sui tornanti innevati – l’auto monta gomme invernali – e quasi mai si avvertono grossi slittamenti. La coppia viene ripartita con particolare efficacia, tanto che per farla sbandare occorre proprio volerlo. 


Un po’ di bloccaggio, please
Se paragonato ad altri sistemi di trazione integrale utilizzati dal gruppo VW, ad esempio quello di Škoda che abbiamo provato di recente, il quattro Ultra della allroad risulta essere più efficace, non tanto in termini di motricità quanto per la risposta. È più tagliente nei trasferimenti di coppia e tiene in maggior considerazione la trazione posteriore. La frenata è ottima anche su neve, anche se ci saremmo aspettati che la modalità Offroad permettesse un po’ di bloccaggio in più. Un’ultima nota riguardo al cambio: nel passaggio da D a R è avvertibile un lieve ritardo, di cui tenere conto quando si fa manovra, soprattutto su strade in pendenza.
Tuttofare

Abbiamo percorso parecchi chilometri sulla A4 allroad, in condizioni molto differenti. Si è rivelata un’ottima compagna di viaggio in tutte le circostanze, dalla autostrada alle salite innevate. Su tutti i percorsi questa A4 allroad fa sul serio. È elegante e ben studiata, silenziosa, versatile ma anche briosa quando occorre. Il motore Diesel da 190 cavalli è perfetto per il tipo di auto e non fa rimpiangere troppo il magnifico 3.0 V6, penalizzato dal superbollo. Si sposa alla perfezione con il cambio a doppia frizione e consuma il giusto (circa 13 km/l da computer di bordo). La trazione su fondi a bassa aderenza è eccellente, come anche i sistemi di assistenza alla guida. E il prezzo? Come da tradizione Audi è in linea con i contenuti decisamente premium: 50.000 euro di partenza, che lievitano facilmente attingendo alla corposa lista di optional.
Per chiudere ecco il video del lancio stampa: ambientato sulle pendici dell’Etna, dimostra la versatilità dell’auto, qui impiegata in condizioni limite.


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