BMW M2 Competition, il manuale non muore mai

Presentata al Salone di Pechino 2018, pensiona la M2 e s'ispira (anche nella tecnica) alle sorelle M3 ed M4. Alzando l'asticella delle prestazioni e tornando alle origini, con il cambio manuale di serie

19 aprile 2018 - 11:04

In barba alle nuove tecnologie e all’efficienza, questa è la dimostrazione che c’è (evviva!) ancora spazio per lui, il cambio manuale. Anche e soprattutto su un’auto come la BMW M2 Competition, che pensiona la M2 liscia e conquista un motore basato su quello delle sorelle M3 ed M4, forte di 40 cv in più. Tutti al posteriore, of course.


Dio salvi il manuale
Pedale della frizione e leva centrale con il leggendario simbolo M offrono infatti una scelta decisamente più romantica rispetto al doppia frizione M DCT 7 rapporti, comunque disponibile come optional. Anche perché significa perdere solo 2 decimi nel classico 0-100 km/h, che la BMW M2 Competition automatica “archivia” in 4,2 secondi. Ma non la funzione di doppietta in scalata con il manuale, almeno finché non si disattiva il DSC. La velocità massima è limitata a 250 km/h ma, scegliendo l’M Driver’s Package, si raggiungono i 280 km/h (10 in più rispetto alla M2).


Cuore generoso
Il merito è praticamente tutto nel 6 cilindri in linea dotato di due turbo monoscroll, Valvetronic e doppio Vanos: in totale fanno 410 cv (40 in più rispetto a prima) da 5.250 a 7.000 giri, conditi con 550 Nm disponibili da 2.350 a 5.200 giri. Che dovrebbero suonare magnificamente, grazie ai quattro scarichi con due valvole controllate elettronicamente. Non mancano accortezze quali sistema di raffreddamento più prestante ripreso dalla M4 Competition Package e paratie per evitare lo sbattimento dell’olio nelle forti accelerazioni longitudinali, con pompa e canalizzazioni che si occupano di lubrificare in ogni frangente tutte le parti del propulsore.


Una tipa divertente
Per quanto riguarda i collegamenti al suolo, la BMW M2 Competition si rifà alle sorellone M3 ed M4. Le sospensioni sono in alluminio, con ammortizzatori e molle e tarate su specifiche M mentre lo sterzo è stato rivisto per dare più “corpo” all’avantreno, irrigidito con una specifica barra in CFRP. Il controllo di stabilità DSC è stato completamente ricalibrato, mentre il differenziale a slittamento limitato multidisco a controllo elettronico può variare la percentuale di bloccaggio fra 0 e 100. I cerchi da 19″ possono nascondere pinze freno a 6 pistoncini davanti e 4 dietro, che mordono, rispettivamente, dischi da 400 e 380 mm. Per un impianto, dicono in BMW, capace di resistere sia al caldo sia alla fatica della guida in circuito.


Sguardo accigliato
Il viso della BMW M2 Competition guadagna prese d’aria più generose, nuova calandra in glossy-black, luci a LED e nuovi specchi. Dentro, regnano carbonio e toni scuri. Con lo scintillante rosso del bottone di avviamento e della linea di “fine dei giochi” del contagiri, a quota 7.500, a fare da contrasto. Per vedere la nuova M2 in concessionaria bisognerà attendere l’estate. Ad un prezzo che non è stato ancora comunicato.

 

 

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