Ford KA+ Active statica

Citycar addio? Chi le produce ci guadagna troppo poco. O nulla


Ford abbandona la Ka+. Ma anche i Gruppi PSA e Volkswagen meditano di non proseguire la vendita di auto di segmento A

26 luglio 2019 - 15:06

Business is business. Lo spazio per i sentimenti, quando c’è, è limitatissimo. Siccome le Case automobilistiche, in quanto aziende, devono generare profitto, è ovvio (e legittimo) che taglino laddove, di soldi, ne perdono. E’ successo così con le cabrio e con le coupé – molte Case le hanno eliminate del tutto o comunque limitate – ma anche con le monovolume e con le berline. Il prossimo, potrebbe essere il turno delle citycar, ovvero la base della gamma per molti brand. Per capirci, il segmento che in Italia è dominato dalla Fiat Panda.

Ford: addio Ka+

Secondo le indiscrezioni del magazine Automotive News, un modello già destinato all’estinzione è la Ka+. In origine, nel 1996, si chiamava Ka ed era un progetto al 100% di Ford Europa. Poi, nel 2008, arriva la seconda generazione, sviluppata sulla base della Panda e costruita negli stabilimenti polacchi di Fiat. Nel 2016, una scelta ancora più drastica nell’ottica del risparmio: la Ka diventa Ka+. In pratica, si tratta dell’auto sviluppata dalla divisione brasiliana del marchio americano e destinata ai mercati in via di sviluppo. Il quarto step, molto probabilmente, sarà quello più estremo: addio Ka+. E addio al segmento A, quello delle citycar. Ma Ford non è l’unica…

PSA e Volkswagen potrebbero fare lo stesso

Anche il futuro di Citroen C1 e Peugeot 108 (auto che hanno origine nel 2005, pur attraverso numerosi e importanti aggiornamenti) è tutto da vedere. Stesso discorso per Opel Adam e Karl, nate prima dell’acquisizione del marchio tedesco da parte di PSA stessa. E le 3 gemelle diverse del Gruppo Volkswagen, vale a dire Seat Mii, Skoda Citigo e VW up!? Anche per loro, non è detto che ci siano delle eredi. Già, ma perché questo “fuggi-fuggi” da una fascia di mercato storicamente importante nel Vecchio Continente?

Alti costi di realizzazione

I clienti, nel segmento A più che in altri, li conquisti soprattutto col prezzo. Il che, se le cifre in ballo sono già “compresse” (in zona 10.000 euro, ma anche al di sotto), significa avere margini di guadagno risicati. Se a tutto ciò si aggiungono normative anti inquinamento sempre più stringenti, che costringono all’adozione di costosi sistemi di abbattimento delle emissioni, ecco che i costi superano gli incassi. Si perdono soldi, per dirla in modo semplice.

Le prospettive future

Alla luce di quanto scritto, si potrebbe dunque ipotizzare un vantaggio competitivo per le aziende che decidano di restare: libere dalla pressione di una concorrenza serrata, potrebbero alzare i prezzi. In realtà, è probabile che il futuro delle auto da città sia solo elettrico. Basti pensare a smart, per esempio, che ha già annunciato il grande passo di una gamma solo elettrica a partire dal 2020. Oppure a Mini, che non è una citycar pura, ma rimane comunque ampiamente al di sotto dei 4 metri e la variante a batterie l’ha appena presentata. Anche attorno al gruppo Volkswagen ci sono indiscrezioni – che sono quasi certezza – sullo sviluppo di citycar elettriche. E Fiat? A Ginevra ha presentato la Centoventi, ovvero il concept di quella che è stata definita la “Panda elettrica”. Staremo a vedere.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Fiat Concept Centoventi, frontale, Salone di Ginevra 2019

Fiat Centoventi, 500 elettrica e le altre novità Fiat in arrivo

tutor ok

Tutor di nuovo attivo entro pochi giorni. La Cassazione dà ragione ad Autostrade

dodge_viper_rt_10 rossa

Youngtimer – Dodge Viper, storia della supercar che non c’è più. Purtroppo