Coronavirus, l’esempio Ferrari per tornare al lavoro: tamponi a tappeto (e non solo)

Ecco il programma per lo screening dei dipendenti e delle rispettive famiglie, studiato con virologi ed esperti

9 aprile 2020 - 8:17

La Ferrari si prepara al ritorno alle attività produttive dopo l’emergenza Coronavirus, nella massima sicurezza, con trasparenza e serietà. Il management della Casa del Cavallino Rampante ha messo a punto il programma – denominato Back on Track – per il riavvio delle attività nelle sedi di Maranello e Modena. Per farlo, si è avvalso della consulenza di una squadra di virologi ed esperti e del patrocinio della Regione Emilia Romagna.

Il progetto deve ancora essere avviato, potrà essere modificato per rispettare eventuali standard definiti dalle autorità nazionali, ma si può già dire che la sua impostazione – coinvolgimento di esperti e autorità locali, ma anche complessità delle misure adottate – rappresenta un esempio di come andrebbe affrontata la questione del ritorno al lavoro (detto che poche altre aziende dispongono delle risorse economiche della Ferrari, questo è ovvio). Ecco di seguito tutti i dettagli.

RIAPERTURA PER FASI

Innanzitutto, il programma prevede che la riapertura avvenga per fasi e nel rispetto, sempre e comunque, delle tempistiche e delle modalità definite dalle Autorità Nazionali. Anzi, Ferrari ha ulteriormente rafforzato e personalizzato i protocolli in virtù anche delle competenze specialistiche qualificate sugli ambienti di lavoro maturate negli anni. In Ferrari, infatti, da molti anni si cura il benessere psico-fisico dei dipendenti.

ESAMI PER TUTTI (SU BASE VOLONTARIA)

Dopo la prima fase di riapertura inizierà lo screening dei collaboratori, su base volontaria. Verranno dunque effettuati esami del sangue mirati a verificare lo stato di salute in relazione alla diffusione del virus. Attraverso queste analisi strumentali sarà possibile definire un primo quadro dello stato sanitario della popolazione aziendale analizzata. Successivamente, si allargherà tale servizio di screening alla “Comunità Ferrari”, ovvero ai familiari conviventi dei collaboratori, qualora interessati, e al personale dei fornitori presente in azienda.

MONITORAGGIO TRAMITE APP

La terza e ultima fase prevede l’opportunità, per ogni collaboratore, di servirsi di un’app: nulla, dunque, viene imposto dall’alto. Questa app servirà a fornire un supporto medico sanitario nel monitoraggio della sintomatologia del virus. In altre parole, avverrà un tracciamento dei contatti delle singole utenze, nel rispetto della privacy individuale grazie a una sua gestione esterna ed estranea a Ferrari. Pertanto, in caso di positività al Covid-19 di un utente, i suoi contatti potranno essere ricostruiti dall’app stessa.

ASSISTENZA DOMICILIARE

Ultimo ma non meno importante, Ferrari offrirà assistenza sanitaria e psicologica, telefonica e domiciliare, alle persone della cosiddetta “Comunità Ferrari”. Un esempio? In caso di positività al Coronavirus, verrà messa a disposizione una copertura assicurativa specifica oltre a un alloggio adatto all’autoisolamento, con assistenza medica e infermieristica a domicilio e supporto di materiale sanitario (quali medicinali, ossimetro e, nel caso di emergenze, ossigeno).

CONDIVISIONE DEI RISULTATI CON LA REGIONE

Molto importante, ai fini del ritorno alla vita produttiva della Regione (e dell’Italia intera) è la condivisione degli esiti del progetto “Back on Track” con la Regione Emilia Romagna. Per i temi scientifici la Società è in stretto contatto e collabora con la A.USL di Modena e si è avvalsa della consulenza, fra gli altri esperti, del Dott. Nicola Bedin, Presidente di Lifenet Healthcare, del Prof. Roberto Burioni dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e del pool sanitario di Medici Competenti di Ferrari coordinati dal Dott. Maurilio Missere.

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