Porsche intervista coronavirus

Coronavirus: “Porsche continuerà a investire in Italia”

Lo afferma Detlev von Platen, uno dei top manager del marchio tedesco

20 marzo 2020 - 14:04

Fra i tanti viaggi di lavoro annullati causa Coronavirus in questo periodo c’è anche quello che avremmo dovuto fare a Stoccarda, casa Porsche, per la conferenza annuale di bilancio. Un incontro che si è tenuto comunque, anche se virtualmente, e a seguito del quale abbiamo avuto l’occasione di fare qualche domanda – rigorosamente via Skype – al Detlev von Platen, membro del Consiglio d’Amministrazione di Porsche, settore vendite e marketing.

Prima di cominciare la sessione di domande e risposte, Detlev von Platen ha voluto esprimere i migliori auguri all’Italia, da parte sua e da parte di Porsche, sottolineando: “Noi crediamo nell’Italia e lo dimostra il fatto che abbiamo investito parecchie risorse nel Porsche Experience Center Franciacorta (senza contare il centro di sviluppo di Nardò). Il vostro Paese è importantissimo per noi, è il terzo mercato in Europa. Abbiamo diversi progetti in corso, fra cui uno a Milano City Life, per esempio. E poi è un mercato molto dinamico. Insomma, continueremo a credere e a investire sull’Italia”.

D: Porsche ha una strategia molto precisa per lo sviluppo della mobilità elettrica. Pensa che la diffusione del Coronavirus possa rallentare questo piano? E, più in generale, quello delle altre aziende impegnate nella stessa direzione?
vP: “Nel lungo periodo no. La domanda di mobilità elettrica e, più in generale, quella di sostenibilità, è in crescita su tutti i nostri mercati. Questo mi fa dire che se si guarda oltre i prossimi mesi non ci saranno cambiamenti strategici. Certamente, però, nel breve periodo delle ripercussioni ci saranno, anche sull’elettrico”.

D: Qual è lo scenario dei prossimi mesi, secondo Porsche?
vP: “La situazione è molto particolare. Questa crisi colpisce a tutti i livelli, non solo l’automotive, e al momento nessuno sa dire fino a che punto e per quanto tempo. Rimanendo nel nostro settore, quasi tutte le aziende hanno chiuso uffici e stabilimenti. Insomma, ci saranno conseguenze, inutile negarlo”.

D: Un segnale di ottimismo lo possiamo dare?
vP: “Certo. Se guardiamo alla Cina non possiamo non notare come la situazione stia migliorando. Abbiamo parlato con i colleghi cinesi, stiamo monitorando molto attentamente la situazione. Bene, nello Hubei la gran parte delle aziende automotive (quella regione, per chi non lo sapesse, è uno dei distretti dell’automotive cinese) sta riaprendo. Solo un mese fa era tutto chiuso”.

D: Negli anni scorsi, Porsche ha sempre elargito premi molto generosi ai propri dipendenti. Succederà lo stesso quest’anno, alla luce degli ottimi risultati?
vP: “Nella scala delle nostre priorità, al momento, c’è la sicurezza di tutti i nostri dipendenti. Al secondo posto viene la continuità aziendale. Blocchi di questo genere causano grosse sofferenze di liquidità nelle aziende. Per venire alla domanda: decideremo”.

D: Porsche e Lamborghini: cooperazione tecnica, joint venture, quali sono i possibili sviluppi futuri?
L’obiettivo primario è l’ottimizzazione delle risorse. Nel Gruppo, dal 2016 Porsche fa parte del polo del lusso, insieme a Bentley e Bugatti. Detto questo, sia chiaro, ogni azienda rimane indipendente. Quanto a Lamborghini, il caso è diverso: la Casa di Sant’Agata Bolognese è di proprietà Audi, abbiamo già in essere una collaborazione tecnica importante a livello di piattaforme (Urus), ma non ci sono piani per la creazione di una joint-venture.

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