Dacia Sandero Streetway: la low cost gioca al raddoppio

La Sandero “normale” diventa Streetway ed è proposta in due allestimenti, con il più completo sotto i 10.000 euro. Ma anche la crossover Stepway è ora declinata in tre livelli

28 settembre 2018 - 16:09

Dacia rimodula la gamma Sandero suddividendola in due famiglie distinte, la Streetway e Stepway. La denominazione Streetway – che è inedita – contraddistingue sostanzialmente quella che già conoscevamo come versione standard o, se preferite, “stradale” della Dacia Sandero, quindi priva delle protezioni in stile fuoristradistico, delle barre sul tetto e dell’assetto rialzato della Stepway.

Compatta su due livelli

La Dacia Sandero Streetway viene proposta con due allestimenti, Access e Comfort, e costituisce il livello d’ingresso alla gamma. È una vettura pensata per la clientela più attenta alla caratteristica che maggiormente ha determinato il successo delle Dacia, vale a dire un rapporto prezzo/contenuti difficile da battere: secondo la casa, la Comfort della gamma attuale permette – a parità di equipaggiamento – un risparmio di 500 euro rispetto alla precedente.

Per il resto, l’impostazione della compatta a cinque porte del marchio romeno (che fa capo al Gruppo Renault) non cambia, e in tema di estetica l’elemento che più salta all’occhio è la scritta identificativa alla base dei finestrini anteriori. Di conseguenza anche le caratteristiche di funzionalità sono quelle già note, a cominciare dal notevole spazio disponibile a bordo: anche se è lunga solo 402 cm – una “taglia” perfettamente in linea con le altre utilitarie del segmento B – la Sandero offre cinque posti “veri” e un bagagliaio di 320 litri, espandibile a 1200 litri reclinando lo schienale del divano (suddiviso in due sezioni asimmetriche). Cinque i colori disponibili per la carrozzeria: Blu Cosmo, Blue Navy, Bianco Ghiaccio, Brun Vison, Grigio Cometa e Nero Nacré.

Effetto Streetway anche su Stepway

Per chi – pur orientandosi su una vettura “low cost” – desidera qualcosa di più personale ed esteticamente gratificante c’è sempre la Stepway, ossia la crossover. In questo caso i livelli di equipaggiamento sono tre: all’Access e al Comfort si aggiunge la più “ricca” serie speciale SS WOW. Dunque anche il nome Stepway ora identifica a tutti gli effetti una versione, e non più l’allestimento più ricco e grintoso come accadeva in passato.

Secondo le previsioni della Dacia, la Stepway continuerà a fare la parte del leone nelle vendite e sarà scelta da tre clienti Sandero su quattro, mentre la nuova Streetway avrà il compito di attrarre nuovi acquirenti fra coloro che sono interessati a una vettura di “primo prezzo” benché ricca di contenuti. La commercializzazione delle nuove Dacia Sandero Streetway e Stepway inizia a ottobre, con presentazione nelle concessionarie durante gli eventi “porte aperte” in calendario nei weekend del 21-21 e 27-28.

Vendite in crescita

Alla presentazione stampa della Dacia Sandero Streetway, tenutasi a Roma lo scorso 26 settembre, ha preso parte anche il nuovo direttore generale di Renault Italia Xavier Martinet, che ha posto l’accento sul crescente successo europeo di Dacia, brand che lo scorso anno ha raggiunto una quota di mercato del 2,6% e a fine 2018 punta a sfiorare il 3%. Parlando più specificamente di Sandero, i dati di vendita aggiornati allo scorso luglio la vedevano al primo posto fra le vetture vendute ai privati (con Dacia nella rosa dei cinque marchi più diffusi, sempre tenendo a riferimento i clienti privati e, dunque, non anche le flotte). Quote in crescita pure in Italia, con un +5% rispetto al 2017 e un obiettivo di chiusura anno sopra il 3%, con la Sandero al quinto posto nella classifica delle vetture più vendute – anche in questo caso a clienti privati – nel suo segmento.

Si parte da 7.250 euro

La Dacia Sandero Streetway nasce dall’analisi dell’evoluzione della domanda del modello (sulla breccia dal 2013), specialmente per quanto riguarda la disponibilità di accessori in passato poco richiesti in una vettura low cost e oggi, invece, divenuti irrinunciabili: per esempio i sensori di distanza posteriori, che nella Comfort sono di serie assieme al climatizzatore manuale e alla radio Dacia Plug&Play con Aux/Usb/Bluetooth e comandi al volante; a pagamento, inoltre, si possono aggiungere il navigatore con touch screen (300 euro) e la retrocamera (250 euro).

Il listino parte dai 7.450 euro richiesti per l’allestimento Access, abbinabile unicamente alla motorizzazione “base” a benzina, la 1.0 SCe da 75 CV; la Comfort, invece, oltre che con il 1.0 (9.200 euro), si può avere con il diesel 1.5 Blue dCi da 75 CV (11.050 euro) e con il più brillante turbo 0.9 TCe da 90 CV unicamente nella variante bifuel benzina/Gpl (10.800 euro): scelta non casuale, quest’ultima, dato che come ha specificato il Direttore Comunicazione di Renault Italia, Francesco Fontana Giusti, la versione “a gas” vale oltre un terzo delle vendite.

Ancora a proposito di listini, la Dacia conferma la politica dei prezzi “trasparenti”, che significa non soggetti a sconti nemmeno su iniziativa delle concessionarie: strategia controcorrente rispetto alle tendenze del mercato, ma che sembra dare i suoi frutti.

Più abbordabile anche la Stepway

Come abbiamo anticipato, a seguito dello sdoppiamento della gamma l’allestimento Access è stato reso disponibile anche per la Sandero Stepway, che così può vantare un prezzo d’attacco di 9.750 euro con il 1.0 da 75 CV; l’esborso sale a 11.350 euro optando per lo 0.9 TCe a Gpl (90 CV) e a 11.100 euro per il 1.5 Blue dCi, qui declinato nella versione più briosa, con 95 CV. La Stepway Comfort costa, invece, 12.200 euro con lo 0.9 TCe a benzina e 12.700 con quello a Gpl, mentre il prezzo della 1.5 a gasolio è di 13.450 euro; stessi motori per la SS WOW, venduta a 150 euro in più.

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