Dodge Challenger SRT Demon: io impenno

19 aprile 2017 - 15:04

Non esiste nessuna come lei. È unica. Ragionevole quanto un valzer sulle braci ardenti, morigerata come Miley Cyrus nel video di Wrecking Ball, discreta come un urlo a squarciagola nella sala di lettura di una biblioteca quacchera, la nuova Dodge Challenger SRT Demon è la muscle car più estrema mai realizzata in serie. Il sogno proibito di tutti quegli Americani che, nell’andare da casa al fast food, vogliono sbriciolare l’asfalto al volante di un dragster omologato per l’utilizzo stradale.


Da 0 a 96 km/h in 2,3 secondi
La base tecnica della Dodge Challenger SRT Demon è la versione Hellcat, in italiano “arpia”. Cuore della vettura è pertanto il noto V8 6.2 Supercharged (serie LT4) a fasatura variabile e iniezione diretta della benzina di derivazione Chevrolet Corvette Z06. Un’unità caratterizzata dalla lubrificazione a carter secco, dagli alberi a camme forgiati e dalla sovralimentazione mediante compressore volumetrico, per l’occasione portata dagli originari 640 cv a ben 840 cv e 1.044 Nm di coppia. V8 6.2 SC che, così “dopato”, consente alla muscle car Dodge di bruciare i 400 metri da fermo in 9,65 secondi toccando i 96 km/h in 2,3 secondi. Tempi degni di una hypercar, cui si accompagna un comportamento più unico che raro: in fase di scatto, complice l’accelerazione longitudinale di 1,8 g, l’auto “impenna”. Ovvero solleva le ruote anteriori a causa dell’incredibile cavalleria scaricata a terra al retrotreno.


Raffreddamento di derivazione racing
Per raggiungere gli 840 cv di potenza massima, il compressore Eaton passa da 1,7 a 2,7 litri di portata, pur continuando a lavorare a un regime particolarmente elevato. La pressione di sovralimentazione, al contempo, cresce da 11,6 a 14,5 psi, mentre il limitatore interviene a 6.500 anziché 6.200 giri/min. Grazie a un apposito pulsante in abitacolo è possibile utilizzare la benzina a 100 ottani, adattandovi la mappatura del propulsore, mentre l’intercooler può essere raffreddato reindirizzando il sistema di climatizzazione ed è prevista una specifica funzione di cool down dopo le brucianti accelerazioni. Il sistema d’aspirazione, le bielle e i pistoni sono specifici e rinforzati al punto da essere coperti da una garanzia di cinque anni od 80mila km. Quanto alla trasmissione automatica, la tecnologia TransBrake permette di aumentare i giri motore in partenza senza danneggiare il cambio.


Pneumatici posteriori 315/40 R18 da drag racing
Non è un’auto comune. Nasce, infatti, con l’unico obiettivo di sbriciolare gli pneumatici in accelerazione. Non a caso sono previste le funzioni Torque Reserve, per portare al massimo la pressione di sovralimentazione prima del semaforo verde, launch control e drag mode, così da attivare un setting specifico delle sospensioni per favorire il grip nello scatto da fermo. La vettura, caratterizzata dai passaruota posteriori ampliati rispetto allo standard, adotta gli pneumatici Nitto da drag racing nella misura 315/40 R18 e può essere corredata di ruote anteriori particolarmente strette, così da ridurre il peso all’avantreno. Il sedile del passeggero anteriore e il divanetto sono optional a una cifra simbolica: un dollaro.

Infotainment dedicato e 3.300 esemplari
La personalizzazione della Challenger SRT Demon raggiunge l’apice qualora si analizzi l’infotainment di bordo. Il sistema UConnect con display da 8,4 pollici – di chiara derivazione FCA – prevede schermate specifiche che riportano informazioni sulle pressioni e temperature delle componenti meccaniche o che agevolano il guidatore nel programmare il perfetto setup in configurazione dragster. Alla consegna della Demon, il fortunato proprietario di uno dei 3.300 esemplari previsti verrà omaggiato di un kit, denominato Demon Crate, composto da una centralina specifica per la benzina a 100 ottani, un filtro dell’aria conico, le ruote anteriori strette e il manometro per gli pneumatici. Così da essere pronto in ogni istante per sparare i tombini nella stratosfera.


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