Gran Premio di Monza 2020, la Ferrari in crisi e i colpi di genio del passato

Solo un miracolo potrebbe risollevare le sorti della Rossa. Qualcosa che in passato si è visto varie volte…

Brabham BT46B

Se c’è qualcosa che più di tutto ha occupato le risorse degli ingegneri della Formula 1, beh questo è senza dubbio il carico aerodinamico che arriva dal basso, dal “risucchio” dell’auto verso l’asfalto. Perché? Semplice: offre tanto grip senza opporre resistenza all’avanzamento.Fra le soluzioni più estreme – ed eclatanti – mai viste nella storia della massima formula c’è senza dubbio la mega ventola adottata sulla Brabham BT46B del 1978. Posizionata sul retrotreno, accelera il flusso dell’aria che passa sotto alla vettura, generando appunto effetto suolo. Qualcosa di simile si era già visto prima del 1978, ma non fu possibile portarlo in gara perché contrario alle regole, in quanto mosso da un motore ausiliario.Gordon Murray studiò dunque un modo per aggirare la regola e lo trovò nell’applicazione di un prolungamento dell’albero del cambio. Questo asse muoveva appunto la ventola, che ufficialmente aveva lo scopo di raffreddare il radiatore (posizionato sopra al motore V12 di 180°).La prima gara della stagione 1978 vede la Brabham BT46B al secondo e terzo posto in griglia (ma solo perché effettua le qualifiche col pieno di benzina, per sviare gli avversari) e Niki Lauda che vince la gara con 34” di vantaggio sul secondo classificato, Riccardo Patrese con la Arrows Ford. Quanto basta per scatenare le proteste di tutti gli altri team, che portano infatti all’esclusione della BT46B dal mondiale, con effetto immediato. Così, questa monoposto viene ritirata dalle gare con un bottino eccezionale: il 100% delle vittorie rispetto alle gare disputate.Brawn GP 001Williams FW14BBrabham BT46B