Jaguar XF Sportbrake: basta un gesto

14 giugno 2017 - 12:06

Debutta la seconda generazione della Jaguar XF Sportbrake, versione wagon della nota berlina XF. Una vettura che mira a fondere sportività e lusso, comfort e prestazioni. Un mix apparentemente eterogeneo, confermato da un lato dal marcato ricorso all’alluminio, così da alleggerire la scocca dell’auto, dall’altro dalla capienza del bagagliaio di 1.700 litri a pieno carico.


Interasse maggiorato di 51 mm
Due anime, un unico corpo vettura. Ecco, in sintesi, la natura della nuova XF Sportbrake. Una wagon che a un Cx (coefficiente di resistenza aerodinamica) di 0,29, degno di vetture dall’indole ben più sportiva, abbina un’abitabilità posteriore da riferimento. Rispetto alla prima generazione, infatti, l’interasse cresce di 51 mm, mentre la capacità di carico con cinque persone a bordo raggiunge i 565 litri. Un valore in linea con la nuova BMW Serie 5 Touring, forte di 570 litri, ma distante dalla primatista della categoria, vale a dire la Mercedes-Benz Classe E SW, accreditata di 670 litri. A parziale riscatto, la wagon inglese può contare su alcune soluzioni hi-tech che ne rafforzano la praticità, ad esempio i comandi gestuali per l’apertura del tettuccio e del portellone oppure l’Activity Key. Quest’ultima portata al debutto dalla Land Rover Discovery e costituita da un bracciale impermeabile che, accostato all’auto, blocca il veicolo e disabilita il normale telecomando, così da poterlo lasciare all’interno dell’auto. Diviene possibile correre, nuotare o praticare qualsiasi attività all’aria aperta senza preoccuparsi di perdere le chiavi.


Sospensioni pneumatiche
Tra le dotazioni tecniche degne di nota della XF Sportbrake spiccano le sospensioni pneumatiche, autolivellanti al retrotreno, mentre la gamma motori ricalca quanto riservato alla berlina. Protagonisti principali sono i quattro cilindri della famiglia Ingenium, vale a dire il 2.0 turbo a iniezione diretta della benzina già appannaggio della “sorella minore” XE, proposto negli step da 200 e 250 cv, e il 2.0 turbodiesel da 163, 180 o 240 cv (biturbo), cui si affiancano due V6: il Diesel turbocompresso da 300 cv e il benzina sovralimentato mediante compressore volumetrico da 340 o 380 cv. Trasmissioni manuale a 6 rapporti, per il solo 2.0 td entry level da 163 cv, oppure automatica a 8 rapporti del tipo mediante convertitore di coppia. Trazione posteriore oppure integrale. Quest’ultima ulteriormente evoluta così da comportare un aggravio di peso contenuto in 20,5 kg.

Strumentazione digitale
La ricerca della leggerezza è, da sempre, uno degli obiettivi Jaguar. L’ampio ricorso all’alluminio (la scocca è al 75% in lega leggera) consente di contenere le masse in 1.660 kg per alcuni allestimenti, mentre la sportività della vettura è rafforzata dalla presenza del sistema Configurable Dynamic System per la selezione di diversi programmi di guida che influiscono, oltre che sull’erogazione del motore, sulla logica di gestione della trasmissione automatica, sulla taratura dello sterzo e, nel caso delle sospensioni Adaptive Dynamics, sul setup di molle e ammortizzatori. Massima cura per l’infotainment, dato che la XF Sportbrake può essere equipaggiata con il sistema multimediale InControl Touch Pro corredato di display da 10,2 pollici e schermo Dual View che permette a guidatore e passeggero anteriore di visualizzare informazioni differenti. Interamente digitale la strumentazione, mentre la navigazione satellitare conferma le funzioni evolute della berlina, tra le quali l’opzione ECO Route che ottimizza il tragitto per ridurre al minimo il consumo di carburante.


Dotazione di sicurezza al top
I sedili Luxury sono pluriregolabili elettricamente, il climatizzatore quadrizona può integrare uno ionizzatore e l’assistenza alla guida beneficia di nuove funzioni. Alla frenata automatica d’emergenza, all’avviso di superamento involontario della linea di corsia con reazioni attive allo sterzo, alla segnalazione d’ostacolo nell’angolo di visuale cieco e al monitoraggio del traffico alle spalle del veicolo in manovra sia affiancano il parcheggio autonomo, il riconoscimento della segnaletica stradale e, soprattutto, il cruise control adattivo in grado di seguire la vettura che precede. Il blasone, anche quello, è di serie. Da tradizione.


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