Le 10 auto più famose del cinema

Protagoniste di film e serie tv, hanno caratterizzato personaggi indimenticabili diventando esse stesse immortali. Ecco le vetture più famose della storia del cinema.

8 luglio 2015 - 9:07

Protagoniste, spalle o semplici comparse, grazie al cinema sono diventate famose. Le auto sono da sempre un ingrediente fondamentale delle pellicole tanto hollywoodiane quanto di casa nostra. Grazie alla forte personalità e a peculiarità uniche sono spesso riuscite a caratterizzare un personaggio, rendendolo più “vero” e tipico. Un esempio? James Bond non sarebbe stato altrettanto carismatico senza la fidata Aston Martin DB5. Una vettura unica, elegante, raffinata e inavvicinabile dai comuni mortali. Esattamente come l’agente 007. E ancora, Fantozzi non sarebbe apparso tanto tragicomico senza le linee da cartone animato della piccola Autobianchi Bianchina Berlina 4 posti.

Il cinema ha beneficiato delle vetture, ma in alcuni casi sono state le auto a trarre vantaggio dall’essere apparse in pellicole diventate oggetto di culto. L’Alfa Romeo Spider (Duetto), ad esempio, non avrebbe brillato nelle vendite negli States se non fosse stata utilizzata dall’attore Dustin Hoffman nel film “Il Laureato” del 1967. Dare e avere: ecco il rapporto, inscindibile, tra il mondo dell’auto e quello dei film o delle serie tv. Un rapporto che si rinnova di giorno in giorno e che nel tempo ha potuto poggiare su alcune vicende emblematiche. Ecco le 10 auto che hanno segnato in modo indelebile la storia del cinema.

Alfa Romeo Giulia – Polizieschi all’italiana

Una delle auto più performanti e prestigiose del Biscione. Prodotta dal 1962 al 1977, sotto il cofano poteva contare… sull’eccellenza. Il motore era un 4 cilindri di 1.570 cc con distribuzione a doppio albero a camme in testa, valvole di scarico raffreddate al sodio e alimentazione mediante carburatore a doppio corpo. Erogava 92 cv, cui conseguivano una velocità massima di 177 km/h e uno 0-100 km/h in 13,7 secondi. Stabile, veloce e precisa, venne inizialmente realizzata in versione TI (Turismo Internazionale), presto affiancata dalla TI Super, destinata alle competizioni. Seguirono allestimenti più curati negli interni (Super), la 1600 S da 95 cv, il restyling del 1971 e la Nuova Super del 1974. Fu scelta dalle Forze dell’Ordine per i servizi di pronto intervento. Venne immortalata in numerosi film dell’epoca, ad esempio “Milano Calibro 9”, “Milano trema, la Polizia vuole giustizia”, “Roma a mano armata”, “Napoli spara!” o “La Polizia incrimina, la legge assolve”.

Alfa Romeo Spider (Duetto) – “Il laureato”

Prodotta dal 1966, l’Alfa Romeo Spider deve la denominazione “Duetto” a un concorso promozionale. Un nome che la Casa di Arese fu costretta ad abbandonare – almeno in via ufficiale – in quanto esclusiva di un’azienda produttrice di merendine, ma che si affermò nell’uso comune. Disegnata da Pininfarina e ispirata alla forma di un osso di seppia, spiccava per la linea bassa e la coda di tipo boat tail, vale a dire con un design che evocava la poppa delle imbarcazioni. Il 4 cilindri in linea da 1,6 litri e 109 cv venne affiancato nel 1968 da un 1.8 da 114 cv e da un 1.3 da 89 cv riservato all’entry level Spider 1300 Junior. Duetto 1.6, complici la trasmissione manuale a 5 rapporti, la trazione posteriore e il peso contenuto in 996 kg, scattava da 0 a 100 km/h in 11,5 secondi e toccava i 185 km/h. In produzione per quasi trent’anni, ha riscosso grande successo negli Stati Uniti, specie dopo essere stata utilizzata dall’attore Dustin Hoffman nel film “Il Laureato” del 1967.

Aston Martin DB5 – James Bond 007

È divenuta immortale in quanto auto per eccellenza, a partire dal film Goldfinger del 1964, del personaggio cinematografico James Bond. Evoluzione dell’ammirata DB4, condivideva con l’antenata la carrozzeria “superleggera” – in grado d’abbinare una grande rigidità strutturale a un sensibile contenimento delle masse grazie alla scocca in sottili tubi d’acciaio e ai lamierati in alluminio – dell’italiana Carrozzeria Touring. Le differenze rispetto al precedente modello erano legate alla crescita della cilindrata – da 3,7 a 4,0 litri – del 6 cilindri in linea, all’adozione di una moderna trasmissione manuale ZF a 5 rapporti – piuttosto che la più comune soluzione a 4 marce, di serie per i primi esemplari – e all’alimentazione mediante 3 carburatori SU anziché due. Poteva contare su 286 cv e, soprattutto, su di un abitacolo raffinato, rifinito attingendo ai materiali più ricercati dell’epoca. Costruita in 1.023 esemplari, è una delle vetture più eleganti mai realizzate.

Autobianchi Bianchina – “Fantozzi”

Prodotta dal 1957 al 1969, la Bianchina era stata concepita come la versione “lussuosa” della 500. In configurazione Berlina 4 posti divenne la celebre auto del Ragionier Ugo Fantozzi e venne soprannominata “il televisore” a causa del lunotto pressoché verticale. Era mossa da un bicilindrico a collocazione posteriore di 479 cc – successivamente 499,5 cc – raffreddato ad aria e forte di 21 cv. Alle sospensioni a ruote indipendenti sia all’avantreno sia al retrotreno si accompagnavano un peso piuma di 530 kg e una velocità massima di circa 105 km/h. La trazione era posteriore e il cambio manuale a 4 rapporti. La costante presenza nella saga di Fantozzi non ha giovato all’immagine della Bianchina, nata quale vettura sfiziosa e ricordata invece come auto tragicomica.

DeLorean DMC-12 – “Ritorno al futuro”

È l’unico modello realizzato dall’americana DeLorean Motor dal 1981 al 1983. Era fortemente caratterizzata dalle portiere ad ali di gabbiano e dalla carrozzeria in acciaio inossidabile non verniciato. Prodotta in 9.200 esemplari, è divenuta celebre in tutto il mondo per l’apparizione nella trilogia cinematografica “Ritorno al futuro” di Robert Zemeckis, nella quale veniva usata dal Dr. Emmett “Doc” Brown come base per la macchina del tempo da lui ideata. Disegnata da Giorgetto Giugiaro, era mossa da un V6 di 2,85 litri da 130 cv e 208 Nm di coppia che lavorava in abbinamento a una trasmissione manuale a 5 rapporti o automatica a 3 marce. Gran parte della struttura derivava dalla Lotus Esprit; le sospensioni anteriori erano a quadrilatero, le posteriori di tipo multilink. Scattava da 0 a 100 km/h in 8,8 secondi.

Dodge Charger R/T – “Hazzard”

È diventata un mito grazie alle evoluzioni dei cugini Duke nelle puntate del telefilm Hazzard. La Dodge Charger R/T del 1969 verniciata in arancione con la bandiera confederata sul tetto risponde a un unico nome: Generale Lee. Si differenziava dalle normali Charger R/T per il numero 01 lungo le fiancate, i cerchi in lega American Racing Vector da 15 pollici, le portiere saldate, l’assenza dei finestrini, il roll-bar e il clacson che emetteva le prime note dell’inno degli Stati Confederati d’America. Sotto il cofano pulsava un 8 cilindri Hemi 7.0 benzina della serie 426, forte di 425 cv e alimentato mediante carburatori. Dato che le puntate del telefilm erano ricche di acrobazie e passaggi spettacolari, nei 7 anni di “girato” vennero utilizzate ben 321 vetture (!). Delle quali 304 furono sbriciolate senza pietà, mentre 17 sopravvissero. Miracolosamente.

Dodge Monaco – “Blues Brothers”

La Bluesmobile è l’automobile utilizzata da Elwood Blues e suo fratello Jake nel film del 1980 “The Blues Brothers”. Si tratta di una Dodge Monaco del 1974, modello in dotazione ai dipartimenti di polizia americani negli Anni ‘70. Equipaggiata con il Police Package Magnum 440 Squad Car, era mossa da un V8 Chrysler di 7.209 cc in grado di erogare 375 cv e poteva contare su sospensioni irrigidite, carrozzeria rinforzata e paraurti tipo bull bar. Nata quale modello di lusso in configurazione coupé, venne declinata anche nelle varianti Convertible (cabriolet) e station wagon. Nel film vennero utilizzate 13 auto per rappresentare la Bluesmobile, alcune delle quali preparate per eseguire salti o manovre spettacolari.

Ford Gran Torino – Starsky & Hutch

La serie televisiva degli Anni ‘70 Starsky & Hutch, ambientata a Los Angeles, aveva quale vettura ufficiale della celebre coppia di poliziotti una Ford Gran Torino rossa con una striscia bianca che andava da un lato all’altro dell’auto passando per il tetto. I cerchi in lega da 15 pollici appartenevano alla serie speciale Western Dish, mentre la carrozzeria rispettava la configurazione coupé a due porte: un must per l’epoca. Variante sportiva della Torino, in produzione dal 1968 al 1976, era disponibile con un V8 5.8 e tra gli optional spiccavano il differenziale autobloccante e il cofano motore corredato di presa d’aria supplementare. Realizzata in solo 1.000 esemplari, ha ispirato l’omonimo film del 2008 diretto e interpretato da Clint Eastwood.

Isotta Fraschini Tipo 8A – “Il viale del tramonto”

Diversamente dalle rivali d’oltreoceano, votate a motori dall’architettura a V, la Isotta Fraschini Tipo 8A era dotata di un 8 cilindri in linea dalla cubatura monstre: 7,4 litri. Un’unità più unica che rara per l’epoca, caratterizzata da pistoni in alluminio e dalla moderna distribuzione a singolo albero a camme in testa – anziché laterale – e 2 valvole per cilindro, così da erogare 135 cv. Potenza che portava in dote una velocità massima di 145 km/h. La generosa cilindrata consentiva, in III marcia, sia di raggiungere tale picco sia di avanzare a passo d’uomo, a un’andatura di 6 km/h. La berlina italiana era commercializzata non in forma completa, bensì semplicemente come telaio e motore, lasciando ai carrozzieri l’onere – e l’onore – di delinearne le linee. In primis l’italiana Castagna, alla quale è riconducibile la limousine protagonista nel film del 1950 “Il viale del tramonto”, più volte citata quale esempio di stile e raffinatezza.

VW Maggiolino – “Un maggiolino tutto matto”

Il film Walt Disney, prodotto nel 1968, ha consegnato alla storia le gesta del Maggiolino più famoso del mondo: Herbie. Primo modello Volkswagen, è stata l’auto più longeva al mondo; in produzione per ben 65 anni (1938 – 2003). Voluta dal Adolf Hitler quale auto del popolo che motorizzasse la Germania nazista, venne progettata da Ferdinand Porsche. Era caratterizzata dal motore posteriore a sbalzo e dalla trazione al retrotreno. Propulsore che, originariamente, era un 4 cilindri boxer – vale a dire a cilindri contrapposti – di 1.192 cc raffreddato ad aria con distribuzione ad aste e bilancieri nonché 2 valvole (in testa) per cilindro. Erogava circa 34 cv complice l’alimentazione mediante singolo carburatore Solex. Era l’unica auto di serie al mondo in grado di galleggiare in acqua, seppure per breve tempo, grazie al pianale piatto e al peso contenuto in 845 kg.

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