Le auto più veloci al mondo

28 novembre 2017 - 12:11

La febbre della velocità
Nel 2010, l’antenata della Bugatti Chiron, vale a dire la Veyron Super Sport, toccò i 431 km/h. Una prestazione sino ad allora ritenuta impensabile per un modello di serie. Quattro anni più tardi, la Hennessey Venom GT, supercar d’origine statunitense, inchiodò il tachimetro a 435 km/h. Un record, a dire il vero, mai convalidato, ma che riaccese la “febbre della velocità”.

Una rincorsa al primato che i costruttori, specie di primo piano, avevano quasi accantonato, privilegiando altri aspetti quali l’accelerazione, la tenuta di strada e la guidabilità delle proprie supercar. Ora, però, c’è un nuovo sceriffo in città. La Koenigsegg Agera RS che, con 447,2 km/h, è la nuova vettura di serie più veloce al mondo. Una prestazione che promette di dare nuovamente fuoco alle polveri. All’orizzonte, non a caso, si profila un’inedita hypercar del tuner americano Hennessey. E, sulla carta, dovrebbe infrangere i 480 km/h…

Koenigsegg Agera RS Gryphon – 447 km/h

L’hypercar svedese è la vettura di serie più veloce al mondo. Un primato ottenuto grazie alla raffinata aerodinamica e alla strabordante potenza (1.360 cv) appannaggio della versione RS Gryphon, mossa da un V8 5.0 biturbo Ford – il medesimo propulsore della Koenigsegg One:1 – abbinato a una trasmissione sequenziale a 7 rapporti.

La dotazione tecnica della sportiva nordica include gli ammortizzatori a gas Öhlins tipo push-rod, regolabili elettronicamente dall’abitacolo, il controllo della trazione con cinque diversi setting, l’impianto frenante carboceramico e la struttura semi-monoscocca in carbonio con rinforzi in Kevlar e alluminio alveolare abbinata alla carrozzeria in fibre composite. Pesa 1.395 kg, può contare su 980 Nm di coppia e detiene anche il record sullo 0-400-0 km/h. Prezzo stimato superiore a 2 milioni di euro.


Hennessey Venom GT – 435 km/h

Il suo record, a dire il vero, non è mai stato omologato. La supercar opera del tuner statunitense ha infatti ottenuto il primato al Kennedy Space Centre di Cape Canaveral (Florida), dove la Nasa non ha consentito di percorrere il rettilineo in entrambe le direzioni; una condizione imprescindibile per calcolare la velocità media e ottenere la validazione dei risultati.

La supercar americana adotta una semplice monoscocca in alluminio di derivazione Lotus Exige. Nulla di più. La perla dentro la conchiglia, infatti, è il V8 biturbo di 7,0 litri di derivazione Corvette, portato a 1.451 cv a fronte di un peso da “libellula”, contenuto in 1.250 kg. Alimentata a bioetanolo E85 (85% di etanolo e 15% di benzina), si avvale di un tradizionale cambio manuale a 6 rapporti. La Venom GT costa “solo” 1,2 milioni di dollari (poco più di un milione di euro).


Bugatti Veyron 16.4 Super Sport – 431 km/h

Fortemente voluta da Ferdinand Piech, gran capo del Gruppo Volkswagen – cui appartiene il brand Bugatti – ha anticipato la Chiron ed è stata la prima vettura di serie a superare i 1.000 cv di potenza. Il motore 16 cilindri a doppia W di 8,0 litri sovralimentato mediante 4 turbocompressori eroga 1.217 cv e 1.500 Nm di coppia. Il cambio è a 7 rapporti a doppia frizione DSG e assicura passaggi di marcia in 150 ms, mentre la trazione integrale permanente si affida alla frizione centrale Haldex a controllo elettronico che ripartisce la coppia tra gli assali e al differenziale autobloccante posteriore.

Nonostante l’adozione della carrozzeria e di un telaio monoscocca in carbonio, il peso è superiore alla maggior parte delle supercar: 1.888 kg. Scatta da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi, mentre l’aerodinamica si adegua (3 step) alla velocità grazie all’elettronica. Uscita di scena nel 2015, costava 1.434.000 euro.


SSC Ultimate Aero TT – 412 km/h

Carroll Shelby, pilota e padre dell’indimenticabile AC Cobra, non centra nulla. Ma avrebbe approvato l’operato della quasi omonima SSC (Shelby Super Cars), Casa automobilistica statunitense che ha dato in natali all’esplosiva Ultimate Aero TT. Sottopelle pulsa un ciclopico V8 di derivazione Corvette, portato a 6,3 litri e sovralimentato mediante due turbocompressori così da erogare 1.305 cv e oltre 1.500 Nm di coppia.

Caratterizzata da un peso a secco di 1.247 kg, cui consegue uno stratosferico rapporto peso potenza di 0,95 kg/cv, la supercar a stelle e strisce si avvale di una struttura in carbonio e titanio, di flap attivi e di un impianto frenante con dischi carboceramici. Uscita di produzione nel 2010, costava 650.000 dollari (545.000 euro).


Lotec Sirius – 400 km/h

Realizzata in piccola serie dal tuner tedesco Kurt Lotterschmid, è caratterizzata da un peso di 1.280 kg, ottenuto mediante la combinazione del telaio tubolare in acciaio e della carrozzeria in carbonio, Kevlar e fibra di vetro. Dotata di un 12 cilindri Mercedes a 48 valvole di 6,0 litri, derivato dall’unità che equipaggia la Pagani Zonda e sovralimentato mediante due turbocompressori KKK, può contare su di una potenza massima di 1.200 cv e una coppia di 1.323 Nm. Valori che permettono alla Sirius di passare da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi.

Per arrestare la vettura agisce un impianto frenante Brembo a dischi autoventilanti derivato dalle competizioni, mentre la trasmissione si avvale di un cambio manuale a 6 rapporti della bolognese Cima. Nonostante il prezzo di circa 500.000 euro, la vettura, uscita di scena nel 2007, non era dotata di alcun ausilio elettronico alla guida. Per uomini veri!


Saleen S7 Twin Turbo – 399 km/h

Non solo tuning: Saleen, factory californiana specializzata in elaborazioni su base Ford, ha fatto proprio tale motto realizzando la S7 TT Competition Package, dotata di un V8 16V in alluminio di 7.000 cc che, grazie alla sovralimentazione mediante due turbocompressori Garrett – operativi all’incredibile pressione massima di 5,5 bar – eroga oltre 1.000 cv. Forte di soluzioni aerodinamiche derivate dalle corse, la S7 TT si avvale di un cambio manuale a 6 rapporti, mentre la trazione sulle ruote posteriori è garantita da un differenziale autobloccante a gestione elettronica.

Il peso, contenuto in 1.338 kg mediante l’abbinamento di un telaio in acciaio con pannelli in carbonio a struttura alveolare, è ripartito al 40% all’avantreno e al 60% al retrotreno. L’impianto frenante con pinze a 6 pistoncini e dischi baffati anteriori da 381 mm di diametro e posteriori da 356 mm è realizzato dalla Brembo. Prezzo, nel 2006, di circa 800.000 euro.


Koenigsegg CCR – 388 km/h

Antenata della Agera RS, è dotata di un telaio semi monoscocca in fibre composite con rinforzi in Kevlar a struttura alveolare e alluminio. Il carbonio domina sia esternamente, l’intera carrozzeria è infatti realizzata in questo materiale, sia internamente, complici i sedili Sparco, le portiere ad apertura verticale e gli air box. Così facendo è stato possibile contenere il peso in 1.180 kg.

Il motore è un V8 di 4,7 litri di derivazione Ford a 4 valvole per cilindro, sovralimentato mediante due compressori centrifughi Rotrex, che lavorano a una pressione massima di 1,2 bar, in grado di erogare 817 cv a 6.900 giri/min e 921 Nm di coppia a 5.700 giri. Il cambio di serie è un’unità manuale a 6 rapporti realizzata dall’italiana Cima, mentre in opzione era disponibile un sequenziale a 6 marce. “Era”, perché la CCR è uscita di produzione nel 2010. Costava 610.000 euro.


McLaren F1 – 386 km/h

Correva l’anno 1992 e Gordon Murray progettò una vettura rivoluzionaria, caratterizzata da un abitacolo per tre persone, con il posto guida collocato centralmente. Una supercar raffinata, forte di una monoscocca in carbonio – prima assoluta per una vettura di produzione – che consentì di contenere le masse in 1.140 kg. Un valore strepitoso cui conseguiva un rapporto peso/potenza di 1,82 kg/cv. La F1 era infatti mossa da un V12 aspirato Bmw Motorsport di 6.064 cc, collocato centralmente e accreditato di 627 cv e 617 Nm di coppia. Un’unità di derivazione BMW 850csi dotata di air box in carbonio e abbinata a una trasmissione manuale a 6 rapporti. Immancabile il differenziale autobloccante.

Fu la prima vettura stradale a portare al debutto l’aerodinamica attiva: un sistema di ventole controllava lo spessore del sottoscocca per ottimizzare l’effetto suolo, mentre un freno aerodinamico al retrotreno entrava in azione durante le staccate ad alta velocità. Quanto vale oggi una F1? Poco meno di 3 milioni di euro.


Zenvo ST1 – 375 km/h

1.120 cv e 1.465 Nm! Potenza e coppia al top per la supersportiva danese dotata di un V8 7.0 benzina di derivazione Corvette Z06, sovralimentato mediante compressore volumetrico e turbocompressore che lavorano in serie. La trazione è posteriore e si avvale di un differenziale autobloccante elettronico, mentre la trasmissione si affida a un’unità manuale a 6 rapporti. Secondo test interni alla Casa tocca i 375 km/h e passa da 0 a 100 km/h in 3 secondi grazie anche a una massa contenuta in 1.376 kg, cui corrisponde un rapporto peso/potenza di 1,23 kg/cv.

Completano la dotazione tecnica le sospensioni a doppio quadrilatero con ammortizzatori Öhlins regolabili in compressione, estensione e nel precarico. Adattabile anche l’azione delle barre antirollio. La carrozzeria è interamente in fibra di carbonio, così come il telaio monoscocca. Il prezzo? Oltre 1 milione di euro.


Pagani Huayra BC – 360 km/h

La serie limitata della supercar italiana, votata alla pista, vede il V12 6.0 biturbo Mercedes-AMG erogare 800 cv. Alla certosina cura dimagrante si accompagna un inedito cambio elettroattuato a 7 marce by Xtrac. Realizzata in 20 esemplari, è un omaggio a Benny Caiola, da cui la sigla BC, collezionista italo-americano scomparso nel 2010, primo cliente nella storia della factory modenese e grande amico del patron Horacio Pagani.

Al differenziale autobloccante a controllo elettronico e al telaio monoscocca in carbotitanio si accompagna un’aerodinamica raffinata, forte dei flap posteriori a incidenza variabile. Scatta da 0 a 100 km/h in meno di 3,3 secondi. Prezzo di 2.350.000 euro.

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