La più recente Opel GT, ispirata alla storica coupé prodotta dal 1968 al 1973, vide la luce nel 2006 e uscì di listino nel 2009. Una roadster a due posti secchi, forte di una classica capote in tela a gestione manuale. Derivata dalla Pontiac Solstice, pertanto a trazione posteriore e con il motore collocato anteriormente, era una vettura dalla linea affascinante, che non mancò di stregare gli automobilisti italiani, complici il differenziale autobloccante e il 2.0 turbo benzina da 264 cv. Ora Opel torna sul luogo del delitto, promettendo il debutto della nuova generazione di GT in occasione del prossimo Salone di Ginevra (3-13 marzo). Questa volta, parola d’ingegnere, correggendo la principale smagliatura del passato: il peso.

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Avrà un doppio scarico centrale e deriverà (probabilmente) dal pianale della nuova Astra. Diversamente dal precedente modello, non sarà proposta in configurazione roadster – o non solamente in veste spider – bensì come coupé, coerentemente con la prima serie della vettura. Destinata, secondo rumors insistenti, a pensionare Astra GTC, variante a tre porte della media tedesca, potrebbe adottare proprio il 2.0 turbo a iniezione diretta di benzina della top di gamma OPC, magari portato dagli attuali 280 cv a 300 cv, oltre a un powertrain ibrido dotato di un motore termico di piccola cilindrata – non è escluso, in proposito, l’utilizzo del 3 cilindri 1.0 turbo Ecotec – che possa avvicinare le performance di BMW i8.

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L’adozione della piattaforma di Astra porterebbe in dote le 2WD all’avantreno, sebbene dagli States giungano voci di un possibile impiego del pianale GM Alpha, compatibile con la trazione posteriore – o integrale elettronica nel caso della variante ibrida – e attualmente destinato a modelli quali Cadillac ATS, Chevrolet Camaro e la recente concept Buick Avista. In tal caso, però, gli uomini Opel saranno chiamati a un notevole lavoro di “smussatura” per contenere i pesi…

La Opel GT del 2009
La Opel GT del 2009