Prova BMW 530d xDrive Touring, la “super SW” a gasolio

Le norme anti inquinamento hanno quasi “squalificato” il Diesel, mentre i SUV hanno superato di slancio le SW. Eppure…

LE NOVITÀ PRINCIPALI DEL RESTYLING

Restyling, dicevo in apertura. Esternamente è stato ritoccato il design del doppio rene e dei gruppi ottici, sia davanti sia dietro, con i fari laser che ora sono disponibili su tutta la gamma, a vantaggio sì del look, molto hi-tech, ma anche della sicurezza. Nuove anche le luci posteriori tridimensionali e, indipendentemente da motore e versione, i terminali di scarico sono ora trapezoidali.

prova BMW 530d xDrive Touring dettaglio doppio rene

Dal punto di vista tecnico, le novità principali sono la disponibilità del Mild Hybrid con tutti i motori a quattro e sei cilindri e l’Integral Active Steering, cioè il sistema di sterzata integrale, in abbinamento anche alle varianti ibride plug-in.

Aggiornamenti anche per quello che riguarda la connettività. Arriva BMW Maps, che si basa sul cloud e permette una ricerca quanto mai rapida delle destinazioni. Altro upgrade decisivo è lo scambio in rete, fra veicoli BMW, di informazioni come la presenza di ostacoli sulla strada, per esempio, ma anche la disponibilità di parcheggi in una determinata zona. Accanto al confermato Apple CarPlay arriva – meglio tardi che mai – anche Android Auto, per fruire di servizi come Google Assistant, Google Maps, musica in streaming (quindi Spotify e Amazon Music, per dirne due), WhatsApp e tanto altro. Insomma, chi trascorre tante ore in auto, sulla Serie 5 restyling si sentirà come a casa.

MOTORI COSÌ, PURTROPPO, NE FANNO SEMPRE MENO

LE NOVITÀ PRINCIPALI DEL RESTYLING

I COMANDI VOCALI CHE FUNZIONANO

IL PIACERE DI GUIDA A 360°

IL PREZZO SALATO DELLA TECNOLOGIA

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