2   LIVE


A poco più di un anno dal primo contatto con la Volkswagen Golf Variant Alltrack, l’occasione di guidarla di nuovo coglie il mercato auto italiano in una fase in cui i SUV continuano a guadagnare terreno. In generale continua a crescere la fascia di clienti che cerca modelli meno tradizionali, che per funzionalità, design o entrambi gli aspetti si differenzino dalle abituali categorie. Le station wagon con potenzialità offroad possono approfittare di questo nuovo approccio all’acquisto, grazie innanzitutto alla loro estrema versatilità. Il Gruppo VW ha numerosi modelli in gamma, ad esempio l’Audi A4 allroad quattro, esempio di interpretazione di successo in questa specifica categoria. La Golf Variant Alltrack punta agli stessi obiettivi, con la sobrietà – forse addirittura eccessiva – a cui ci ha abituato. Ogni dettaglio, infatti, è studiato per essere allo stesso tempo utile e sobrio, solido e misurato, funzionale e senza fronzoli. Volkswagen in tutto e per tutto. In questo caso, però, il modello di partenza, ossia la Variant, è valorizzata dall’innesto del pacchetto Alltrack, composto da dettagli come le finiture color argento per gli specchi retrovisori esterni e gli elementi decorativi tipo la fascia in zona frontale, e soprattutto le fasce protettive laterali e posteriori, i cerchi Valley da 17″ con pneumatici 205/55.

La trazione integrale è un contenuto tecnico pressoché irrinunciabile per questo genere di auto. La Golf Alltrack attinge dall’ampio know-how del gruppo tedesco per sfoderare la solida soluzione chiamata 4Motion, affiancata da altri accorgimenti come il programma di guida Offroad e la nuova configurazione dell’assetto, con 20 millimetri di altezza in più, per affrontare senza patemi, oltre al fuoristrada leggero (la classica strada bianca), gli ostacoli tipici dei contesti cittadini, quindi marciapiedi, aiuole da utilizzare come parcheggio, spartitraffico e così via.

Il 4Motion ha un funzionamento relativamente semplice. La frizione Haldex ripartisce la trazione sui due assi: l’olio messo in movimento da un’apposita pompa chiude la frizione a lamelle sulla base di quanto rilevato e determinato dalla centralina di controllo. In pratica, nella normale marcia, la trazione è totalmente sull’asse anteriore; c’è, però, la possibilità di spostare quasi completamente al retrotreno la motricità. A supporto sono previste soluzioni come il bloccaggio elettronico del differenziale e il sistema che migliora la dinamica di guida a velocità sostenuta e in percorrenza di curva, riducendo la velocità delle ruote interne. Come detto, alle modalità di guida già presenti sulle altre Golf si affianca sulla Alltrack la Offroad: interviene sulla taratura dell’acceleratore, sulla configurazione dell’ABS e dell’ESC, oltre ad attivare l’assistenza alla frenata in discesa (Hill Holder per non superare i 30 km/h di velocità) e alle partenze in salita.

Due le motorizzazioni proposte, entrambe Diesel sulla base del noto 2.0 TDI quattro cilindri in linea, ma in configurazioni di potenza diverse, da 150 e 184 cv; l’apprezzata trasmissione DSG a sei rapporti è di serie.

Anche nell’abitacolo la Alltrack può vantare alcuni elementi distintivi: volante e cambio rivestiti in pelle, logo sui sedili anteriori, inserti di colore dedicato su plancia e porte, queste ultime dotate di illuminazione ambiente; da non dimenticare le luci di lettura LED e il nuovo sistema di infotainment Discover Pro, che permette varie modalità d’azione: tocco, comando vocale e addirittura gesti nello spazio antistante lo schermo.

Il prezzo parte da 32.700 euro, per arrivare alla versione più ricca, dotata tra l’altro del cambio DSG e del motore da 184 cv, proposta a 36.950 euro.

Foto di Simon Palfrader

Indietro