Da veicolo puramente utility a “smart buy”, il passo è breve. Accade così che un progetto nato “spartano” come Dacia Duster, sia letteralmente scoppiato in mano al gruppo Renault. La Duster è diventata un fenomeno di mercato, dal 2010 è stata venduta in oltre 1.000.000 di unità in tutto il mondo. Una vera world car, che in Italia ha contribuito a far crescere il marchio Dacia fino a un ragguardevole 3% di quota di mercato. Un risultato ottenuto anche grazie a una politica di prezzi estremamente rigida e chiara. Le Dacia costano poco, per questo motivo Dacia non fa sconti. A nessuno.

SENZA FRIZZI, MA PIÙ COMPLETA

Dacia Duster 2018 Particolare interniLa filosofia “no frills”, quella che ha lanciato i voli low cost e app come Airbnb, ha pagato anche nell’auto ed è stato bravissimo il gruppo Renault nel capirla e cavalcarla prima di tutti. Poi, si sa, l’uomo è un tipo a cui piace star comodo, della Duster vendute la maggioranza erano quasi sempre full optional. No frills sì, quindi. Ma se, quando capita, mi aggiungi anche qualche contenuto non mi dispiace di sicuro. Parte da questo assunto la seconda generazione di Duster, lanciata allo scorso salone di Francoforte e ora pronta ad atterrare sulle strade (anche sterrate, perché questo è stato un altro dei punti di forza della SUV Dacia) di tutto il mondo.

STESSO PREZZO

Il prezzo, ovviamente, è ancora una freccia all’arco della Dacia Duster 2018, anzi lo è ancora di più, soprattutto perché non è aumentato rispetto alla vecchia versione pur con contenuti decisamente migliori. Si parte quindi ancora da 11.900 euro per la versione di accesso con motore a benzina (non a caso battezzata Access) per arrivare ai 19.300 euro della 1.5 dCi 4×4 prestige top di gamma con l’allestimento più lussuoso.

FACCIA DA DUSTER

Dacia Duster 2018 Statica 3/4 anterioreIl lavoro di aggiornamento è stato decisamente approfondito ma altrettanto attento a non snaturare quello che della Duster è sempre piaciuto: l’impatto estetico. Di fatto non c’è nemmeno un particolare della carrozzeria che sia intercambiabile tra la Duster attuale e la precedente, ma la nuova generazione della SUV Dacia resta comunque chiaramente riconoscibile come una Duster. Le dimensioni sono le stesse (solo 2 cm in più che portano a 434 cm la lunghezza), la nuova Duster guadagna però un aspetto più muscoloso e “importante”. Il parabrezza è più inclinato e avanzato di 10 cm, la calandra è più larga, così come i fari, e cambiano anche fiancate i passaruota (più ampi che ospitano ruote di diametro maggiore) e portellone, con la nuova firma digitale posteriore che ha un certo sapore Jeep…

NUOVA DENTRO

L’estetica più “matura” fa il paio con l’evoluzione degli interni che anzi se possibile è stata ancora più evidente. Ridisegnata completamente la plancia che beneficia anche dell’avanzamento del parabrezza migliorando anche la sensazione di spazio a bordo. Riposizionato anche lo schermo dell’infotainment ora finalmente piazzato nella posizione che gli compete. I materiali sono più curati e meglio assemblati e sono davvero indovinati i pulsanti a tastiera. Rispetto al passato sono davvero di un altro livello i sedili, che migliorano come schiumato, imbottitura, seduta (allungata di 2 centimetri) più larghi e contenitivi.

PICCOLA MA GRANDE

Dacia Duster 2018 gialla guadoUn C-SUV che costa come un B-SUV questo è un po’ il motto della Duster ed è vero anche se in realtà potremmo considerarlo un B-SUV “e mezzo” visto che quanto a lunghezza la Duster si piazza un po’ a metà strada tra una categoria e l’altra, mentre quanto a vano bagagli la Dacia sfida a viso aperto le C-SUV con 478 litri (467 per la 4×4) a schienali rialzati e 1.623 litri in configurazione “full cargo” con schienali abbassati.

SICUREZZA A TRE STELLE

Dacia Duster 2018 movimento 3/4 posterioreLe evoluzioni sono andate anche nella direzione di una maggiore sicurezza il telaio si è irrigidito, sono nuovi gli airbag a tendina e sulle versioni più accessoriate spuntano alcune dotazioni premium (ma utili) come il Blind Spot Assist, il controllo automatico della velocità in discesa (Hill Descent Control) e 4 telecamere utili non solo facilitare le manovre di parcheggio ma anche nei passaggi più scabrosi in fuoristrada dove la telecamera anteriore viene in aiuto. Tutto questo lavoro ha consentito di mantenere le tre stelle Euro NCAP.  Arrivano anche l’avviamento Keyless, l’automatismo che attiva fari e tergicristalli e il cruise control (non adattivo) che ha il tasto di accensione piazzato nel tunnel centrale, unica collocazione un po’ irrazionale rimasta sulla Duster (ma comune alle cugine Renault).

MOTORI

Se fuori (e dentro) Dacia Duster 2018 è tutta nuova. Sotto il cofano invece troviamo solo conferme (gradite) 1.6 benzina da 115 cv (in arrivo tra un po’ anche il motore GPL) e 1.5 dCi per il Diesel disponibile in due allestimenti di potenza: 90 e 115 cv. Ovviamente Duster è disponibile sia con trazione anteriore sia con trazione integrale, il suo punto di forza.

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Novembre 1980 un piccolo Cordara allora tredicenne viene accompagnato dal padre a EICMA per vedere la bicicletta nuova (allora c’erano anche le bici). Folgorazione! Al piccolo Cordara non interessano affatto le bici, vede quelle cose strane con due ruote e un motore e non capisce più niente. Malato per la moto, malato per la velocità. Quell’EICMA crea un vortice che non si è ancora fermato e che lo ha portato a viaggiare in tutto il mondo a correre praticamente con qualsiasi cosa (dal Gilera DNA all’Harley-Davidson passando anche per sportive “normali") e in qualsiasi luogo. Il punto di non ritorno? Correre la mitica 8 ore di Suzuka nel 2008. Laureato in Ingegneria meccanica, tester “since 1992” ha provato praticamente tutto ciò che si muove su ruote. Insieme a Edoardo Margiotta e Marco Selvetti ha creato RED e, visto che ha anche un tesserino da giornalista, si dà da fare come direttore responsabile. Ah, ora si è pure appassionato alle biciclette. Stai a vedere che suo padre aveva ragione?