Per tutti i prodotti del parco circolante c’è una soglia cosiddetta di “visibilità” oltre la quale ti accorgi dell’esistenza di un modello perché lo vedi sulle strade. Nel caso della nuova Ford Ecosport possiamo facilmente affermare che quella soglia sia stata ampiamente superata. Di Ecosport in giro se ne vedono parecchie, del resto con 17.441 immatricolazioni da gennaio a luglio 2018 (ventiduesima assoluta) la piccola SUV Ford piace parecchio ed è uno dei migliori SUV compatti.

UNA PER TUTTO (IL MONDO)

Nata come world car, ha rinunciato a qualche “finezza” questa SUV a due ruote motrici, ma ha conservato un’attitudine off road europea che piace in tutto il mondo, conservando un prezzo d’attacco. Un po’ “ruspante” con la ruota di scorta fuori dal portellone, ha conquistato ben presto tanti clienti. E man mano che ha fatto carriera, la Ecosport si è anche raffinata. L’ultima edizione, infatti, si è scrollata di dosso l’aspetto un po’ spartano per puntare maggiormente su stile e finiture, lasciando inalterate le doti riconosciute alle precedenti edizioni.

NUOVA FACCIA

Persa ormai da tempo la ruota di scorta esterna – che fa tanto “avventura” ma in parcheggio non aiuta – la Ecosport ha in quest’ultima versione cambiato faccia grazie a un muso più aggressivo e meno “pacioccone”. L’uso più abbondante del nero anche per la mascherina e il debutto dei fari LED fanno il resto.

INTERNI

Le differenze più evidenti rispetto al passato si notano all’interno. Avevo partecipato al lancio delle prima generazione di Ecosport e ricordo che i responsabili di Ford Italia alle nostre osservazioni sui materiali dell’abitacolo risposero: “Stiamo già lavorando per renderla più vicina ai nostri gusti”. Non mentivano, e il lavoro che hanno fatto è degno di nota.

RAZIONALE E COMPLETA

La Ecosport beneficia degli ultimi aggiornamenti tecnologici con il display “galleggiante” del sistema Sync 3 a dominare una plancia più pulita e ordinata, caratterizzata dalla strumentazione moderna e funzionale. La Ecosport non eccede in vezzi ed effetti scenici, privilegiando la razionalità, ma è un fatto che la vita a bordo sia più comoda. A suggellare la crescita della Ecosport concorrono alcuni accessori prima non previsti come i sensori di parcheggio, la telecamera posteriore (molto comoda in manovra) o i cerchi, che possono arrivare fino a 18″. Come a sottolineare che il segmento dei piccoli SUV merita molta attenzione anche dal punto di vista estetico.

UNA DELLE PIU’ CORTE

In soli 410 centimetri la Ecosport è riuscita a coniugare spazio adeguato per quattro – il quinto solo per brevi tratti, ma è una prassi per il segmento -, e un bagagliaio di 356 litri, che può crescere fino a 1.238 litri abbattendo i sedili ed è comodo da caricare, perché la soglia di accesso è piuttosto bassa. Un po’ meno comodo il portellone ad apertura laterale, retaggio della prima versione e che in alcune situazioni di parcheggio non si riesce ad aprire.

COMPLETA IL GIUSTO

La versione Plus in prova è di fatto quella di accesso ma non c’è niente di cui lamentarsi. La dotazione è completa, c’è tutto quel che serve (con qualche accessorio “Must have” come i sensori e la telecamera); il motore TDci da 100 cv è il compromesso giusto tra consumi contenuti e prestazioni.

DIESEL ANCORA DIESEL

Nonostante l’atteggiamento punitivo di molti Comuni, il motore Diesel ha ancora parecchie frecce al suo arco, soprattutto se è moderno, raffinato e silenzioso come questo 1.5. Un motore che consente alla Ecosport di affrontare senza problemi sia la città sia l’autostrada, dove è in grado di offrire un comfort di buon livello almeno fino alla velocità Codice, anche perché i rapporti del cambio sono correttamente spaziati. Sterzo sufficientemente diretto e cambio rapido e preciso completano il quadro di una SUV che in Italia si è conquistata meritatamente il suo spazio.