SUV e crossover compatte: ecco le migliori sul mercato

Cittadino, fuoristradista, “agonista”, pratico o “alieno”. Cinque modi d’essere automobilista. Cinque modi d’interpretare SUV e crossover. Ecco 20 modelli che soddisfano ogni gusto e desiderio.

5 febbraio 2018 - 11:02

I MODI D’ESSERE DEL SUVVISTA
“Pensavo di acquistare una SUV”: mai affermazione fu più generica. I listini delle Case traboccano di proposte ampiamente diversificate, specie da quando la non meglio precisata categoria delle crossover ha registrato una crescita esponenziale. Cosa identifica, allora, una SUV? E una crossover? Mettendo in un frantoio i modelli più o meno ascrivibili a queste “fette” di mercato, ne scaturirebbe un distillato… simile al contenuto di una scatoletta di cibo per gatti: dal sapore incerto, dai contenuti oscuri, dalle proprietà nutritive sconosciute.

Commenta

per primo!

Assolutizzare il concetto di SUV o crossover è impossibile. È preferibile suddividere questi caleidoscopici mondi in segmenti legati non tanto – o non solo – alle caratteristiche tecniche delle vetture, quanto piuttosto al loro comportamento, al carattere, all’immagine e al piacere di guida che sanno trasmettere. Individuando un utente tipo – questo sì, categorizzabile – e i modelli più adatti al singolo destinatario.

 Ultimo aggiornamento: Febbraio 2018 

  • Inserita Kia Sportage 2.0 CRDi AWD
  • Inserita Renault Kadjar 1.6 dCi
  • Inserita Subaru XV
  • Aggiornata Ford Kuga 2.0 TDCi 2WD

Il cittadino
L’asperità più impegnativa è il marciapiede. Il guado più profondo? L’allagamento del sottopasso per il supermercato. Perennemente immerso nel traffico, l’urban driver si spegne e s’accende come un motore con lo Start&Stop. Il benzinaio è un nemico da evitare. L’auto ideale dovrebbe essere a fisarmonica: compatta come un francobollo quando una piazzola di sosta diviene rara come un’oasi nella Valle della Morte, ampia quanto un camper qualora si abbiano famiglia e bagagli al seguito. Le quattro ruote motrici sono utili come gli scarponi ramponabili a un party di Dolce&Gabbana. Irrinunciabile la posizione di guida rialzata; pena l’immediato divorzio.

Audi Q2 1.4 TFSI COD S tronic

È la crossover entry level della gamma Audi. Finiture, dotazioni e abitabilità sono però degne dei modelli di categoria superiore. Forte di un peso contenuto e di un assetto poco cedevole, è agile e performante nei tratti più guidati. Il layout degli interni è affascinante, specie optando per le finiture giallo, arancio o rosso a contrasto, mentre la capacità di carico compresa tra 405 e 1.050 litri non fa gridare al miracolo. L’altezza minima da terra di 15 cm, così come la disponibilità, al momento, della sola trazione anteriore, la identificano come una vettura dalla vocazione 100% stradale.

Basata sul pianale modulare MQB del Gruppo Volkswagen, già adottato da svariati modelli della Casa degli Anelli, in primis la media A3, la Q2 è una crossover compatta, lunga 4,19 metri. Al 1.6 TDI da 115 cv, cuore dell’offerta, si affiancano un più grintoso 2.0 TDI da 150 o 190 cv e l’entry level 1.0 TSI – tre cilindri turbo a iniezione diretta della benzina – da 116 cv. Il motore più equilibrato è però il 4 cilindri 1.4 TFSI, anch’esso turbo a iniezione diretta della benzina, da 150 cv e 250 Nm di coppia, già impiegato nella gamma Audi. Un propulsore caratterizzato dalla gestione attiva dei cilindri: ai carichi bassi e medi, quando vi è un fabbisogno di coppia compreso tra il 25% e il 35% del valore massimo, la tecnologia “cylinder on demand” (COD) disattiva 2 dei 4 cilindri, così da consentire alla Q2 di percorrere mediamente 19,2 km/l. Scatta, complice il cambio a doppia frizione S tronic a 7 marce, da 0 a 100 km/h in 8,5 secondi e pesa 1.280 kg. Prezzo di 30.600 euro.


BMW X1 18d sDrive

La rivale diretta della Mercedes-Benz GLA è stata oggetto di un radicale rinnovamento, a partire dall’adozione della piattaforma modulare UKL, comune ai modelli MINI. Le varianti a due ruote motrici sDrive beneficiano così della trazione anteriore anziché posteriore come in passato, di un’altezza superiore di 53 mm – a tutto vantaggio dell’abitabilità – e di un bagagliaio con capienza incrementata di 85 litri. Piacevole da guidare, scattante e veloce oltre che ben vivibile, è proposta con tre motorizzazioni Euro 6: tre cilindri 1.5 12V turbo a iniezione diretta della benzina da 140 cv (denominata 18i), oppure 1.5 td da 116 cv (16d) quale alternativa al classico quadricilindrico 2.0 td negli step da 150, 190 e 231 cv (biturbo).

4 cilindri common rail 16V di 1.995 cc che, per un utilizzo prevalentemente urbano, non sfigura nella configurazione da 150 cv, corredata della funzione Start&Stop e del recupero dell’energia nelle fasi di frenata. Garantisce uno scatto da 0 a 100 km/h in 9,2 secondi a fronte di una percorrenza media di 24,4 km/l in abbinamento al cambio manuale a 6 rapporti (di serie). Optional a 2.150 euro la trasmissione automatica a 8 marce Steptronic del tipo mediante convertitore di coppia. Per le 4WD è necessario spendere almeno 36.350 euro. Prezzi da 32.450 euro per la X1 16d sDrive, da 34.350 euro per la 18d sDrive.


BMW X2

La prima X2 della storia BMW è un’auto di rottura dal punto di vista del design e della tecnica. Porta in dote stilemi nuovi per la Casa bavarese, come il design del doppio rene “rovesciato” i gruppi ottici e il badge BMW sul montante posteriore in omaggio alla Coupè 3.0 CSL del 1973.
Realizzata sulla piattaforma UKL a trazione anteriore (o integrale) comune a MINI e X1 porta la filosofia del numero pari (indicatore di sportività) di BMW all’interno del segmento dei crossover compatti. Come per X4 e X6 BMW la definisce SAV (Sport Activity Vehicle) e, in effetti, la X2 assume i toni di una SUV Coupè. Alta da terra come una X1 (di cui è in grado di replicare le performance off road) è però caratterizzata da una linea di cintura molto alta, vetratura compatta e un tetto spiovente che le regalano un atteggiamento da Coupè.
Assetto sostenuto, guida sportiva e motori brillanti rendono giustizia al numero pari, la X2 è un’auto convincente dal punto di vista della guidabilità e anche della fruizione degli spazi di poco inferiori a quelli di X1.
È proposta con il tre cilindri 1.5 12V turbo a iniezione diretta della benzina da 140 cv con trazione anteiore (sDrive 18i), con il classico quadricilindrico 2.0 td negli step da 150 (sDrive 18d), 190 (xDrive 20d) e 231 cv (xDrive 25d) questi ultimi due con trazione integrale. Prezzi da 33.500 euro a 48.350 euro. –> VAI ALLA PROVA
Citroën C3 Aircross

Derivata dalla berlina compatta C3, rispetto alla quale cresce di 15 cm in lunghezza e 17 cm in altezza, la Aircross “pensiona” la monovolume C3 Picasso che, quindi, non avrà un’erede diretta. Lunga 4,15 metri, la crossover francese si affida ad abbinamenti cromatici forti, rivestimenti a contrasto delle cornici dei passaruota, slitte paracolpi e l’originale disposizione dei gruppi ottici anteriori su due livelli. Simile tecnicamente alla Opel Crossland X, con la quale condivide il pianale, è proposta esclusivamente a trazione anteriore con tecnologia Grip Control: è quindi possibile scegliere tra 5 programmi di marcia (Standard, Neve, Fuoristrada, Sabbia ed ESP Off) che vedono l’elettronica adattare erogazione e interventi sui dischi freno in funzione del fondo affrontato, a tutto vantaggio della motricità.

La crossover del Double Chevron mutua gran parte dei propulsori dalla compatta dalla quale deriva. Lato benzina è possibile fare affidamento sul tricilindrico PureTech 1.2 in configurazione aspirata da 82 cv o turbo da 110 e 130 cv, mentre lato gasolio l’offerta è concentrata sul quadricilindrico 1.6 turbodiesel BlueHDi negli step da 100 e 120 cv. Al classico cambio manuale è possibile preferire la trasmissione automatica EAT6 a 6 rapporti del tipo mediante convertitore di coppia. Forte di un’altezza da terra di 17,5 cm, vede l’abitacolo fortemente caratterizzato dalla presenza dello schermo touchscreen da 7 pollici del sistema d’entertainment, corredabile dei comandi vocali e della compatibilità con gli standard Android Auto e Apple CarPlay. Ricca, anzi ricchissima la dotazione di sicurezza. Prezzi da 15.500 euro.  –> VAI ALLA PROVA


Fiat 500L 1.6 Multijet Cross

Assetto rialzato di 25 mm, protezioni sottoscocca, look off road e controllo della trazione evoluto Traction+ trasformano la monovolume compatta torinese in crossover. Con la “cugina” 500 condivide la linea del frontale, pur crescendo in lunghezza di circa 70 cm. Spaziosa e confortevole per cinque adulti, vanta una capacità di carico compresa tra 455 e 1.480 litri: migliore rispetto a SUV ben più grandi. Il sistema Traction+ consiste sostanzialmente in un upgrade del controllo di trazione – sfrutta gli interventi dell’impianto frenante per garantire il grip delle ruote motrici – e mira a simulare l’operatività di un differenziale autobloccante. Costituisce una novità, portata in dote dal recente restyling, il limitatore della velocità in discesa, in passato non previsto.

L’allestimento Cross è disponibile in abbinamento al 1.4 benzina aspirato da 95 cv, al 1.4 turbo bifuel (benzina/GPL) da 120 cv e ai diesel Multijet 1.3 16V da 95 cv e 1.6 16V da 120 cv. Quale motorizzazione scegliere? L’estetica aggressiva e le dimensioni suggeriscono di optare per il propulsore top di gamma. Si tratta, nel dettaglio, di un 4 cilindri in linea common rail di 1.598 cc forte di 8 iniezioni di carburante per ciclo, sovralimentato mediante turbocompressore a geometria variabile Honeywell, omologato Euro 6 e capace di 120 cv a 3.750 giri/min e 320 Nm di coppia da 1.750 giri. Consente a 500L Trekking di raggiungere, in abbinamento al cambio manuale a 6 rapporti, una velocità massima di 183 km/h scattando da 0 a 100 km/h in 11,5 secondi e percorrendo mediamente 23,3 km/l. Prezzo di 25.310 euro.


Kia Stonic 1.0 T-GDi

Il nome, generato dalla fusione dei termini “speedy” (veloce) e “tonic” (tonico), lascia intuire una spiccata vocazione al dinamismo e alla sportività da parte della nuova SUV compatta coreana. Forte della base tecnica condivisa con la “cugina” Hyundai Kona, mutua parte delle motorizzazioni dalla berlina compatta Rio. La parte del leone, lato benzina, è recitata dal moderno tricilindrico 1.0 turbo a iniezione diretta da 120 cv e, lato Diesel, dal quadricilindrico 1.6 CRDi da 110 cv, cui si affianca un classico 1.4 benzina aspirato da 100 cv. Il propulsore più equilibrato è il moderno 1.0 T-GDi da 120 cv, garante di uno scatto da 0 a 100 km/h in 10,3 secondi, di una velocità massima di 184 km/h e di una percorrenza media di 20 km/l.

Disegnata in Europa presso il Kia Design Center di Francoforte, in Germania, la Stonic è lunga 4,14 metri e può contare su di una linea frizzante, fortemente caratterizzata dai tratti decisi e dai passaruota muscolosi. Non meno vivaci gli interni – in abitacolo spicca il display touch da 7 pollici del sistema multimediale integrante i protocolli Android Auto e Apple CarPlay – mentre la capacità di carico si attesta a 352/1.155 litri. Ricca la dotazione di sicurezza che può includere plus quali la frenata automatica d’emergenza con riconoscimento dei pedoni, l’avviso di superamento involontario della linea di corsia e il monitoraggio della stanchezza del conducente. Prezzi da 16.250 euro (Stonic 1.4 Urban). La versione d’ingresso con il 1.0 T-GDi costa 17.250 euro. –> VAI ALLA PROVA


Opel Mokka X 1.6 CDTI

Profondamente rinnovata, beneficia di un moderno impianto multimediale e, soprattutto, cambia carattere rispetto al passato. Se un tempo era votata pressoché esclusivamente al comfort, ora può contare su sospensioni decisamente meno cedevoli e su di una tenuta di strada tra le migliori della categoria. Ciò che non muta è l’abitabilità, da tradizione generosa per guidatore e passeggero anteriore, mentre l’accoglienza riservata agli occupanti del divanetto, frazionabile 40/60, è nella media del segmento. Non eccezionale la capienza del bagagliaio, pari a 356 litri con cinque persone a bordo. Non nutre alcuna velleità off road: può contare sull’assistenza alla partenza in salita e sul limitatore della velocità in discesa, funzionale in presenza di fango e neve, ma i ridotti angoli di attacco, dosso e uscita, così come l’altezza da terra inferiore alla media delle crossover, sconsigliano escursioni fuoristrada di difficoltà superiore a una strada bianca. Anche qualora si opti per la trazione integrale.

Il motore di riferimento è il 4 cilindri in linea 16V common rail di 1.598 cc sovralimentato mediante turbocompressore a gas di scarico, in grado di erogare 136 cv spingendo i 1.387 kg della Mokka X da 0 a 100 km/h in 9,9 secondi a fronte di una percorrenza media di 24,4 km/l (!). Trasmissione manuale a 6 marce: il cambio automatico a 6 rapporti del tipo mediante convertitore di coppia è optional a 1.600 euro. Prezzi da 24.900 euro (Mokka 1.6 CDTI Advance 4×2). L’analoga versione 4×4 costa 27.400 euro.


Toyota C-HR 1.8 Hybrid E-CVT

Linea da coupé e meccanica raffinata per la nuova crossover Toyota. Sottopelle c’è la Prius. O meglio, sotto la carrozzeria pulsa il medesimo powertrain dell’ibrida più venduta al mondo, forte dell’abbinamento di un 4 cilindri in linea 1.8 16V a ciclo Atkinson alimentato a benzina e di un’unità elettrica, così da contare su di una potenza complessiva di 122 cv trasmessa alle sole ruote anteriori. Una soluzione che promette una percorrenza media di oltre 26 km/l, uno scatto da 0 a 100 km/h in 11 secondi e una velocità massima di 170 km/h.

In alternativa, C-HR è disponibile con un 1.2 turbo a iniezione diretta della benzina da 116 cv e 270 Nm di coppia, derivato dalla media Auris e accreditato di 16,9 km/l in abbinamento alle 2WD. Entrambi i propulsori sono chiamati a lavorare con una trasmissione a variazione continua. Lunga 4,36 metri, vanta un abitacolo originale, caratterizzato dall’ampio display touchscreen da 8 pollici del sistema d’infotainment. Prezzi da 28.400 euro per la Hybrid, la cui dotazione base include ABS, ESP, 7 air bag, avviso di superamento involontario della linea di corsia, climatizzatore automatico bizona, assistenza alla partenza in salita, cruise control, radio MP3/AUX/USB/Bluetooth, riconoscimento della segnaletica stradale e telecamera in retromarcia.


Volkswagen T-Roc 1.0 TSI BlueMotion

Punta su di una linea sportiva, finiture interne degne della sorella maggiore Tiguan, la disponibilità della trazione integrale e una dotazione di sicurezza completa. Proposta in Italia in due allestimenti – Style e Advanced – sin dalla versione entry level prevede di serie plus di pregio quali la frenata automatica d’emergenza con riconoscimento dei pedoni, il mantenimento attivo della corsia, il monitoraggio della stanchezza del conducente, il cruise control adattivo con assistenza alla marcia in colonna e i sensori di parcheggio sia anteriori sia posteriori.

Abbina praticità e brillantezza. Può infatti vantare da un lato un bagagliaio dalla capienza compresa tra 445 e 1.290 litri, dall’altro un comportamento stradale appagante. Muscolosa e hi-tech, affianca alla strumentazione integralmente digitale un touchscreen da 8 pollici (di serie) e un sistema multimediale compatibile con i comandi vocali, il Bluetooth e la navigazione satellitare oltre che con gli standard Apple CarPlay, Android Auto e MirrorLink. La gamma motori si basa su moderne unità a 3 e 4 cilindri turbo a iniezione diretta. Più precisamente un tricilindrico 1.0 TSI da 115 cv e, sempre lato benzina, un quadricilindrico 1.5 TSI da 150 cv (a disattivazione parziale dei cilindri). Quanto ai Diesel, spiccano un 1.6 TDI da 115 cv – in arrivo nel corso del 2018 – e un 2.0 TDI nelle versioni da 150 e 190 cv. Step più spinto anch’esso atteso successivamente alla fase di lancio. Trasmissioni, secondo tradizione Volkswagen, manuale a 6 rapporti oppure automatica a doppia frizione DSG a 7 marce (costa 2.000 euro). Quanto al sistema di trazione, alla soluzione basata sulle sole ruote anteriori si affianca la variante 4WD 4Motion, dedicata ai motori 1.5 TSI e 2.0 TDI. Prezzi da 22.850 euro (1.0 TSI Style).


Il fuoristradista
Si muove prevalentemente fuori città, alternando asfalto (tanto) e sterrato (poco) ma apprezzando costantemente il senso di libertà che una vettura all terrain trasmette. Pur evitando – saggiamente – percorsi di stampo trialistico, non rinuncia a frequenti divagazioni fuoristrada. Ama le piste bianche (parliamo di polvere…), gli sterrati e in genere i percorsi immersi nella natura che gli permettono di rientrare a casa senza carroattrezzi. Macina chilometri come noccioline, venera le 4WD e, al cospetto di strade tutte curve, non disdegna una condotta brillante. Adora la propria vettura. Ne va fiero. Indipendentemente dal giudizio estetico d’amici e famigliari. L’auto è la sua (vera) fidanzata.

Dacia Duster 1.5 dCi 4×4

Ha fatto strada. Tanta strada, e non sempre asfaltata. Nata “povera” nel 2010, in breve tempo è divenuta un fenomeno di mercato e di costume. Nonostante il successo non ha potuto elevare il proprio status sociale. Troppi compromessi la tenevano ancorata al mondo low cost. Non era possibile disporre di un navigatore satellitare integrato. Non era previsto l’indicatore della temperatura esterna. I sensori di parcheggio non rientravano nemmeno tra gli optional. La plancia era tanto semplice da apparire austera. Costringeva a rinunciare ad accessori appannaggio della maggioranza delle rivali. Era e restava umile. Sino al restyling di fine 2013 e al definitivo upgrade del 2018 che l’ha proiettata in una nuova dimensione. Se di low cost ancora si può parlare, è questione solamente di prezzo. Immagine, dotazioni e motorizzazioni sono migliorate. Nettamente.

L’ESP è di serie, plancia e quadro strumenti hanno un layout moderno (e ora più ergonomico), il sistema di navigazione satellitare integrato è realtà così come i sensori posteriori, il cruise control e l’indicatore della temperatura esterna. Ciò che non cambia è il comportamento su asfalto, rilassato e votato al comfort, decisamente migliorato nella versione 2018, cui si abbina un’insospettabile efficacia fuoristrada favorita dalla I molto corta – quasi una ridotta – dalla generosa escursione delle sospensioni, dalle 4WD corredate di blocco del differenziale centrale, da angoli di attacco, dosso e uscita abbastanza generosi e da un peso contenuto in 1.320 kg. Oltre che da una robustezza meccanica invidiabile, cui contribuisce il collaudato 4 cilindri 1.5 td common rail di derivazione Renault, accreditato di 109 cv e 240 Nm di coppia in abbinamento al cambio manuale a 6 marce. Un’unità che promette uno scatto da 0 a 100 km/h in 12,4 secondi a fronte di una percorrenza media di 21,3 km/l. Prezzi da 16.700 euro (Duster 1.5 dCi 4×4 Ambiance). –> VAI ALLA PROVA
Jeep Renegade 2.0 Mjt Trailhawk 4WD Aut.

È stata la prima SUV compatta dotata di un cambio automatico a 9 rapporti e condivide la base meccanica e telaistica con la Fiat 500X. Disponibile in versione Limited, più stradale, e Trailhawk, maggiormente votata al fuoristrada, è tra le prime sport utility compatte forti della disconnessione automatica dell’assale posteriore qualora non sia necessario l’apporto delle 4WD. Una soluzione condivisa con la sorella maggiore Cherokee, a tutto vantaggio dei consumi. Adotta la trazione integrale Active Drive Low forte della ripartizione variabile della coppia tra gli assali in funzione delle condizioni d’aderenza, delle ridotte (rapporto di riduzione di 2,0:1), del blocco del differenziale centrale e del sistema Select Terrain grazie al quale è possibile adattare erogazione, distribuzione dei Nm, interventi dell’elettronica e logica di gestione del cambio automatico in funzione dei programmi di marcia Auto, Snow (neve), Sand (sabbia), Mud (fango) e Rock (roccia). Non mancano la limitazione della velocità in discesa, piastre sottoscocca, ganci traino e paraurti che garantiscono angoli di attacco, dosso e uscita pari rispettivamente a 30,5°, 25,7° e 34,3°.

Ampia la gamma delle motorizzazioni dedicate alla Renegade, composta da un benzina 1.4 Turbo MultiAir, due td Multijet II e un propulsore E.torQ flex-fuel (benzina/bioetanolo). La scelta ideale in abbinamento alla trasmissione automatica a 9 rapporti ZF del tipo mediante convertitore di coppia è rappresentata dal 4 cilindri in linea 2.0 Mjt II da 170 cv con sistema Start&Stop di serie. Prezzi da 33.800 euro (Renegade 2.0 Mjet Trailhawk 4WD Aut.).


Suzuki Vitara 1.6 DDiS 4WD

Confortevole e appagante su asfalto, sebbene rinneghi il passato da 4×4 nuda e pura è tra le SUV più efficaci fuoristrada grazie al sistema 4WD derivato dalla crossover S-Cross. Ha un carattere gentile, per nulla rude, e si è “suvizzata”. Vale a dire ha abbandonato le ridotte e la taratura delle sospensioni cedevole quanto un plinto di granito strizzando l’occhio all’utilizzo su asfalto. Il comfort diviene così da primato per la categoria, al pari della trazione off road supportata dal sistema AllGrip che permette di scegliere tra le modalità di marcia Auto, Sport, Snow/Mud e Lock, quest’ultima forte del blocco del rapporto di distribuzione dei kgm 50/50 tra avantreno e retrotreno.

A dotazioni ricche si affiancano finiture sensibilmente più curate che in passato e una capacità di carico – compresa tra 375 e 1.120 litri – nella media del segmento. Al 1.4 BoosterJet (turbo benzina) da 140 cv, dall’erogazione corposa e dall’insospettabile grinta, e al 1.6 benzina aspirato da 120 cv si affianca l’affidabile turbodiesel 1.6 16V da 120 cv e 320 Nm di coppia. Motore, quest’ultimo, che porta in dote uno scatto da 0 a 100 km/h in 12,4 secondi e una percorrenza media di 23,8 km/l, complice la trasmissione manuale a 6 rapporti. Prezzi da 25.400 euro (Vitara 1.6 DDiS V-Cool S&S 4WD). Per beneficiare del cambio automatico a doppia frizione DCT a 6 marce è necessario spendere 29.100 euro (Vitara 1.6 DDiS V-Top DCT 4WD). –> VAI ALLA PROVA


L’agonista
L’interno delle rotonde? Cordoli. Gli autogrill? Piazzole per il pit-stop. Un viale alberato? Proving ground per il launch control. L’agonista non teme consumi. Se potesse, si berrebbe una bicchierata di benzina anche a pranzo. Spasima per le prestazioni, la cattiveria, il rombo del motore e se per una volta dovesse dare un passaggio alla nonna tenterebbe di farle ingoiare la dentiera in accelerazione. Perché non ha comprato una sportiva? Di preciso non lo sa. Però è felice. Perché può passare da 0 a 100 km/h in meno di 5 secondi, caricare un armadio a doppia anta e accedere all’abitacolo senza contorsionismi. Muove 18 quintali come se stesse gestendo una Radical. A dispetto dei detrattori, gode come un riccio ad ogni spostamento; compreso il tragitto casa-ufficio.

Alfa Romeo Stelvio 2.0 Turbo Q4 AWD

È un po’ oversize per essere considerata una SUV compatta, ma la prima sport utility della storia Alfa Romeo ha un carattere tanto aggressivo da “nascondere” le dimensioni. Raffinata la meccanica, derivata dalla berlina Giulia. Con quest’ultima condivide il pianale, lo schematismo delle sospensioni a doppio braccio oscillante all’avantreno e multilink al retrotreno, la realizzazione in lega leggera (alluminio) di motore, freni, portiere, passaruota e portellone oltre alla disponibilità degli ammortizzatori a controllo elettronico. È una vettura spaziosa sia per le persone sia per i bagagli: il vano di carico ha una capacità di 525 litri con cinque passeggeri a bordo.

L’altezza minima da terra è in linea con la media della categoria, ma la prontezza dello sterzo e la tenuta di strada sono degni di una sportiva. La trazione integrale Q4 garantisce la ripartizione dei kgm tra gli assali in funzione del programma selezionato mediante il selettore Alfa DNA. Una tecnologia che consente di optare per le modalità Natural, Dynamic, Advanced ed Efficiency adattando l’erogazione del motore, la servoassistenza dello sterzo e la taratura dell’elettronica. Il 4 cilindri 2.0 Turbo MultiAir da 280 cv, al momento il motore più performante ini gamma, vede le valvole d’aspirazione, azionate grazie a un sistema idraulico gestito elettronicamente, dosare l’aria in sostituzione della consueta farfalla d’alimentazione. Una soluzione che incrementa l’efficienza della combustione. Abbinato al cambio automatico a 8 rapporti del tipo mediante convertitore di coppia, il 2.0T da 280 cv porta in dote uno scatto da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi e una velocità massima di 230 km/h a fronte di una percorrenza media di 14,3 km/l. Prezzi da 53.350 euro.


Audi SQ5 3.0 TFSI quattro tiptronic

Linea aggressiva, massima connettività, sicurezza e leggerezza sono le pietre miliari della nuova generazione della SUV Audi. Lunga 4,66 metri – 3 cm in più se paragonata al vecchio modello – e forte di un passo di 2,82 metri, “dimagrisce” di 90 kg rispetto al passato. Curata nell’aerodinamica, beneficia di un maggiore spazio in abitacolo, specie per quanto riguarda i passeggeri posteriori. Un upgrade cui si accompagna una capienza del bagagliaio di 550 litri con 5 persone a bordo, superiore di 10 litri rispetto alla precedente generazione e resa ancor più sfruttabile dalla possibilità di gestire elettricamente il portellone mediante sensori e ribassare l’assetto al retrotreno, complici le molle pneumatiche, per agevolare le fasi di carico.

La guida? Scarso spazio a rollio e beccheggio, ottima precisione dell’avantreno e discreta agilità. Nel misto veloce può dare filo da torcere a vetture dall’indole ben più estrema, complice la “rabbia” del 6 cilindri 3.0 turbo a iniezione diretta della benzina da 354 cv. Un’unità che, in abbinamento alla trasmissione automatica a 8 rapporti tiptronic del tipo mediante convertitore di coppia, consente di scattare da 0 a 100 km/h in 5,4 secondi e toccare i 250 km/h (autolimitati) a fronte di una percorrenza media di 12 km/l. Trazione integrale permanente quattro. Audi SQ5 3.0 TFSI costa 69.900 euro.


MINI Countryman JCW ALL4

La meno crossover di tutte le crossover: MINI Countryman, più che una vettura all terrain, può essere considerata un’evoluzione in chiave “spaziosa” della hatchback inglese, forte di una buona abitabilità sia anteriore sia posteriore, di una guida sportiva – complici le sospensioni irrigidite rispetto allo standard – e di propulsori grintosi. L’assetto è ribassato di 10 mm qualora paragonato alle “sorelle” meno performanti, mentre sono di serie i cerchi in lega da 18 pollici (optional a 850 euro le ruote da 19 pollici).

La versione John Cooper Works, top di gamma, è mossa da un quattro cilindri 1.6 turbo a iniezione diretta della benzina da 231 cv, in grado di garantire uno scatto da 0 a 100 km/h in 6,5 secondi, una velocità massima di 234 km/h e una percorrenza media di 13,5 km/l. Alla trazione integrale permanente si accompagna una classica trasmissione manuale a 6 rapporti o, spendendo 2.100 euro, un cambio automatico a 8 velocità Steptronic del tipo mediante convertitore di coppia. MINI Countryman JCW ALL4 costa 40.200 euro.


Nissan Juke 1.6 DIG-T Xtronic 4WD Nismo RS

Una tranquilla crossover… sfodera gli artigli. Sviluppata dalla Nismo, divisione sportiva Nissan, beneficia dell’assetto ribassato, specie all’avantreno, di uno sterzo a servoassistenza elettrica più diretto rispetto alle Juke “normali” e di sospensioni irrigidite. Passo e altezza non cambiano, mentre mutano lunghezza (+30 mm) e larghezza (+5 mm). Cuore della trasformazione è il 4 cilindri 1.6 16V a iniezione diretta della benzina sovralimentato mediante turbocompressore, portato dagli originari 190 cv e 240 Nm di coppia – appannaggio della Juke DIG-T – a 214 cv e 280 Nm. Il sistema di trazione integrale beneficia della distribuzione variabile della coppia tra gli assali corredata del sistema Torque Vectoring che consente di ripartire i Nm non solo tra avantreno e retrotreno, ma anche tra le ruote posteriori.

Juke Nismo RS 4WD, caratterizzata dalle sospensioni posteriori Multilink anziché a ponte rigido come nel caso della versione 2WD, è disponibile con la trasmissione automatica a variazione continua Xtronic forte dell’opzione manuale mediante levette al volante. Scatta così da 0 a 100 km/h in 8,0 secondi, tocca i 200 km/h e percorre mediamente 13,5 km/l. All’altezza della rabbia del propulsore lo sterzo, diretto e foriero di un feeling immediato, così come la taratura delle sospensioni, che sebbene non granitica contiene notevolmente rollio e beccheggio. Prezzo di 34.990 euro.


Porsche Macan Turbo

È la declinazione SUV della 911, tanto che, pur dotata della trazione integrale, predilige la ripartizione della coppia al retrotreno. Adotta pneumatici di sezioni differenziate tra gli assali. Non rinuncia al sistema PTV (Porsche Torque Vectoring) – che interviene sulle singole pinze dei freni rallentando la ruota posteriore interna alla curva per rendere più rapido l’inserimento in traiettoria e ridurre il sottosterzo – e alle sospensioni Pasm. Sfoggia un impianto frenante degno di una sportiva e si fregia della trasmissione a doppia frizione PDK. È una supercar camuffata da sport utility. Cuore del sistema 4WD è la frizione a lamelle a gestione elettronica che prevede una ripartizione standard dei kgm 15% verso l’assale anteriore e 85% verso il posteriore.

Derivata tecnicamente dall’Audi Q5, condivide con la sport utility dei Quattro Anelli il pianale e lo schematismo delle sospensioni a ruote indipendenti a 5 bracci (in alluminio) all’avantreno e a bracci trapezoidali al retrotreno. L’assetto è però ribassato di 20 mm. Dotata di sospensioni attive a controllo elettronico, può essere equipaggiata con molle pneumatiche (1.513 euro) che portano in dote un ulteriore ribassamento di 15 mm. È mossa da un V6 3.6 biturbo a iniezione diretta della benzina da 400 cv e 550 Nm di coppia che lavora, come accennato, in abbinamento alla trasmissione a doppia frizione PDK a 7 rapporti. Binomio che promette uno scatto da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi (4,6 secondi con il pacchetto Sport Chrono) e una velocità massima di 266 km/h a fronte di una percorrenza media di 10,9 km/l. E lontano dall’asfalto? Portarla fuoristrada sarebbe come chiedere a Placido Domingo d’interpretare una canzone dei Club Dogo. Costa 90.267 euro.


Il pratico
Prima di acquistare l’auto ha visitato una decina di concessionarie, letto ogni commento su internet – compreso quello dedicato alla prima serie degli Anni ’80 – comprato tanta carta patinata da sradicare la Foresta Amazzonica e assemblato una serie di preventivi che manderebbe in confusione un ingegnere della NASA. Cerca qualità, consumi ridotti, completezza delle dotazioni e sicurezza. In abitacolo vuole sentirsi come in una cassaforte. L’auto deve macinare centinaia di migliaia di chilometri. Senza una vibrazione. Venera il detto “chi più spende meno spende”: è disposto a indebitarsi pur di approdare al vero affare. Se al bar gli amici lo sfottono per un problema meccanico, non dorme per una settimana. La sua vettura deve essere concreta, solida, indistruttibile.

Hyundai Tucson 2.0 CRDi 4WD

Spaziosa, dalla linea aggressiva, curata nei dettagli e ben costruita, è un esempio di semplicità e concretezza. La motorizzazione 1.6 a iniezione diretta della benzina è proposta in configurazione aspirata da 132 cv o sovralimentata mediante turbocompressore da 177 cv, mentre guardando ai turbodiesel è possibile scegliere tra due quadricilindrici omologati Euro 6: 1.7 da 116 o 141 cv e 2.0 negli step da 136 e 185 cv. Trazione anteriore per 1.6 GDI e 1.7 CRDi, integrale per la 1.6 T-GDi e la 2.0 CRDi. Quest’ultima, indipendentemente dalla cavalleria, disponibile con trasmissione automatica a 6 rapporti del tipo mediante convertitore di coppia (1.500 euro) in alternativa all’unità manuale a 6 marce di serie. Cambio a doppia frizione a 7 rapporti optional (1.700 euro) per la 1.6 turbo benzina e la 1.7 CRDi.

Data la mole dell’auto – lunga 4,48 m e pesante quasi 1.600 kg – la scelta ideale è il 2.0 td da 136 cv, garante di uno scatto da 0 a 100 km/h in 10,9 secondi, di una velocità massima di 184 km/h e di una percorrenza media di 19,2 km/l. La capacità di carico compresa tra 513 e 1.503 litri, sebbene non da record, è tra le migliori della categoria. La SUV coreana predilige uno stile di guida rilassato, così da cullare i passeggeri grazie alla taratura delle sospensioni tendenzialmente morbida, a tutto vantaggio dell’assorbimento delle asperità. Prezzi da 28.000 euro (Tucson 2.0 CRDi Classic 4WD).


Mazda CX-3 1.5 D 2WD

La crossover compatta giapponese può contare su di una linea grintosa e personale, su finiture interne tra le più curate della categoria e su di un comportamento dinamico brillante. Forte di un peso abbastanza contenuto, prossimo ai 1.200 kg, è disponibile in configurazione a trazione anteriore o integrale con un 2.0 benzina da 120 cv o con un moderno 1.5 td da 105 cv. Quest’ultimo il propulsore più equilibrato, garante di uno scatto – optando per le 2WD all’avantreno – da 0 a 100 km/h in 10,1 secondi e di una velocità massima di 177 km/h a fronte di una percorrenza media di 25 km/l.

Alla trasmissione meccanica a 6 rapporti può essere preferita una soluzione automatica a 6 marce del tipo mediante convertitore di coppia, proposta a 1.750 euro. La dotazione di serie include, per tutti gli allestimenti, ABS, ESP, 6 air bag e climatizzatore. Prezzi da 19.570 euro (2.0 120 cv 2WD benzina) e da 22.670 euro (1.5 td 2WD) che crescono rispettivamente a 25.520 e 27.520 euro optando per la trazione integrale. –> VAI ALLA PROVA


Mercedes-Benz GLA 250 Automatic

Avversaria diretta di Audi Q3 e BMW X1, la crossover della Stella è lunga 4,42 metri – vale a dire 14 cm più corta della “sorella” GLC – e disponibile sia in configurazione 2WD sia con la più recente versione della trasmissione integrale 4Matic che consente di ripartire la coppia motrice in modo completamente variabile tra gli assali in funzione delle condizioni di marcia e aderenza. Sviluppata sulla medesima piattaforma di Classe A, B e CLA, è disponibile con due quadricilindrici in linea turbocompressi a iniezione diretta della benzina: 1.6 e 2.0 da, rispettivamente, 122 e 156 cv oppure da 211 cv e 380 cv. Tre le varianti td common rail: 180 d con motore 1.5 td da 109 cv di derivazione Renault oppure due step di potenza del noto 4 cilindri di 2.143 cc: 200 d da 136 cv e 300 Nm o 220 d da 177 cv e 350 Nm.

Quale motore scegliere? Il 2.0 turbo benzina da 211 cv in abbinamento alla trazione anteriore. Binomio che, a fronte di consumi più che accettabili – promette una percorrenza media di 16,1 km/l – esalta il carattere sportiveggiante della crossover di Stoccarda, più simile nella guida a una berlina che a una SUV. Un comportamento brillante favorito dalla trasmissione a doppia frizione a 7 rapporti (2.147 euro), dallo schematismo delle sospensioni tipo McPherson all’avantreno e Multilink al retrotreno – una configurazione decisamente “stradale” – e dalla taratura poco cedevole di molle e ammortizzatori. La capienza del bagagliaio, compresa tra 421 e 1.235 litri, è inferiore alla media, ma la GLA si riscatta grazie al reparto sicurezza curato. Prezzi da 36.700 euro (GLA 250 Executive).


Peugeot 3008 1.6 BlueHDi

Nata quale “incrocio” tra un’auto da famiglia e una crossover, la nuova Peugeot 3008 veste senza compromessi i panni della SUV. Condivide gran parte degli stilemi con la rinnovata 2008 e, grazie a una lunghezza di 4,45 metri, può contare su di una generosa abitabilità posteriore oltre a una capacità di carico di 520 litri con cinque persone a bordo. Proposta anche con il tetto a contrasto, un vezzo estetico, porta al debutto la seconda generazione dell’i-Cockpit, vale a dire l’abbinamento costituito dalla strumentazione – ora caratterizzata da elementi digitali e da un display da 12,3 pollici integralmente personalizzabile – insolitamente rialzata e da un volante dal diametro ridotto.

Il sistema multimediale, forte di un touchscreen da 8 pollici, è compatibile con gli standard MirrorLink ed Apple CarPlay per il dialogo privilegiato con gli smartphone. Più leggera di 100 kg rispetto al precedente modello, è disponibile anche con il sistema evoluto di gestione della trazione Grip Control. La gamma motori prevede un 1.2 e un 1.6 turbo benzina da, rispettivamente, 130 e 165 cv, cui si affiancano un 2.0 td da 150 o 180 cv e il più equilibrato 1.6 BlueHDi da 120 cv. Quest’ultimo, garante di uno scatto da 0 a 100 km/h in 11,2 secondi a fronte di una percorrenza media di 25 km/l, abbinabile a un cambio automatico a 6 marce del tipo mediante convertitore di coppia (1.500 euro). Prezzi da 23.500 euro per 3008 a benzina, da 25.250 euro per 3008 Diesel (1.6 BlueHDi Access). –> VAI ALLA PROVA


Seat Arona 1.0 EcoTSI

Derivata dalla quinta generazione della berlina compatta Ibiza, la Arona si affianca in gamma alla più grande Ateca. Analogamente alla citata Ibiza e alla nuova Volkswagen Polo, è basata sulla piattaforma modulare MQB A0. Lunga 4,14 metri, si colloca a pieno titolo nel segmento delle SUV compatte. La capienza del bagagliaio si attesta a 400 litri con cinque persone a bordo. Un valore degno della massima considerazione. Analogamente a gran parte delle sport utility d’ultima generazione, può contare sulla sola trazione anteriore e sull’ormai immancabile finitura bicolore. Proposta al lancio negli allestimenti Reference, Style e Xcellence – la variante sportiva FR debutterà in seguito –riprende fedelmente il layout dell’abitacolo della Ibiza, caratterizzato dal display touchscreen da 8 pollici al centro della plancia, perno del sistema multimediale (di serie per la top di gamma Xcellence).

Pratica, funzionale, dalla guida appagante ed estremamente intuitiva, la nuova Arona, tra le SUV più leggere sul mercato, riesce a fare proprie tutte le doti della compatta Ibiza, aggiungendovi una duttilità sconosciuta alla berlina e una posizione di guida rialzata. Con la berlina compatta spagnola condivide la gamma motori. Sono pertanto previsti un tricilindrico 1.0 TSI, vale a dire turbo a iniezione diretta della benzina, da 95 o 115 cv e un più performante quattro cilindri 1.5 TSI da 150 cv, portato al debutto dalla Volkswagen Golf VII restyling, abbinato al solo allestimento FR e contraddistinto dalla disattivazione parziale dei cilindri. Lato Diesel, cardine della gamma è il noto 1.6 TDI – in arrivo nel 2018 – disponibile nelle configurazioni da 95 e 115 cv. Non manca, infine, una versione bifuel a metano da 90 cv del 1.0 TSI, ordinabile dalla metà del 2018. Trasmissioni manuale a 5 o 6 rapporti oppure, limitatamente al 1.0 TSI da 115 cv e al 1.6 TDI da 95 cv, automatica a doppia frizione DSG a 7 marce. Prezzi da 16.950 euro.


Skoda Karoq 2.0 TDI 150 cv 4×4 DSG

Ha mandato in pensione la Yeti, forte di un aspetto gradevole, di finiture di buon livello, di un notevole spazio in abitacolo e di una capacità di carico tra le migliori della categoria (compresa tra 521 e 1.630 litri), oltre che di alcune soluzioni “furbe”, come la possibilità di rimuovere le sedute del divanetto, che le consentono di distinguersi dalla massa. Disponibile negli allestimenti Ambition, Executive e Style, sin dalla versione entry level è corredata di dotazioni di pregio quali la frenata automatica d’emergenza, la radio con display touch da 8 pollici e connettività estesa, il climatizzatore automatico bizona, i sensori di parcheggio e i cerchi in lega da 17 pollici. Un piatto decisamente invitante, ulteriormente arricchito da una guida brillante e, nel caso delle varianti 4WD, da una buona mobilità off road.

Basata sulla piattaforma modulare MQB, condivisa con la Seat Ateca, l’Audi Q2 e la Volkswagen Tiguan, la Karoq può contare, al lancio, su quattro motorizzazioni sovralimentate a iniezione diretta. Lato benzina, al tricilindrico 1.0 TSI da 115 cv e 175 Nm di coppia, accreditato di una percorrenza media di 19,2 km/l, si affianca il quadricilindrico 1.5 TSI da 150 cv e 250 Nm, portato al debutto dalla più recente generazione della Volkswagen Golf nonché forte della disattivazione parziale dei cilindri nelle fasi non di carico del propulsore. Quanto ai Diesel, è possibile scegliere tra il 1.6 TDI da 115 cv e 250 Nm, con consumi di 4,5 litri ogni 100 km, e il 2.0 TDI da 150 cv e 340 Nm. Quest’ultimo corredato di serie della trazione integrale. Per tutte, cambio manuale a 6 rapporti o automatico a doppia frizione DSG a 7 marce (unica opzione prevista per la 1.5 TSI). Prezzi da 23.850 euro (26.100 euro per le Diesel). La 2.0 TDI 150 cv 4×4 DSG è proposta a 31.450 euro nell’allestimento entry level Ambition.  –> VAI ALLA PROVA


Volkswagen Tiguan 2.0 TDI 150 cv

Una delle SUV più piacevoli da guidare sul mercato, oltre che una delle best seller Volkswagen. Rinnovata in chiave sportiveggiante e secondo i più recenti stilemi del Gruppo VW, è mediamente più leggera di 50 kg rispetto al passato nonostante un sensibile incremento delle dimensioni (+6 cm in lunghezza e +7,7 cm nel passo). Da riferimento la capienza del bagagliaio (615/1.655 litri).

La gamma motori – tutti omologati Euro 6 – include il 1.4 TSI (turbo a iniezione diretta della benzina) da 125 o 150 cv e il 2.0 TSI da 180 cv, cui si affiancano il 1.6 TDI (turbodiesel common rail) da 116 cv e il 2.0 TDI da 150, 190 o 240 cv (quest’ultimo step di potenza ottenuto grazie alla sovralimentazione biturbo). Tiguan 2.0 TDI 150 cv a trazione anteriore scatta da 0 a 100 km/h in 9,3 secondi e percorre mediamente 21,3 km/l. La strumentazione tradizionale può essere sostituita con quella integralmente digitale di derivazione Audi TT, mentre il reparto sicurezza è decisamente completo. Cambio manuale a 6 rapporti oppure a doppia frizione DSG a 7 marce. Trazione anteriore o, limitatamente alla 2.0 TSI e alla 2.0 TDI, integrale 4Motion. Prezzi da 27.850 euro (1.4 TSI 125 cv), mentre la versione 2.0 TDI da 150 cv vede il listino partire da 32.900 euro.


L’alieno
Rivolge alla vettura lo stesso interesse che nutre per la lavatrice: l’apprezza quando funziona, spera consumi il meno possibile e carichi quanto una chiatta da fiume, ma è pronto a detestarla qualora porti in dote problemi di qualsivoglia genere. Il motore? Da qualche parte dovrebbe esserci: quando accelera lo sente vibrare! Frequenta il benzinaio quanto un evasore fiscale la guardia di finanza, l’unico olio che conosce è l’extravergine d’oliva e si ripromette di controllare, almeno ogni 5 anni, la pressione degli pneumatici. Quando gli chiedono che modello d’auto possieda va nel panico come Cassano dinanzi al passato remoto del verbo cuocere. È la vettura a prendersi cura di lui, non il contrario. Ha bisogno d’una balia (a quattro ruote).

Ford Kuga 2.0 TDCi 2WD

Confortevole, sicura, capiente e con un’ottima abitabilità. La nuova Kuga è tutto tranne che un “elettrodomestico”. Disponibile sia a trazione anteriore sia in configurazione 4WD, è caratterizzata da una taratura abbastanza cedevole delle sospensioni che favorisce l’assorbimento delle asperità, lasciando però emergere un discreto coricamento laterale qualora si adotti uno stile di guida aggressivo. Tre le motorizzazioni disponibili: 1.5 turbo a iniezione diretta della benzina da 120 o 150 cv, 1.5 td da 120 cv o 2.0 td negli step da 150 o 180 cv. 150 cv che si rivelano più che sufficienti per muovere con brio i 1.539 kg della SUV dell’Ovale, garantendo uno scatto da 0 a 100 km/h in 10,1 secondi, una velocità massima di 194 km/h e, soprattutto, una percorrenza media di 21,3 km/l.

Sync 3: ecco il nome della multimedialità Ford. Tecnologia che permette il controllo vocale di smartphone, navigatore, funzioni audio e climatizzatore. Forte di un display touchscreen da 8 pollici, supporta gli standard Android Auto e Apple Car Play. Tramite la voce è possibile effettuare ricerche sul web, inviare e ricevere messaggi, ascoltare musica e ottenere indicazioni stradali. In caso d’incidente viene allertato automaticamente il 112 collegando in vivavoce il conducente con gli operatori del soccorso. Prezzi da 23.650 euro (Kuga 1.5 EcoBoost 2WD), mentre la versione 2.0 TDCi 150 cv 2WD costa 29.500 euro. Optional il cambio a doppia frizione PowerShift a 6 rapporti (2.000 euro).


Honda HR-V 1.6 i-DTEC

Appartiene alla nuova generazione di crossover compatte disponibili esclusivamente a trazione anteriore. All’aspetto sportiveggiante abbina una buona abitabilità e un assetto moderatamente votato al comfort. La collocazione del serbatoio del carburante sotto i sedili della prima fila porta in dote tre diverse configurazioni delle sedute posteriori, a tutto vantaggio della praticità e della modularità degli interni. È proposta in abbinamento a un 1.5 a benzina aspirato da 131 cv, corredabile della trasmissione automatica a variazione continua (1.600 euro), oppure con un più equilibrato 1.6 td da 120 cv.

Il motore ideale per contenere i consumi è il 1.6 td da 120 cv che, complice il cambio manuale a 6 rapporti – unica opzione disponibile – garantisce uno scatto da 0 a 100 km/h in 10 secondi, una velocità massima di 192 km/h e, soprattutto, una percorrenza media di 25 km/l. Sin dall’allestimento base, denominato Comfort, sono di serie l’ABS, l’ESP, 6 air bag, il climatizzatore automatico, l’assistenza alla partenza in salita, il cruise control, la frenata automatica d’emergenza e la radio CD/Mp3. Salendo di livello (+2.100 euro) si arricchisce notevolmente la dotazione di sicurezza che include l’avviso di superamento involontario della linea di corsia, i fari abbaglianti automatici, i fendinebbia e il riconoscimento dei segnali stradali. Prezzi da 21.350 euro per la 1.5 benzina, da 23.750 euro per la 1.6 td.


Kia Sportage 2.0 CRDi AWD

Realizzata sulla base della medesima piattaforma della Hyundai Tucson, è giunta alla quarta generazione e promette una cura delle finiture degna dei marchi premium, oltre a un abitacolo rivisto sulla falsariga del layout appannaggio delle “sorelle” Sorento e Optima. Più lunga di 4 cm rispetto al passato e forte di un interasse maggiorato di 3 cm, brilla per abitabilità e comfort, mentre non ama la guida sportiveggiante. Adotta un quadricilindrico 1.6 a iniezione diretta della benzina in configurazione aspirata da 132 cv oppure turbocompressa da 177 cv, cui si affiancano due td common rail 16V: 1.7 da 116 o 141 cv, disponibile solo in versione 2WD, e 2.0 da 136 o 185 cv, abbinato alle 4WD.

Il 2.0 CRDi da 136 cv è la scelta migliore per muovere con (discreto) brio i 1.587 kg della vettura che scatta così da 0 a 100 km/h in 10,5 secondi, raggiunge i 184 km/h e percorre mediamente 19,2 km/l. Da non perdere il cambio automatico a 6 rapporti del tipo mediante convertitore di coppia (2.000 euro), dolce e progressivo negli innesti. Prezzi da 21.000 euro per la 1.6 benzina aspirata, da 23.500 euro per la 1.7 td, mentre la Sportage 2.0 CRDi 136 cv 4WD in allestimento Feel Rebel costa 32.500 euro. –> VAI ALLA PROVA


Renault Kadjar 1.6 dCi

Il look della Renault Captur, la meccanica della Nissan Qashqai. Ecco, in estrema sintesi, la ricetta della Kadjar, crossover di medie dimensioni lunga 4,45 metri e forte di una capacità del bagagliaio di 472/1.478 litri. È proposta a trazione anteriore oppure con le 4WD; in quest’ultimo caso corredata dei programmi di marcia Auto, Lock (vale a dire il blocco della ripartizione della coppia tra avantreno e retrotreno) e 2WD. Dotata della più recente evoluzione del sistema multimediale R-Link, completo di GPS TomTom, schermo touchscreen da 7 pollici e gestione mediante comandi vocali di navigazione, radio, telefono e applicazioni, brilla per comfort e intuitività.

La gamma motori spazia dal 1.2 TCe (turbo a iniezione diretta della benzina) da 131 cv al 1.6 TCe da 163 cv, passando per il 1.5 dCi (turbodiesel common rail) da 110 cv e il 1.6 dCi proposto, contrariamente ad altri modelli della gamma Renault, esclusivamente nella versione monoturbo da 131 cv. Quest’ultima la più adatta a muovere con brio i 1.415 kg della crossover nipponica che, in configurazione 2WD, scatta da 0 a 100 km/h in 9,9 secondi, tocca i 190 km/h e percorre mediamente 23,3 km/l. Al cambio manuale a 6 marce è possibile preferire la trasmissione a doppia frizione EDC, riservata però ai soli propulsori 1.2 TCe e 1.5 dCi. Prezzi da 20.600 euro (1.2 TCe S&S Life), mentre Kadjar 1.6 dCi 131 cv vede il listino prezzi partire da 27.200 euro (allestimento Zen).


Subaru XV

Un po’ berlina sportiveggiante rialzata, un po’ station wagon, un po’ crossover: complici l’altezza da terra di 22 cm, le 4WD e la generosa capacità di carico, la Subaru XV è un’auto dai mille volti. L’arrivo del nuovo modello datato 2018 ha portato in dote una linea più slanciata e la rivisitazione quasi totale del design. La tendenza Subaru a seguire il “flusso” mondiale ha portato all’abbandono della motorizzazione Diesel. La nuova XV è disponibile solo con motore Boxer benzina da 1.6 litri da 114 cv o 2 litri con 150 cv, entrambi abbinati esclusivamente al cambio Lineartronic CVT. In arrivo anche le versioni GPL, una tradizione Subaru.

Il marchio di fabbrica Subaru, vale a dire la trazione integrale permanente, è onnipresente su tutte le motorizzazioni e anzi con la nuova XV Subaru ha spinto ulteriormante verso le capacità off road. Per tutte le versioni di serie è previsto il sistema di sicurezza Eyesight. Quattro gli allestimenti con una forbice di prezzo che secondo allestimento e cilindrate va da 22.900 a 32.990 euro. –> VAI ALLA PROVA

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO

Multispazio: le 10 migliori auto per gli sportivi

MINI Swind E, quando la storica ha la coscienza pulita

Prova Honda CBR650R, bentornata sportiva!